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Urainaidai Paguthi · Opere in prosa

Condotta Compassionevole verso la Vita

Jeeva karuṇya Ozhukkham

ஜீவகாருண்ய ஒழுக்கம்

Ramalinga Swamigal (Vallalar) c. 1860s 3 Parti · 227 pagine Traduzione dal tamil Gratuito · Accesso libero Edizione beta
Jeeva Karunya Ozhukkham — edizione italiana
CONDOTTA COMPASSIONEVOLE VERSO LA VITA
Jeeva Karunya Ozhukkham
ஜீவகாருண்ய ஒழுக்கம்

Su questo testo

Jeeva Karunya Ozhukkham, la condotta della compassione verso tutti gli esseri viventi, è un’opera in prosa di Ramalinga Swamigal, composta in lingua tamil negli anni ’60 dell’Ottocento a Vadalur, nell’India meridionale.

Jeeva karunya indica la compassione che un’anima prova per un’altra. Ozhukkam indica la disciplina: non solo come sentimento, ma come pratica quotidiana e attiva.

“Solo la disciplina della Jeevakarunya costituisce il culto di Dio. Coloro che hanno ottenuto una nascita umana in questo mondo devono riconoscere e raggiungere il beneficio spirituale ottenibile attraverso questa nascita finché c’è ancora tempo.” — Vallalar

L’argomentazione di Vallalar è diretta. L’unica via per raggiungere la grazia divina è la compassione attiva verso ogni essere vivente. Non il rituale, non le Scritture, non la preghiera egoistica. Solo la compassione.

L’opera si articola in tre parti. La prima getta le basi: che cos’è il Jeeva karunya, perché solo esso apre la via verso Dio, e perché l’anima — non il corpo né la mente — è la vera sede della sofferenza e del sollievo. La seconda esplora i tre livelli di beatitudine accessibili a ogni vita umana, culminando nella descrizione completa data da Vallalar di come si manifesti la liberazione in un corpo fisico. La terza esamina direttamente la compassione: la sua natura, la sua posizione gerarchica tra le sofferenze umane e la forza che spinge una persona a passare dal provare pietà all’alleviare effettivamente il dolore.

Ogni sezione presenta tre livelli: il testo originale in tamil di Vallalar, una traduzione e un commento. Il testo originale in tamil non è un ornamento: questi suoni portano un peso che altre lingue non riescono a esprimere appieno.

Questo testo è stato scritto per chiunque. Vallalar non scriveva solo per gli studiosi. Scriveva per le persone comuni che mangiano, che provano paura, che vedono soffrire altre creature e che desiderano approfondire la propria compassione. Cosa ci dobbiamo l’uno all’altro? Cosa ci separa dalla grazia? Le sue risposte non perdono di attualità.

Dichiarazione di non responsabilità · Informazioni sull’autore · Introduzione
Parte 1 — L’Adorazione di Dio Attraverso la Compassione Spirituale · Il Vero Profitto Spirituale · Raggiungere una Vita Meravigliosa Attraverso la Grazia · L’Unica Via per Raggiungere la Grazia · Il Percorso della Grazia e della Virtù · La Definizione della Disciplina del Jeevakarunya · La Causa della Durezza di Cuore · Solo L’Anima Prova Sofferenza · La Compassione è in Armonia con il Decreto di Dio · La Supremazia Dell’Alleviare la Fame e Dell’Impedire L’Uccisione · L’Agonia Universale della Fame · Le Azioni della Compassione Dell’Anima · La Chiave della Dimora della Liberazione · Linee Guida per i Capifamiglia Volte Ad Alleviare la Fame
Parte 2 — Lo Scopo della Nascita Umana Superiore · I Tre Tipi di Beatitudine Dell’Anima · Il Piacere di Questa Vita Presente · Il Vantaggio della Felicità in Questa Vita · Il Piacere Dell’Aldilà · Il Beneficio di una Gioia Ultraterrena · La Natura della Beatitudine Suprema · Il Raggiungimento della Beatitudine Suprema · La Grandezza della Felicità Terrena · La Grandezza della Beatitudine Nell’Aldilà · La Grandezza di Coloro che Hanno Raggiunto la Beatitudine Suprema · Raggiungere la Triplice Vita Beata · Raggiungere la Beatitudine Attraverso la Grazia · La Natura della Grazia · L’Onnipresenza della Grazia · Raggiungere la Grazia Attraverso la Compassione verso L’Anima · Come Si Ottiene la Grazia Attraverso la Compassione verso L’Anima · Il Vero Percorso della Compassione Dell’Anima · La Definizione di Jeevakarunya · Adorare Dio Attraverso la Compassione Spirituale · Il Manifestarsi della Grazia · La Pienezza della Beatitudine Divina · Quando Si Manifesta la Compassione Dell’Anima · Definizioni delle Afflizioni Terrene · La Gerarchia degli Ostacoli · Il Potere della Compassione Dell’Anima · Il Vantaggio della Compassione Dell’Anima · Aspetti della Compassione Dell’Anima nella Sezione Successiva · Conclusione della Seconda Sezione
Parte 3 — Il Fondamento Dell’Affinità Spirituale · La Causa della Durezza di Cuore · L’Efficacia della Compassione Spirituale · Confutazione Dell’Argomento Secondo Cui la Sofferenza è Meramente Sensoriale · Il Riflesso della Gioia e del Dolore nella Mente · L’Analogia della Lampada in Casa · L’Anima come Vero Soggetto Dell’Esperienza · La Causa della Sofferenza delle Anime · L’Esistenza di un Corpo Precedente · L’Errore degli Argomenti Materialisti · La Causa della Diversità dei Corpi e delle Esperienze · La Natura Eterna Dell’Anima · Le Prove della Rinascita · Il Passaggio Dell’Anima in Altri Corpi · Analogie sulla Trasmigrazione · Le Prove a Favore della Rinascita Attraverso la Trasformazione Fisica · Trasmigrazione delle Anime tra le Specie · Anime che Assumono Nuovi Corpi · Risposte agli Scettici in Merito alle Vite Passate · La Continuità del Karma tra i Diversi Corpi · La Compassione e il Decreto Divino · L’Ordine Terreno e Spirituale Attraverso la Compassione Dell’Anima · Le Conseguenze della Mancanza di Compassione Spirituale · La Compassione Dell’Anima come Espressione della Grazia · L’Obiettivo della Compassione Dell’Anima · L’Obiettivo Principale della Compassione · Compassione Suprema e Secondaria · Note a Piè di Pagina della Redazione · Conclusione del Testo (incompleto — tutti i manoscritti conosciuti si interrompono a metà argomentazione)
Glossario · Su Sanmarkkam Life

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Condotta Compassionevole verso la Vita
Jeeva Karunya Ozhukkham · Lettura della traduzione

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Parte Prima

Traduzione e Commento

Jeeva Karunya Ozhukkham — La condotta della compassione verso tutti gli esseri viventi

Invocazione e Titolo

Originale Tamil

உ சிவமயம் திருச்சிற்றம்பலம் 2\. சுத்த சன்மார்க்கத்தின் முதற் சாதனமாகிய ஜீவகாருண்ய ஒழுக்கம் முதற் பிரிவு

Traduzione

Invocazione di buon auspicio. Sivamayam (Tutto è Sivam). Thiruchitrambalam (la sacra sala della coscienza). 2. La disciplina della compassione per l’anima (Jeevakarunya), la pratica fondamentale del Sentiero Puro della Verità (Suddha Sanmarkkam). Prima parte.

L’Adorazione di Dio Attraverso la Compassione Spirituale

Originale Tamil

ஜீவகாருண்ய ஒழுக்கமே கடவுள் வழிபாடு உலகத்தில் மனிதப்பிறப்பைப் பெற்றுக்கொண்டவர்கள் இந்தப் பிறப்பினால் அடையத்தக்க ஆன்மலாபத்தைக் காலமுள்ள போதே அறிந்து அடையவேண்டும்.

Traduzione

Solo la disciplina della Jeevakarunya (compassione per le anime) costituisce il culto di Dio. Coloro che hanno ottenuto una nascita umana in questo mondo devono riconoscere e raggiungere il beneficio spirituale ottenibile attraverso questa nascita finché c’è ancora tempo.

Commento

La maggior parte delle persone associa l’adorazione alla preghiera o al rituale. In questo contesto, la vera adorazione viene ridefinita interamente come Jeevakarunya: una compassione profonda e attiva verso tutti gli esseri viventi. La vita umana rappresenta un’opportunità rara, soggetta a un limite di tempo ben preciso, il che rende urgente perseguire la vera realizzazione spirituale finché ne abbiamo ancora la possibilità.

Il Vero Profitto Spirituale

Originale Tamil

அந்த ஆன்மலாபம் எதுவென்று அறியவேண்டில்:- எல்லா அண்டங்களையும், எல்லாப் புவனங்களையும், எல்லாப் பொருள்களையும், எல்லாச் சீவர்களையும், எல்லா ஒழுக்கங்களையும், எல்லாப் பயன்களையுந் தமது பூரண இயற்கை விளக்கமாகிய அருட்சத்தியால் தோன்றி விளங்க விளக்கஞ் செய்விக்கின்ற இயற்கை உண்மை வடிவினராகிய கடவுளின் பூரண இயற்கை இன்பத்தைப் பெற்று எக்காலத்தும், எவ்விடத்தும், எவ்விதத்தும், எவ்வளவும் தடைபடாமல் வாழ்கின்ற ஒப்பற்ற பெரியவாழ்வே இந்த மனிதப் பிறப்பினால் அடையத்தக்க ஆன்மலாபமென்று உண்மையாக அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere quale sia tale beneficio dell’anima (anma labam): Dio, la cui forma è la Verità Naturale, fa sì che tutti gli universi, tutti i mondi, tutte le entità, tutte le anime (jiva), tutte le discipline e tutti gli esiti appaiano e si manifestino attraverso il Suo Potere di Grazia, che è la Sua perfetta manifestazione naturale. Raggiungere la perfetta beatitudine naturale di Dio e vivere una vita straordinariamente grande — senza ostacoli in nessun momento, in nessun luogo, in nessun modo e in nessuna misura — deve essere veramente inteso come il beneficio dell’anima raggiungibile attraverso questa nascita umana.

Commento

Lo scopo ultimo della vita umana è quello di provare esattamente la stessa gioia sconfinata che prova Dio. Il vero profitto o guadagno supremo dell’anima (anma labam) non risiede nella ricchezza, nell’andare in paradiso o nel fuggire dal mondo fisico. Consiste invece nel raggiungere una «vita grandiosa» senza pari, caratterizzata da una beatitudine perfetta e ininterrotta. Poiché Dio crea e sostiene tutte le anime (jiva) e l’intero universo attraverso il potere della Grazia, entrare in contatto con quella natura divina consente all’essere umano di vivere completamente libero da ogni limite, paura e ostacolo.

Raggiungere una Vita Meravigliosa Attraverso la Grazia

Originale Tamil

இயற்கை இன்பத்தைப் பெற்றுத் தடைபடாமல் வாழ்கின்ற அந்தப் பெரியவாழ்வை எதனால் அடையக்கூடுமென்று அறியவேண்டில்:- கடவுளின் இயற்கை விளக்கமாகிய அருளைக் கொண்டே அடையக்கூடும் என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere come raggiungere quella vita meravigliosa in cui si prova la beatitudine naturale e si vive senza ostacoli, è necessario comprendere che essa può essere raggiunta solo attraverso la Grazia (Arul), la manifestazione naturale di Dio.

Commento

L’obiettivo finale di una vita senza limiti e piena di beatitudine non può essere raggiunto mediante il solo sforzo umano; esso richiede la Grazia (Arul). La Grazia è semplicemente l’espressione naturale di Dio che si riversa verso l’esterno. Per raggiungere la vera liberazione spirituale, una persona deve diventare destinataria di questa energia divina, poiché nient’altro può colmare il divario tra l’esistenza ordinaria e questa vita straordinaria e senza pari.

L’Unica Via per Raggiungere la Grazia

Originale Tamil

கடவுளின் இயற்கைவிளக்கமாகிய அருளை எதனாற் பெறக்கூடுமென்று அறியவேண்டில்:- சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தினால் கடவுள் அருளைப் பெறக்கூடுமல்லது வேறெந்த வழியாலும் சிறிதும் பெறக்கூடாது என்று உறுதியாக அறிதல் வேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere come ottenere la Grazia, che è la manifestazione naturale di Dio, occorre comprendere con fermezza che la Grazia di Dio può essere raggiunta solo attraverso la disciplina della compassione per l’anima (Jeevakarunya) e che non può essere raggiunta, nemmeno in minima parte, attraverso alcun’altra via.

Commento

L’unico modo per ricevere la grazia di Dio consiste nel mostrare profonda compassione verso gli altri esseri viventi. Vallalar formula qui un’affermazione rigorosa e sorprendente: questa pratica della Jeevakarunya (compassione per le anime) non è solo una buona abitudine morale che si affianca ad altri doveri religiosi, ma l’unica e assoluta via verso la grazia. Nessun rituale, meditazione, penitenza o preghiera può sostituirla, nemmeno in minima parte. Senza compassione verso gli altri, ricevere la grazia divina è semplicemente impossibile.

Raggiungere la Grazia Attraverso la Compassione verso L’Anima

Originale Tamil

கடவுள் அருளைச் சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தினால் பெறக் கூடுமல்லது வேறெந்த வழியாலும் பெறக்கூடா தென்பது எப்படி என்னில்:- அருளென்பது கடவுள் தயவு, கடவுளியற்கை விளக்கம். சீவகாருணிய மென்பது சீவர்கள் தயவு, சீவர்கள் ஆன்ம இயற்கை விளக்கம். இதனால் தயவைக் கொண்டு தயவைப் பெறுதலும் விளக்கத்தைக் கொண்டு விளக்கத்தைப் பெறுதலுங் கூடும். வேறொன்றினால் பெறக்கூடாமை அனுபவமாகலின், சீவகாருணியத்தைக் கொண்டு அருளைப் பெறுதல் கூடும்; வேறொன்றினாலும் பெறக்கூடாமை நிச்சயம். இதற்கு வேறு பிரமாணம் வேண்டாமென்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se ci si chiede come sia possibile raggiungere la Grazia di Dio attraverso la disciplina della compassione dell’anima e non con alcun altro mezzo: la Grazia è la compassione di Dio; è la manifestazione della natura di Dio. La compassione dell’anima è la compassione delle anime; è la manifestazione dello stato naturale dell’anima. Pertanto, si può raggiungere la compassione attraverso la compassione, e la manifestazione attraverso la manifestazione. Poiché l’esperienza dimostra che non può essere raggiunta in alcun altro modo, si può raggiungere la Grazia attraverso la compassione dell’anima; è certo che non possa essere raggiunta con alcun altro mezzo. È necessario comprendere che non occorre alcuna altra prova a sostegno di ciò.

Commento

Il segreto per ottenere la grazia divina risiede in una semplice verità: la compassione umana e la grazia divina sono esattamente la stessa sostanza. La grazia è semplicemente la compassione naturale di Dio, mentre la Jeevakarunya (compassione per ogni forma di vita) è la compassione naturale dell’anima. Poiché condividono questa stessa natura, risvegliare la piccola misericordia che è in voi funge da ponte diretto verso l’infinita misericordia di Dio. Vallalar paragona questo processo all’uso di una minuscola scintilla per accendere un fuoco enorme e ruggente.

Il Percorso della Grazia e della Virtù

Originale Tamil

அருளைப் பெறுவதற்குச் சீவகாருணியமே வழியாதலால், ஞான வழி என்பதும் சன்மார்க்கம் என்பதும் சீவகாருணிய ஒழுக்கம் என்றும், அஞ்ஞான வழி என்பதும் துன்மார்க்கம் என்பதும் சீவ காருணிய ஒழுக்கமில்லாமை என்றும் அறியப்படும். சீவகாருணியம் விளங்கும்போது அறிவும் அன்பும் உடனாக நின்று விளங்கும்; அதனால் உபகாரசத்தி விளங்கும்; அந்த உபகாரசத்தியால் எல்லா நன்மைகளுந் தோன்றும். சீவகாருணியம் மறையும்போது அறிவும் அன்பும் உடனாக மறையும்; அதனால் உபகாரசத்தி மறையும்; உபகாரசத்தி மறையவே எல்லாத் தீமைகளுந் தோன்றும். ஆகலின் புண்ணிய மென்பது சீவகாருணியமொன்றே என்றும், பாவமென்பது சீவகாருணிய மில்லாமையொன்றே என்றும் அறியப்படும்.

Traduzione

Poiché solo la Jeevakarunya (compassione dell’anima) costituisce la via per ricevere la Grazia, si comprende che la via della saggezza e il Sanmarkkam (la via vera) costituiscono la disciplina della Jeevakarunya, mentre la via dell’ignoranza e la via del male costituiscono l’assenza di tale disciplina. Quando la Jeevakarunya si manifesta, la conoscenza e l’amore si manifestano insieme ad essa; per questo motivo, si manifesta il potere della beneficenza; attraverso quel potere della beneficenza, sorgono tutte le cose buone. Quando la Jeevakarunya svanisce, la conoscenza e l’amore svaniscono insieme ad essa; per questo motivo, il potere della beneficenza svanisce; man mano che il potere della beneficenza svanisce, sorgono tutti i mali. Pertanto, si comprende che la virtù è esclusivamente Jeevakarunya, e il peccato è esclusivamente l’assenza di Jeevakarunya.

Commento

La vera saggezza e il modo giusto di vivere — ciò che viene chiamato Sanmarkkam (il vero sentiero) — non sono altro che la pratica quotidiana della Jeevakarunya (compassione per ogni forma di vita). La maggior parte delle persone definisce la virtù e il peccato attraverso un elenco di regole religiose, ma qui la definizione è meravigliosamente semplice: la virtù è la presenza della compassione, mentre il peccato è la sua assenza. Quando si prova compassione, l’amore e la profonda comprensione si risvegliano naturalmente dentro di te, conferendoti il potere di aiutare concretamente gli altri. Quando la compassione svanisce, quella spinta ad aiutare scompare e tutti i mali umani si affrettano a colmare il vuoto.

L’Illuminazione e la Beatitudine della Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தினால் வரும் விளக்கமே கடவுள் விளக்கமென்றும், சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தினால் வரும் இன்பமே கடவுள் இன்பமென்றும், இவ்விளக்கத்தையும் இன்பத்தையும் பலகால்கண்டு அனுபவித்துப் பூர்த்தியடைந்த சாத்தியர்களே சீவன் முத்தரென்றும், அவர்களே கடவுளை அறிவால் அறிந்து கடவுள்மயம் ஆவார்கள் என்றும் சத்தியமாக அறிய வேண்டும்.

Traduzione

Si deve riconoscere come verità assoluta che l’illuminazione derivante dalla disciplina della compassione dell’anima è l’illuminazione di Dio, e che la beatitudine derivante dalla disciplina della compassione dell’anima è la beatitudine di Dio. Gli esseri realizzati che hanno ripetutamente percepito, sperimentato e raggiunto la pienezza in questa illuminazione e in questa beatitudine sono le anime liberate (Jivanmukta). Solo essi conoscono Dio attraverso la vera conoscenza e diventano un tutt’uno con Dio.

Commento

L’esperienza di Dio è esattamente la stessa cosa dell’esperienza di una profonda compassione. Coloro che perfezionano pienamente questa compassione sono conosciuti come jivanmukta (anime liberate). Vivendo costantemente in questo stato di compassione, essi sperimentano effettivamente la luce e la gioia del divino, fino a fondersi completamente con Dio.

La Definizione della Disciplina del Jeevakarunya

Originale Tamil

ஆனால், சீவகாருணிய ஒழுக்கமென்பது என்னெனில்:- சீவர்களுக்குச் சீவர்கள் விஷயமாக உண்டாகின்ற ஆன்ம உருக்கத்தைக் கொண்டு தெய்வவழிபாடு செய்து வாழ்தலென்று அறிய வேண்டும்.

Traduzione

Ma in cosa consiste la disciplina della Jeevakarunya (compassione per le anime)? È necessario comprendere che essa consiste nel condurre una vita dedicata all’adorazione divina attraverso quella compassione che scioglie l’anima e che nasce negli esseri viventi verso gli altri esseri viventi.

Commento

La maggior parte delle persone associa il culto divino a rituali o preghiere recitate in un tempio. Qui, invece, il vero culto viene definito in modo del tutto diverso: è quella profonda empatia, capace di sciogliere il cuore, che un essere vivente prova per un altro. Praticare questa compassione attiva (jeevakarunya) è il modo più elevato e autentico per onorare Dio.

Quando Nasce la Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

சீவர்கள் விஷயமாக ஆன்ம உருக்கம் எப்போது உண்டாகுமெனில்:- சீவர்கள் பசி, தாகம், பிணி, இச்சை, எளிமை, பயம், கொலை இவைகளால் துக்கத்தை அனுபவிக்கக் கண்டபோதாயினும் கேட்ட போதாயினும் இவ்வாறு உண்டாகுமென்று அறிந்த போதாயினும் ஆன்ம உருக்கம் உண்டாகுமென்று அறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se ci si chiede quando sorga la compassione dell’anima verso gli esseri viventi: occorre sapere che la compassione dell’anima sorge sia che si veda gli esseri viventi soffrire a causa della fame, della sete, della malattia, del desiderio, della povertà, della paura e dell’uccisione, sia che se ne senta parlare, sia che si sappia che tali sofferenze si verificheranno.

Commento

L’empatia scatta di fronte a qualsiasi forma di sofferenza, sia essa fisica, come la fame e la malattia, sia emotiva, come la paura e il desiderio. Non è necessario assistere a tale dolore con i propri occhi affinché si risvegli la compassione; basta semplicemente sentirne parlare o sapere che un altro essere vivente sta per soffrire perché un cuore sensibile si commuova.

Le Basi della Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

சீவகாருணியம் உண்டாவதற்கு உரிமை எது என்னில்:- சீவர்களெல்லாம் ஒரு தன்மையாகிய இயற்கையுண்மை ஏகதேசங்களாய்ச் சர்வசக்தியுடைய கடவுளால் சிருஷ்டிக்கப்பட்டபடியால், ஓருரிமையுள்ள சகோதரர்களேயாவர் சகோதரர்களுள் ஒருவர் ஒரு ஆபத்தால் துக்கப்படுகின்றபோதும், துக்கப்படுவாரென்று அறிந்தபோதும் அவரைத் தமது சகோதரரென்று கண்ட மற்றொரு சகோதரருக்கு உருக்கமுண்டாவது சகோதர உரிமையாகலின், ஒரு சீவன் துக்கத்தை அனுபவிக்கக் கண்டபோதும், துக்கப்படுமென் றறிந்த போதும் மற்றொரு சீவனுக்கு உருக்கமுண்டாவது பழைய ஆன்ம உரிமை யென்று அறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se ci si chiede quale sia il fondamento dell’insorgere della compassione per le anime (Jeevakarunya): poiché Dio onnipotente crea tutte le anime come parti di un’unica realtà naturale, esse sono infatti fratelli che condividono un legame comune. Quando un fratello è in pericolo o si sa che sta affrontando una sofferenza, la compassione sorge in un altro fratello che lo riconosce come parte di sé, in virtù del loro legame fraterno. Esattamente allo stesso modo, quando si vede un’anima provare dolore o si sa che sta affrontando una sofferenza, la compassione che nasce in un’altra anima deve essere intesa come questo antico legame tra le anime.

Commento

La compassione non è un dovere morale appreso, bensì un riflesso familiare naturale. Poiché Dio ha creato tutte le anime da un’unica realtà condivisa, ogni essere vivente è letteralmente nostro fratello o nostra sorella. Quando vedi una creatura che soffre e provi l’impulso di aiutarla, quel sentimento non è mera pietà: è un antico e fondamentale legame di parentela che si manifesta. Ci prendiamo cura degli altri perché, nel profondo, li riconosciamo come parte di noi stessi.

La Causa della Durezza di Cuore

Originale Tamil

சீவர்கள் துக்கப் படுகின்றதைக் கண்டபோதும், சிலர் சீவகாருணியமில்லாமல் கடினசித்தர்களாயிருக்கின்றார்கள்; இவர்களுக்குச் சகோதர உரிமை இல்லாமற்போவது ஏனெனில்:- துக்கப்படுகின்றவரைத் தமது சகோதரரென்றும் துக்கப்படுகின்றாரென்றும் துக்கப்படுவாரென்றும் அறியத்தக்க ஆன்ம அறிவு என்கிற கண்ணானது அஞ்ஞானகாசத்தால் மிகவும் ஒளி மழுங்கினபடியாலும், அவைகளுக்கு உபகாரமாகக் கொண்ட மனம் முதலான உபநயனங்களாகிய கண்ணாடிகளும் பிரகாச பிரதிபலிதமில்லாமல் தடிப்புள்ளவைகளாக இருந்த படியாலும் கண்டறியக் கூடாமையாயிற்று. அதனால், சகோதர உரிமையிருந்தும் சீவகாருணியம் உண்டாகாம லிருந்ததென் றறிய வேண்டும். இதனால் சீவகாருணியமுள்ளவர் ஆன்ம திருஷ்டி விளக்கமுள்ளவரென்றறியப்படும்.

Traduzione

Anche quando vedono gli esseri viventi (jiva) soffrire, alcuni rimangono dal cuore indurito, privi di compassione dell’anima (Jeevakarunya). Se ci si chiede perché manchino di questo senso di fratellanza: l’occhio della conoscenza dell’anima — che è in grado di riconoscere che chi soffre è loro fratello, che sta soffrendo ora e che soffrirà — vede la propria luce notevolmente offuscata dalla cataratta dell’ignoranza. Inoltre, gli occhiali delle facoltà interiori, come la mente, che fungono da ausili per l’occhio, sono spessi e privi di riflesso luminoso. Per questo motivo, diventa loro impossibile percepire e comprendere. Pertanto, occorre rendersi conto che, sebbene esista il legame fraterno, in loro non sorge la compassione dell’anima. Da ciò si deduce che coloro che possiedono la compassione dell’anima possiedono una chiara visione dell’anima.

Commento

Se la compassione è lo stato naturale dell’anima, perché alcune persone hanno il cuore così duro? La risposta sta in una sorta di cecità interiore. L’«occhio» interiore che riconosce il nostro legame comune con gli altri è stato offuscato dall’ignoranza. La mente — che dovrebbe funzionare come un paio di occhiali trasparenti — è diventata troppo spessa e opaca per lasciar passare la luce dell’empatia. Il legame esiste ancora, ma queste persone hanno semplicemente perso la capacità di vederlo.

Solo L’Anima Prova Sofferenza

Originale Tamil

சீவர்களுக்குப் பசி தாகம் பயம் முதலியவற்றால் வருந் துன்பங்களெல்லாம் மனம் கண் முதலிய கரணேந்திரிய அனுபவங்களல்லது, ஆன்ம அனுபவங்களல்ல; அதனாற் சீவகாருணியங் கொள்வதில் விசேஷ பிரயோசனம் இல்லையே என்னில்:- இந்தத் தூலதேகத்தில் சீவனாக இருக்கிற ஆன்மாவும் அறிவுக்கறிவாயிருக்கிற கடவுள் இயற்கை விளக்கமுந் தவிர, கரணம் இந்திரியம் முதலிய மற்றவைகளெல்லாம் கருவிகளாகிய தத்துவசடங்களே யல்லது சித்துக்களல்ல. ஆகலில் சுகதுக்கங்களைச் சடங்கள் அனுபவிக்க அறியா. செம்மண் சந்தோஷ’த்தது துக்கித்தது என்று சொல்லப்படாது. அதுபோல், மனஞ் சந்தோஷ’த்தது துக்கித்தது என்று சொல்லப்படாது. செம்மண்ணினால் தேகவாழ்க்கைக்கு வீடுகட்டிக்கொள்வது போல, மன முதலான கரணேந்திரியங்களால் சீவவாழ்க்கைக்குக் கடவுளால் கட்டிக் கொடுக்கப்பட்ட தேகம் ஒரு சிறிய வீடாகும். இன்பதுன்பங்களை வீட்டிலிருக்கின்றவன் அனுபவிப்பானல்லது, வீடு அனுபவிக்கமாட்டாது. அன்றியும் காசத்தினால் ஒளி மழுங்கப்பட்டு உபநயனங்களாகிய கண்ணாடிகளால் பார்க்கின்ற கண்கள் துன்ப விஷயத்தைக் கண்டபோது, அக்கண்கள் நீர்சொரியுமே யல்லது, கண்ணாடி நீர் சொரிய மாட்டாது. ஆகலில் ஆன்ம திருஷ்டிக்கு உபநயனங்களாக இருக்கின்ற மனம் முதலான கருவிகள் சுகதுக்கங்களை அனுபவிக்க மாட்டா; ஆன்மாவே அனுபவிக்குமென்று அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si sostiene: «Le sofferenze che affliggono gli esseri viventi a causa della fame, della sete, della paura e simili sono semplicemente esperienze degli strumenti interiori e degli organi di senso (karanas e indriyas), quali la mente e gli occhi, e non esperienze dell’anima; pertanto, non vi è alcun beneficio particolare nel praticare la compassione verso l’anima (Jeevakarunya)», la risposta è la seguente: a parte l’anima che dimora come entità vitale in questo corpo fisico grossolano e la manifestazione naturale di Dio che funge da intelligenza nell’intelligenza, tutte le altre facoltà e gli organi di senso sono semplicemente principi materiali inerti (tattva-jadas) che funzionano come strumenti; non sono entità coscienti (cits). Pertanto, la materia inerte non sa come provare piacere e dolore. Non si può dire che la terra rossa gioisca o soffra. Allo stesso modo, non si può dire che la mente gioisca o soffra. Proprio come si costruisce una casa con la terra rossa per viverci fisicamente, il corpo — costruito e concesso da Dio utilizzando la mente e le altre facoltà interiori e organi di senso per la vita dell’anima — è solo una piccola casa. È chi dimora all’interno della casa a provare piacere e dolore, non la casa stessa. Inoltre, quando gli occhi, la cui vista è offuscata dalla cataratta, guardano attraverso gli occhiali e vedono uno spettacolo doloroso, sono solo gli occhi a versare lacrime, non gli occhiali. Pertanto, gli strumenti come la mente, che fungono da occhiali per la visione dell’anima, non provano piacere né dolore; occorre comprendere che è solo l’anima a provarli.

Commento

Il corpo fisico e la mente non provano effettivamente dolore; solo l’anima cosciente lo prova. Si è tentati di liquidare la fame e la paura come semplici riflessi biologici dei sensi fisici e delle facoltà interiori (karanas e indriyas), facendo apparire la compassione superflua. Ma proprio come una casa non prova gioia né dolore, bensì solo la persona che vi abita; il corpo è semplicemente una dimora temporanea. La mente e i sensi sono semplici strumenti — come gli occhiali che aiutano gli occhi a vedere, ma non possono versare lacrime di per sé; solo l’anima versa lacrime. Quando si allevia la sofferenza di un’anima incarnata, si sta direttamente confortando e alleviando l’anima che abita quel corpo.

L’Anima come Vero Soggetto che Prova Piacere e Dolore

Originale Tamil

ஒரு சீவனுக்குச் சுகம் நேரிட்டபோது மனம் மகிழ்கின்றது; துக்கம் நேரிட்டபோது மனம் தளர்கின்றது; ஆகலில், சுகதுக்கங்களை அம்மனம் அனுபவிப்பதாக அறியப்படாதோ என்னில்:- அறியப் படாது. பளிங்கினாற் செய்த வீட்டினுள் இருக்கின்ற வீட்டுத் தலைவனுடைய தேகவிளக்கமும் தேகச் சோர்வும் அந்தப் பளிங்கு வீட்டில் பிரதிபலித்துப் புறத்தில் தோன்றுவது போலும், கண்களின் மலர்ச்சியும் சோர்வும் அக்கண்களிலிட்ட உபநயனங்களில் பிரதிபலித்துப் புறத்தில் தோன்றுவது போலும், சுகதுக்கங்களால் ஆன்மாவுக்கு உண்டாகிற மகிழ்ச்சியும் தளர்வும் மனம் முதலான கரணேந்திரியங்களில் பிரதிபலித்துப் புறத்தில் தோன்றுகின்றன. ஆகலில் சுகதுக்கங்கள் ஆன்மாவுக்கே அனுபவமென்றும், சுகதுக்கங்களை அறிந்தனுபவிப்பதற்குக் கரணேந்திரியங்கள் ஆன்மாவுக்கு உபகாரக் கருவிகளாகுமென்று அறிய வேண்டியது.

Traduzione

Quando un essere vivente (jiva) prova piacere, la mente gioisce; quando prova dolore, la mente si affatica. Pertanto, se ci si chiede se non sia la mente a provare questo piacere e questo dolore, la risposta è: No, non è così. Proprio come lo splendore fisico e la stanchezza fisica di un maestro seduto all’interno di una dimora di cristallo si riflettono su quella dimora di cristallo e appaiono all’esterno, e proprio come la lucentezza e la fatica degli occhi si riflettono sugli occhiali che li coprono e appaiono all’esterno, così la gioia e la stanchezza che sorgono nell’anima a causa del piacere e del dolore si riflettono sulla mente e sulle altre facoltà interiori e sugli organi di senso (karanendriyas) e appaiono all’esterno. Pertanto, occorre comprendere che il piacere e il dolore sono vissuti solo dall’anima, e che le facoltà interiori e gli organi di senso fungono semplicemente da strumenti utili all’anima per percepirli e viverli.

Commento

È l’anima, e non la mente né il corpo fisico, la vera protagonista dell’esperienza della gioia e del dolore. La mente e gli organi sensoriali interiori (karanendriyas) sono semplici strumenti. Proprio come una casa di cristallo rivela lo stato di chi vi abita, le nostre reazioni fisiche e mentali esteriori non fanno altro che riflettere la felicità o la stanchezza provate nel profondo dell’anima.

La Causa della Sofferenza delle Anime Create

Originale Tamil

கடவுளால் சிருஷ்டிக்கப்பட்ட சீவர்களில் அனேகர் பசி, தாகம், பயம் முதலியவற்றால் மிகவும் துன்பப்படுகின்றது என்னெனில்:- முன் தேகத்தில் சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தை விரும்பாமல் கடின சித்தர்களாகித் துன்மார்க்கத்தில் நடந்த சீவர்களாதலால், கடவுள் விதித்த அருளாக்கினைப் படி பசி, தாகம், பயம் முதலியவற்றால் மிகவுந் துன்பப் படுகிறார்கள் என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se ci si chiede perché molte anime create da Dio soffrano enormemente per la fame, la sete, la paura e simili, occorre comprendere che nei loro corpi precedenti non hanno desiderato la disciplina della compassione dell’anima (Jeevakarunya). Poiché sono diventate di cuore duro e hanno seguito una via malvagia, ora soffrono enormemente per la fame, la sete, la paura e simili, secondo il decreto misericordioso stabilito da Dio.

Commento

Soffrire di fame, sete o paura intense non è un caso fortuito. È il risultato diretto di una vita passata vissuta senza Jeevakarunya (compassione per tutti gli esseri viventi). Quando le persone agiscono con crudeltà e induriscono il proprio cuore, rinascono in circostanze in cui sono costrette a subire le dolorose conseguenze di tali scelte.

Le Prove Relative ai Corpi del Passato e del Futuro

Originale Tamil

முன்தேகம் உண்டென்பது எப்படி யென்னில்:- ஒரு வீட்டில் குடிக்கூலி கொடுத்துக் குடித்தனஞ் செய்யவந்த சமுசாரி அதற்குமுன் வேறொரு வீட்டில் குடிக்கூலி கொடுத்துக் குடித்தனஞ் செய்திருந்தானல்லது வீடில்லாமல் குடித்தனஞ் செய்யமாட்டா னென்றும், இப்போது வந்த வீட்டிலும் கலகம் நேரிட்டால் பின்னும் வேறொரு வீட்டில் குடிபோவான் என்றும் அறிவது போல்; இந்த தேகத்தில் ஆகாரக் கூலி கொடுத்துக் குடியிருக்க வந்த சிவன் இதற்கு முன்னும் வேறொரு தேகத்தில் அந்தக் கூலியைக் கொடுத்துச் சீவித்திருந்தானல்லது தேகமில்லால் சீவித்திருக்க மாட்டானென்றும் துணிய வேண்டும். ஆதலால், முன்னும் பின்னும் சீவர்களுக்குத் தேகங்கள் நேரிடும் என்றறியவேண்டும்.

Traduzione

Se ci si chiede come facciamo a sapere che è esistito un corpo precedente: proprio come comprendiamo che un capofamiglia che affitta una casa in cui vivere deve aver precedentemente affittato e abitato in un’altra casa, poiché non può gestire una famiglia senza una casa, e che, qualora sorgessero problemi nella casa attuale, si trasferirebbe in un’altra ancora; allo stesso modo, si deve concludere che l’anima, che è venuta a risiedere in questo corpo pagando l’affitto del cibo, deve aver vissuto in un altro corpo prima di questo, pagando lo stesso affitto, e non avrebbe potuto esistere senza un corpo. Pertanto, si deve comprendere che i corpi si manifestano per le anime (Jiva) sia nel passato che nel futuro.

Commento

L’anima passa da un corpo all’altro proprio come un inquilino si trasferisce da una casa all’altra. Per rimanere in un corpo fisico, l’anima paga un “affitto” giornaliero costituito da cibo e sostentamento. Poiché l’anima ha bisogno di una forma fisica per esistere e interagire in questo mondo, deve aver abitato altri corpi prima di quello attuale e ne abiterà di nuovi quando questo non sarà più in grado di ospitarla.

La Continuità delle Azioni Peccaminose tra i Diversi Corpi

Originale Tamil

சீவர்கள் முன்தேகத்தில் செய்த பாவகர்மங்கள் இந்தத் தேகத்திலும் வருமென்பது எப்படியென்னில்:- ஒரு சமுசாரி முன் குடித்தனஞ் செய்திருந்த வீட்டில் தன் தலைவன் கட்டளைப்படி நடவாமல் துன்மார்க்கர்களை வருவித்து அவர்களோடு கூடிப் பழகியிருந்தானானால், அந்தச் சமுசாரி அந்த வீட்டைவிட்டு வேறொரு வீட்டில் குடிவந்த காலத்திலும் அந்தத் துன்மார்க்கர்கள் இந்த வீட்டிலும் வந்து அவனுடன் பழக்கஞ் செய்வார்கள். அதுபோல், ஒரு சீவன் முன் குடியிருந்த தேகத்தில் கடவுள் கட்டளைப்படி நடவாமல் துன்மார்க்கத்தாற் பாவகர்மங்களை விரும்பிச் செய்திருந்தானானால், அந்தச் சீவன் வேறொரு தேகத்தில் வந்தபோதும் அந்தப் பாவகர்மங்கள் இப்போது வந்த தேகத்திலும் வந்து அந்தச் சீவனைச் சேருமென் றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se ci si chiede in che modo le azioni peccaminose commesse dalle anime (jiva) in un corpo precedente si trasferiscano a questo corpo: se un capofamiglia che viveva in una casa precedente disobbedisce agli ordini del proprio padrone, invita persone malvagie e frequenta la loro compagnia, quelle persone malvagie lo seguiranno nella nuova casa e continueranno a frequentarlo anche quando si trasferirà in un’altra dimora. Allo stesso modo, se un’anima nel suo corpo precedente disobbedisce ai comandi di Dio e commette volontariamente azioni peccaminose attraverso un comportamento malvagio, occorre comprendere che, anche quando l’anima entra in un altro corpo, quelle azioni peccaminose del passato si trasferiranno nel corpo attuale e si attaccheranno a quell’anima.

Commento

I peccati commessi in una vita non scompaiono con la morte del corpo; essi seguono l’anima (jīva) nella sua prossima vita. Entrare in un nuovo corpo non cancella le conseguenze spirituali delle azioni dannose compiute in passato, proprio come trasferirsi in una nuova casa non impedisce alle vecchie conoscenze poco raccomandabili di bussare alla porta. Pertanto, la sofferenza attuale di una persona è direttamente legata alle sue scelte passate.

La Compassione è in Armonia con il Decreto di Dio

Originale Tamil

முன் பிறப்பில் சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தை விட்டுத் துன்மார்க்கத்தில் நடந்த சீவர்களை இந்தப் பிறப்பில் பசி தாகம் பயம் முதலிய வற்றால் துக்கப்படச் செய்வது கடவுள் அருளாக்கினை நியதியென்றால், அந்தச் சீவர்கள் விஷயத்தில் காருணியம் வைத்து ஆகாரம் முதலியவை கொடுத்து அவர்கள் துக்கத்தை மாற்றுவது கடவுள் அருளாக்கினைக்கு விரோதமாகாதோ என்னில்:- ஆகாது. அரசன் தன் கட்டளைக்கு முழுதும் விரோதித்து, கால்களுக்கு விலங்கிடப் பட்டுச் சிறைச்சாலையில் இருக்கின்ற பெரிய குற்றவாளிகளுக்கும் தன் சேவகர்களைக் கொண்டு ஆகாரங்கொடுப்பிக்கின்றான். அதுபோல், கடவுள் தம் கட்டளைக்கு முழுதும் விரோதித்துப் பலவகையால் பந்தஞ் செய்யப்பட்டு நரகத்திலிருக்கின்ற பாவிகளுக்கும் தம் பரிவார தேவர்களைக் கொண்டு ஆகாரங் கொடுப்பிக் கின்றார். அரசன் தன் கட்டளைப் படி நடவாமல் வேறுபட்ட சாதாரண குற்றமுடையவர்களைத் தன்னாலவர்கள் பெறத்தக்க லாபத்தைப் பெறவொட் டாமல் உத்தியோகத்தினின்றும் நீக்கி அவர்களுக்கு நல்லறிவு வருவிக்கின்ற நிமித்தம் அவ்விடத்தைவிட்டு வேறிடங்களில் வெளிப்படுத்துகின்றான். அவர்கள் உத்தியோக மிழந்தபடியால், சுகபோஜன முதலிய போகங்களை இழந்து ஊர்ப்புறங்களிற் போய் ஆகாரம் முதலியவை குறித்து அலைந்து வருந்துகின்ற போது, தயவுள்ளவர்கள் கண்டு ஆகார முதலியவை கொடுக்கின்றார்கள். அதை அரசன் கேட்ட காலத்திலும் கண்ட காலத்திலும் கொடுத்தவர்களை இரக்கமுள்ள நல்ல சமுசாரிகளென்று சந்தோஷ’த்து உபசரிக்கின்றானே யல்லது கோபிக்கின்றானில்லை. அதுபோல், கடவுள் தம் கட்டளைப்படி நடவாத சாதாரண குற்றமுடைய சீவர்களைத் தமது சத்தியால் அவர்கள் பெறத்தக்க சுகங்களைப் பெறவொட்டாமல் தாம் கொடுத்த சௌக்கிய புவனபோகங்களை விடுவித்து, அந்தச் சீவர்களுக்கு நல்லறிவு வருவிக்கும் நிமித்தம் அந்தத் தேகத்தினின்றும் நீக்கி வேறொரு தேகத்தில் விடுகின்றார். அந்தச் சீவர்கள் சௌக்கிய புவன போகங்களை இழந்தபடியால், சௌக்கிய போஜன முதலியவற்றை இழந்து வேறு வேறிடங்களில் ஆகார முதலியவை இல்லாமல் வருந்தும்போது, தயவுள்ளவர்கள் அந்த வருத்தத்தைக் கண்டு ஆகார முதலியவை கொடுத்தால் அப்படிக் கொடுத்தவர்களை நல்ல இரக்கமுள்ளவர்கள் மேன்மேலுஞ் சுகத்தையடையக் கடவார்களென்று சந்தோஷ’த்து உபசரிப்பாரல்லது கோபிக்கமாட்டார். ஆதலால், கடவுள் அருளாக்கினைக்குச் சீவர்களிடத்துச் சீவர்கள் காருணியம் வைப்பதே சம்மதவென்று உண்மையாக அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se è legge del decreto misericordioso di Dio che le anime che, nella nascita precedente, hanno abbandonato la disciplina della compassione per le anime (Jeevakarunya) e hanno percorso la via del male siano costrette a soffrire la fame, la sete, la paura e altre afflizioni in questa vita, ci si potrebbe chiedere: «Se mostriamo compassione verso quelle anime, forniamo loro del cibo e alleviamo le loro sofferenze, ciò non si oppone forse al decreto misericordioso di Dio?». No, non è così. Un re si avvale dei propri servitori per fornire cibo anche ai criminali più efferati che si sono opposti completamente ai suoi ordini e giacciono in prigione con le catene ai piedi. Allo stesso modo, Dio si avvale dei Suoi servitori celesti per fornire cibo anche ai peccatori che si sono opposti completamente ai Suoi ordini e dimorano all’inferno, legati in vari modi. Quando i trasgressori comuni non seguono gli ordini di un re, questi impedisce loro di ricevere i benefici che altrimenti potrebbero ottenere, li destituisce dai loro incarichi e li espelle in altri luoghi per farli tornare in sé. Avendo perso le loro posizioni, essi perdono le comodità come il buon cibo, vagano ai margini delle città e soffrono alla ricerca di sostentamento; vedendo ciò, le persone compassionevoli offrono loro cibo e altri beni di prima necessità. Quando il re viene a sapere o vede ciò, si rallegra e onora coloro che offrono aiuto come buoni e compassionevoli capifamiglia; non si adira con loro. Allo stesso modo, con il Suo potere, Dio impedisce alle anime che commettono trasgressioni ordinarie e non seguono i Suoi ordini di ricevere le gioie che potrebbero ottenere. Egli le priva dei piaceri mondani e confortevoli che in precedenza aveva concesso loro, le allontana da quel corpo e le colloca in un altro corpo per farle tornare in sé. Poiché quelle anime hanno perso le loro comodità mondane, mancano loro di cibo confortante e di altri beni di prima necessità; quando soffrono per la fame in vari luoghi, se persone compassionevoli vedono la loro sofferenza e provvedono a loro, Dio si rallegra e benedice chi offre aiuto, dichiarando: «Possano queste persone buone e compassionevoli raggiungere una gioia sempre maggiore». Egli non si adirerà con loro. Pertanto, occorre comprendere appieno che il fatto che le anime mostrino compassione verso altre anime è del tutto conforme al decreto misericordioso di Dio.

Commento

Se qualcuno sta soffrendo a causa delle proprie colpe passate, potreste chiedervi se aiutarlo interferisca con la giustizia di Dio. La risposta è un NO categorico. Proprio come un re umano nutre i propri prigionieri e si rallegra quando cittadini benevoli aiutano gli emarginati, Dio priva le anime disubbidienti delle loro comodità per correggere l’anima, ma si rallegra attivamente quando altri intervengono per alleviare la loro fame. La compassione non si oppone mai alla legge divina; è esattamente ciò che Dio vuole che noi mettiamo in pratica.

La Necessità della Compassione per L’Ordine Mondano

Originale Tamil

இந்தச் சீவகாருணியத்தால் இகலோக ஒழுக்கம் வழங்குகின்றது. சீவகாருணிய மில்லையாகில், இகலோக ஒழுக்க மெவ்வளவும் வழங்கமாட்டாதென்று அறியவேண்டும். எப்படியென்னில்:- சீவகாருணிய மல்லாதபோது அறிவும் அன்புந் தோன்றா; அவை தோன்றாதபோது கண்ணோட்டமும் ஒருமையும் உபகாரமும் விளங்கா; அவை விளங்காதபோது வலியசீவர்களால் எளிய சீவர்களொழுக்கம் பொறாமை முதலானவைகளால் தடைப்பட்டழிந்து போம். பின்பு வலியசீவர்கள் ஒழுக்கங்களும் தாமச ஒழுக்கங்களாகி ஒருவ ரொழுக்கத்தால் மற்றொருவரொழுக்கம் மதத்தினால் சோர்ந்தவிடதில் மாறுபட்டழிந்து போம். சீவகாருணிய ஒழுக்கஞ் சிறிது மில்லாத புலி சிங்கம் முதலிய மிருகங்கள் வழங்குகின்ற காட்டில் இகலோக ஒழுக்கம் வழங்கவேயில்லை அது போல் சீவகாருணிய மில்லாத மனிதர்கள் வழங்குமிடத்திலும் இகலோக ஒழுக்கம் வழங்கவே மாட்டாதென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

L’ordine del mondo si mantiene grazie a questa Jeevakarunya (compassione per gli esseri viventi). È necessario comprendere che, senza Jeevakarunya, l’ordine del mondo non funzionerebbe affatto. Se ci si chiede come: quando non c’è Jeevakarunya, l’intelligenza e l’amore non emergono. Quando non emergono, la compassione, l’unità e l’aiuto reciproco non si manifestano. Quando questi non si manifestano, lo stile di vita degli esseri deboli viene ostacolato e distrutto dagli esseri forti a causa dell’invidia e di tratti simili. Di conseguenza, anche i comportamenti degli esseri forti stessi si trasformano in comportamenti tamasici (ignoranti e oscuri); spinti dall’arroganza, essi si scontrano e si distruggono a vicenda nei momenti di vulnerabilità. L’ordine del mondo non esiste affatto in una foresta abitata da animali come tigri e leoni, che sono del tutto privi della pratica della Jeevakarunya. Allo stesso modo, occorre comprendere che l’ordine del mondo non prevarrà mai in un luogo abitato da esseri umani privi di Jeevakarunya.

Commento

Una società funzionante è impossibile senza compassione (Jeevakarunya). Quando l’empatia scompare, con essa svaniscono anche le qualità umane fondamentali, quali l’intelligenza e l’amore. La società degenera in una lotta brutale in cui i forti schiacciano i deboli, per poi finire col distruggersi a loro volta con comportamenti oscuri e ignoranti (tamasici). In sostanza, si torna alla legge della giungla, in cui i più forti predano i più deboli.

L’Ordine del Mondo Supremo

Originale Tamil

பரலோக ஒழுக்கமுஞ் சீவகாருணியத்தால் வழங்குகின்றது. அது இல்லையாயின் பரலோக ஒழுக்கமும் வழங்கமாட்டாது. எப்படியென்னில்;- சீவகாருணியமில்லாத போது அருள்விளக்கந் தோன்றாது. அது தோன்றாதபோது கடவுள் நிலை கைகூடாது. அது கூடாதபோது முத்தியின்பம் ஒருவரும் அடையமாட்டார்கள். அடையாத பட்சத்தில் பரலோக ஒழுக்கம் வழங்கவே மாட்டாதென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

L’ordine del mondo supremo opera anche attraverso la compassione dell’anima (Jeevakarunya). Se essa è assente, l’ordine del mondo supremo non potrà prevalere. Se vi si chiede in che modo: quando la compassione dell’anima è assente, l’illuminazione della Grazia non si manifesta. Quando essa non si manifesta, lo stato Divino non viene raggiunto. Quando ciò non viene raggiunto, nessuno raggiunge la beatitudine della liberazione. Quando ciò non viene raggiunto, si deve sapere che l’ordine del mondo supremo non prevarrà affatto.

Commento

L’intero mondo spirituale si regola secondo un’unica regola: la compassione. Vallalar delinea una catena ininterrotta di causa ed effetto: senza jeevakarunya (compassione per tutti gli esseri viventi), la grazia divina non può manifestarsi. Senza la grazia, nessuno può sperimentare Dio né raggiungere la liberazione. La compassione non è solo un dovere morale; è la legge fondamentale che rende possibile la vita spirituale.

Le Conseguenze della Mancanza di Compassione Spirituale

Originale Tamil

சீவகாருணிய ஒழுக்கம் மிகவும் வழங்காமையால் துன்மார்க்கப் பிறவியே பெருகி, எங்கும் புல்லொழுக்கங்களே வழங்குகின்றன. எப்படியென்னில்:- சீவகாருணிய மில்லாத கடின சித்தர்க ளெல்லாம் அவரவர் கடின செய்கைக்குத் தக்கபடி, சிலர் நரகவாசிகளாகவும், சிலர் சமுத்திரவாசிகளாகவும், சிலர் ஆரணியவாசிகளாகவும், சிலர் புலி, கரடி, சிங்கம், யாளி, யானை, கடமை, கடா, பன்றி, நாய், பூனை, முதலிய துஷ்ட மிருகங்களாகவும், சிலர் பாம்பு, தேள் முதலிய விஷசெந்துக்களாகவும், சிலர் முதலை சுறா முதலிய கடின செந்துக்களாகவும் சிலர் காக்கை கழுகு முதலிய பக்ஷி சண்டாளங்களாகவும், சிலர் எட்டி கள்ளி முதலிய அசுத்த தாவரங்களாகவும் பிறந்திருக்கின்றார்கள். ஆதலால், புல்லொழுக்கங்களே மிகவும் வழங்குகின்றன என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Poiché la disciplina della compassione dell’anima viene praticata raramente, le rinascite malvagie si moltiplicano e la condotta vile prevale ovunque. Se vi chiedete come ciò avvenga: tutti gli individui dal cuore indurito, privi di compassione dell’anima, rinascono in base alle rispettive azioni crudeli — alcuni come abitanti dell’inferno, altri come abitanti dell’oceano, altri ancora come abitanti della foresta; alcuni come animali feroci quali tigri, orsi, leoni, yali (bestie mitiche), elefanti, alci, bufali selvatici, maiali, cani e gatti; alcuni come creature velenose quali serpenti e scorpioni; alcuni come creature crudeli quali coccodrilli e squali; alcuni come uccelli miserabili quali corvi e avvoltoi; e alcuni come piante impure quali l’etti (albero della noce vomica) e il kalli (cespuglio di euforbia). Pertanto, occorre comprendere che la condotta vile è in verità ciò che prevale in abbondanza.

Commento

La mancanza di compassione in una vita influenza direttamente la forma fisica che un’anima assumerà nella vita successiva. Le anime che non praticano la compassione verso le altre anime (jeevakarunya) rinascono in condizioni corrispondenti alla loro crudeltà o ignoranza passate. Ritornano come animali predatori, creature velenose o persino piante tossiche: forme soggette a feroci istinti di sopravvivenza e completamente prive di consapevolezza spirituale.

Jivakarunya come Manifestazione della Grazia

Originale Tamil

சீவகாருணியம். கடவுளருளைப் பெறுவதற்கு முக்கிய சாதனமென்பது மல்லாமல் அந்த அருளின் ஏகதேச விளக்க மென்றும் அறிய வேண்டும். சீவகாருணியம் ஆன்மாக்களின் இயற்கைவிளக்கம் ஆதலால், அந்த இயற்கைவிளக்கமில்லாத சீவர்களுக்குக் கடவுள் விளக்கம் அகத்திலும் புறத்திலும் வெளிப்படவே மாட்டாது.

Traduzione

È necessario sapere che la Jeevakarunya (compassione dell’anima) non è solo il mezzo principale per ottenere la grazia di Dio, ma anche una manifestazione parziale di quella stessa grazia. Poiché la Jeevakarunya è l’espressione naturale delle anime, la manifestazione di Dio non sarà mai rivelata, né interiormente né esteriormente, alle anime prive di tale espressione naturale.

Commento

La compassione verso tutti gli esseri viventi (Jeevakarunya) non è solo un mezzo per ottenere la grazia di Dio: è una parte integrante di quella stessa grazia. Poiché la compassione è lo stato vero e naturale dell’anima, la sua assenza implica semplicemente l’impossibilità di sperimentare il divino, sia dentro di sé che nel mondo che vi circonda.

L’Obiettivo Principale della Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

சீவகாருணியத்திற்கு முக்கியமான லக்ஷியம் எதுவென்னில்:- ஆன்மாக்களெல்லாம் இயற்கைஉண்மை ஏகதேசங்களாகவும், இயற்கை விளக்கமாகிய அருள் அறிவுக்கறிவாய் விளங்குதற்கு ஒற்றுமை உரிமை இடங்களாயும் இருக்கின்றன என்றும், அந்த ஆன்மாக்கள் சீவர்களாகி அதிகரிப்பதற்குப் பூதகாரிய தேகங்களே உரிமையாக இருக்கின்றன என்றும், அந்தத் தேகங்களில் ஆன்மாக்கள் சீவர்களாகி அதிகரியாவிடில் ஆன்ம விளக்கம் மறைபடுமென்றும், அதனால் அருள்விளக்கம் வெளிப்படாதென்றும், அப்போது மூடமுண்டாகுமென்றும், அதுவே ஆன்மாக்களுக்குப் பந்தமாகுமென்றும், அது பற்றி அவசியம் பூதகாரிய தேகம் வேண்டுமென்றும், பூதகாரிய தேகங்களுக்கு மாயை முதற்காரணமாதலால் அந்த மாயையின் விகற்ப ஜாலங்களாகிய பசி, தாகம், பிணி, இச்சை, எளிமை, பயம், கொலை என்பவைகளால் அந்தத் தேகங்களுக்கு அடிக்கடி அபாயங்கள் நேரிடுமென்றும், அப்படி அபாயங்கள் நேரிடாமல் கரணேந்திரிய சகாயங்களைப் பெற்ற தம் மறிவைக் கொண்டு சர்வ ஜாக்கிரதையோடு முயற்சிசெய்து தடுத்துக் கொள்வதற்குத் தக்க வல்லப சுதந்திரம் சீவர்களுக்கு அருளாற் கொடுக்கப்பட்ட தென்றும், அந்தச் சுதந்திரத்தைக் கொண்டு சீவர்களெல்லாம் தேகங்களிலிருந்து அபாயங்களை நீக்கி ஆன்மலாபத்தைப் பெறுதற்கு முயற்சி செய்யக் கடவரென்றும், ஊழ் வகையாலும் அஜாக்கிரதையாலும் பசி, தாகம், பிணி, இச்சை, எளிமை, பயம், கொலை என்பவைகளால் வரும் அபாயங்களை நிவர்த்தி செய்து கொள்ளமாட்டாமல் வருந்துகின்ற சீவர்கள் விஷயத்தில் அவைகளை நிவர்த்தி செய்விக்க வேண்டுமென்றும், அப்படி நிவர்த்தி செய்விப்பதில் பசியினால் வருந் துன்பமுங் கொலையினால் வருந் துன்பமுந் தவிர மற்றவைகளால் வருந் துன்பங்களை மாற்றுவது அபரசீவகாருணிய மாதலால் இவ்வுலக இன்பத்தை மாத்திரம் சிறிதுண்டுபண்ணுமென்றும், பசியினால் வருந்துன்பத்தையும் கொலையினால் வருந்துன்பத்தையும் நிவர்த்தி செய்விப்பது பரசீவகாருணிய மாதலால் இவ்வுலக இன்பங்களையும் அளவிறந்த சித்தியின்பங்களையும் எக்காலத்து மழியாத முத்தியின்பத்தையும் அருளாலடையப்படுமென்றும், ஊழ்வகையாலும் அஜாக்கிரதையாலும் அன்னிய சீவர்களுக்கு நேரிடுகிற அபாயங்களை நிவர்த்தி செய்விப்பதற்குத் தக்க சுதந்தரமும் அறிவு மிருந்தும் அவ்வாறு செய்யாமல் வஞ்சித்தவர்களுக்கு இவ்வுலக இன்பத்தோடு மோக்ஷ இன்பத்தை யனுபவிக்கின்ற சுதந்தரம் அருளாலடையப் படுவதில்லை யென்றும் தற்காலத்தில் அனுபவிக்கின்ற புவன போக சுதந்தரங்களையும் இழந்து விடுவரென்றும் கடவுள் வேதத்தில் விதித்திருக்கின்றபடியால்; ஊழ்வகையாலும் அஜாக்கிரதையாலும் பசி கொலையென்பவைகளால் வரும் அபாயங்களை நிவர்த்தி செய்துகொள்ளத் தக்க அறிவும் சுதந்தரமுமில்லாத சீவர்கள் விஷயத்தில் அவைகளை நிவர்த்தி செய்விக்கத்தக்க அறிவும் சுதந்திரமுள்ள சீவர்கள் வஞ்சியாமல் தயவினால் நிவர்த்தி செய்விப்பதே சீவகாருணியத்திற்கு முக்கியமான லட்சியமென்றும், அதில் சத்தியமாக நம்பிக்கை வைத்துப் பசித்த சீவர்களுக்கு ஆகாரத்தால் பசி நீக்கியும், கொலைப்படும் சீவர்களுக்குச் செய்வகையால் கொலை நீக்கியும், திருப்தி இன்பத்தை உண்டுபண்ணுவதே மேலான பிரயோசன மென்றும் அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se ci si chiede quale sia l’obiettivo primario della compassione per le anime (Jeevakarunya): tutte le anime sono frammenti della verità naturale e fungono da spazi unificati e legittimi affinché la grazia — la manifestazione naturale — risplenda come l’intelligenza nell’intelligenza. Affinché queste anime diventino esseri viventi (jiva) e possano agire, i corpi costituiti dagli elementi fisici rappresentano la base legittima. Se le anime non si incarnano in questi corpi e non agiscono, la manifestazione dell’anima risulterà oscurata, impedendo che la manifestazione della grazia si riveli. Di conseguenza, sorgerà l’ignoranza, e questa stessa ignoranza diventerà una schiavitù per le anime. Per questo motivo, un corpo elementale è assolutamente necessario. Poiché l’illusione (maya) è la causa primaria di questi corpi elementali, essi saranno esposti a frequenti pericoli quali fame, sete, malattia, desiderio, povertà, paura e omicidio, che sono le variazioni illusorie di quella stessa illusione. Agli esseri viventi è stata concessa, per grazia, la libertà di utilizzare la propria intelligenza — coadiuvata dalle loro facoltà interiori ed esteriori — per cercare con la massima vigilanza di impedire che tali pericoli si verifichino. Avvalendosi di questa libertà, tutti gli esseri viventi devono sforzarsi di eliminare i pericoli dai propri corpi e di raggiungere il beneficio supremo dell’anima. Per quanto riguarda gli esseri viventi che soffrono, incapaci di risolvere i pericoli derivanti da fame, sete, malattia, desiderio, povertà, paura e omicidio a causa del destino o della negligenza, è necessario risolvere tali pericoli per loro conto. Nel farlo, alleviare la sofferenza causata da fattori diversi dalla fame e dall’omicidio costituisce una compassione secondaria per l’anima (apara-Jeevakarunya), che produce solo una modesta felicità in questo mondo. Tuttavia, risolvere la sofferenza causata dalla fame e dall’omicidio costituisce la compassione dell’anima suprema (para-Jeevakarunya). Attraverso di essa, si ottengono le gioie di questo mondo, le gioie illimitate dei risultati spirituali (siddhi) e la gioia eterna della liberazione (mukti) per grazia. Dio ha stabilito nelle Scritture che coloro che possiedono la libertà e l’intelligenza necessarie per risolvere i pericoli che si abbattono su altri esseri viventi a causa del destino o della negligenza, ma che, con inganno, omettono di farlo, non otterranno per grazia la libertà di provare la gioia mondana insieme alla gioia della liberazione; inoltre, perderanno persino i piaceri e le libertà mondane di cui attualmente godono. Pertanto, occorre sapere che l’obiettivo primario della compassione per le anime è questo: gli esseri viventi che possiedono l’intelligenza e la libertà necessarie per risolvere i pericoli della fame e dell’omicidio devono risolverli con compassione e senza inganno per coloro che non dispongono dell’intelligenza e della libertà necessarie a superare tali pericoli causati dal destino e dalla negligenza. È necessario riporre vera fede in ciò e comprendere che il beneficio più elevato consiste nel creare la gioia della soddisfazione, placando la fame degli esseri viventi affamati con il cibo e adottando misure concrete per impedire l’uccisione degli esseri viventi che stanno per essere uccisi.

Commento

I corpi fisici sono assolutamente essenziali affinché le anime possano funzionare, acquisire consapevolezza e sperimentare la grazia. Tuttavia, questi corpi sono profondamente vulnerabili a pericoli quali la fame, le malattie e la violenza, nonché agli inganni provenienti da Maya. Sebbene alleviare la sofferenza ordinaria sia un bene e comporti benefici mondani minori (apara-Jeevakarunya — compassione secondaria per l’anima), intervenire per salvare una vita dalla fame o dall’omicidio rappresenta l’azione più elevata possibile (para-Jeevakarunya — compassione suprema per l’anima). È proprio questa compassione suprema che sblocca effettivamente la gioia spirituale definitiva della liberazione (mukti). Se disponi dei mezzi sicuri per salvare qualcuno dalla fame o dalla violenza e scegli di non farlo, perdi completamente la grazia e ne sei direttamente responsabile.

La Supremazia Dell’Alleviare la Fame e Dell’Impedire L’Uccisione

Originale Tamil

பசி, கொலை, பிணி, தாகம், எளிமை, பயம், இச்சை என்பவைகளால் வரும் அபாயங்களை நிவர்த்தி செய்விப்பது விதியாகவிருக்கவும், இவ்விடத்துப் பசியினால் கொலையினாலும் வரும் அபாயங்களை மாத்திரம் நிவர்த்தி செய்விப்பது விசேஷமென்று குறித்தது என்னென்றறிய வேண்டில்:- சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தில் அபரசீவகாருணிய மென்றும் பரசீவகாருணியமென்றும் இருவகையாம். அவற்றில் பசிநீக்கலும் கொலைநீக்கலும் பரசீவகாருணிய மாதலால் விசேஷமாகக் குறிக்கப்பட்டதென்றறிய வேண்டும். அன்றியும் பசியினால் வருந்துகின்ற சீவர்களுக்குப் பசியை நிவர்த்தி செய்விக்கின்ற தயவுடையவர்கள் தாகம் நீங்குதற்குத் தண்­ர் கொடாமலிரார்கள். தண்­ர் கொடுப்பது பிரயாசமுமல்ல. தண்­ர் ஏரி குளம் கால்வாய் முதலான இடத்து மிருக்கின்றது. தாகத்தால், மாற்றிக் கொள்ளத்தக்க ஏகதேச அபாயம் நேரிடுமேயல்லது, அதனால் தேகத்திற்கு ஆனி நேரிடாது; பசியினால் மாற்றிக் கொள்ளக்கூடாத கெடுதி தேகத்திற்கு நேரிடும். பசியினால் வருந் துன்பத்தை நிவர்த்தி செய்விக்கத் தக்க தயவுடையவருக்குப் பிணியினால் வருந்துன்பத்தை நிவர்த்தி செய்விப்பதற்கு தயவுண்டாகாம லிராது. பசி மிகுதியினாலேயே பிணிகள் விருத்தியாகின்றன. ஆகாரப் பக்குவங்களாலேயே அப்பிணிகள் நீங்குகின்றன. பிணிகளுக்கு வேறு மருந்து கொடுப்பினும், பத்திய ஆகாரமே தேகம் நிற்பதற்கு அவசியமான ஆதாரமாயிருக்கின்றது. பிணியோடு தேகத்தை நெடுநாள் வைத்திருக்கக் கூடும். ஒரு நாளாகிலும் ஆகாரமில்லாமல் தேகத்தை வைத்திருக்கக் கூடாது. பசித்தவர்களுக்கு ஆகாரத்தால் பசி நீக்குவிக்கின்ற தயவுடையவர்களுக்கு, இச்சையால் வருந் துன்பங்களை நீக்குவிப்பதற்குத் தயவு வராமலிராது. சீவர்களுக்கு உள்ளபடி பசி நேரிடுமாகில் ஆகாரத்திலல்லது மற்றொன்றிலும் இச்சையே இராது. ஆகாரங் கிடைக்கில் உண்டு பசி தீர்ந்தவர் தம் இச்சையைச் சிறிய முயற்சிகளால் முடித்துக் கொள்ளவுங்கூடும்; அல்லது சமாதானஞ் செய்து கொள்ளவுங்கூடும்; இச்சையோடு பல நாள் தேகத்தை வைத்திருக்கலாம்; பசியோடு ஒரு நாளும் வைத்திருக்க முடியாது. பசித்த சீவர்களுக்கு ஆகாரத்தால் பசியை நிவர்த்தி செய்விக்கின்ற தயவுள்ளவர்களுக்குச் சுதந்தர மற்ற சீவர்களது எளிமையை நீக்கத் தயவுவராமலிராது. பசியினால் வருந்துகின்ற எளிமைக்கு மேற்பட்ட எளிமையே இல்லை. எளிமையைச் சில நாள் சென்று மாற்றிக் கொள்ளக் கூடும்; பசியை அவ்வாறு மாற்றிக்கொள்ளக் கூடாது. எளிமையோடு தேகத்தை வைத்திருக்கக் கூடும்; பசியோடு வைத்திருக்க முடியாது. பசியை நிவர்த்தி செய்விக்கின்ற தயவுடையவருக்குப் பயத்தை நிவர்த்தி செய்விப்பதில் தயவு வராமலிராது. பசியினால் வரும் பயத்திற்கும் கொலையினால் வரும் பயத்திற்கும் மேற்பட்ட பயமேயில்லை. பயத்தை உபாயத்தால் நீக்கிக் கொள்ளக்கூடும்; பசியை உபாயத்தால் நீக்கிக்கொள்ளக் கூடாது. பயத்தோடு தேகத்தை வைத்திருக்கலாம்; பசியோடு வைத்திருக்கப்படாது. பசியினால் வரும் அவத்தைகளுந் துன்பங்களும் கொலையினால் வரும் அவத்தைகளுந் துன்பங்களும் தம்முள் ஒத்திருக்கின்றன ஆகலால், பசியினால் வருந் துன்பத்தையும் கொலையினால் வருந்துன்பத்தையும் நிவர்த்தி செய்விப்பதே சீவகாருணியத்திற்கு முக்கிய வட்சிய மென்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere perché qui venga considerato particolare solo l’alleviamento dei pericoli derivanti dalla fame e dall’uccisione, sebbene la regola prescriva di alleviare i pericoli derivanti dalla fame, dall’uccisione, dalla malattia, dalla sete, dalla povertà, dalla paura e dal desiderio: Nella disciplina della compassione per le anime (Jeevakkarunya) si distinguono due tipi: la compassione minore per le anime (apara-jeevakkarunya) e la compassione suprema per le anime (para-jeevakkarunya). Tra questi, occorre comprendere che alleviare la fame e impedire l’uccisione sono indicati come casi particolari perché costituiscono la compassione suprema per le anime. Inoltre, coloro che possiedono la compassione necessaria per alleviare la fame delle anime sofferenti (jeevas) non mancheranno di dare loro dell’acqua per placare la loro sete. Dare acqua non è uno sforzo arduo. L’acqua è presente in luoghi quali laghi, stagni e canali. La sete rappresenta un pericolo parziale che è possibile gestire, ma non distrugge il corpo fisico; la fame, invece, provoca una distruzione incontrollabile del corpo. Chi possiede la compassione necessaria per alleviare la sofferenza causata dalla fame possiederà inevitabilmente anche la compassione necessaria per alleviare la sofferenza causata dalla malattia. Le malattie prosperano proprio a causa dell’eccessiva fame. Tali malattie vengono curate proprio attraverso un’alimentazione adeguata. Anche se per le malattie vengono somministrati altri medicamenti, una dieta appropriata rimane il fondamento necessario per sostenere il corpo. È possibile mantenere in vita il corpo per molti giorni anche se affetto da una malattia. Non è possibile mantenere in vita il corpo nemmeno per un solo giorno senza cibo. Coloro che possiedono la compassione necessaria per alleviare la fame degli affamati con il cibo possiederanno inevitabilmente la compassione necessaria per alleviare la sofferenza causata dal desiderio. Quando la vera fame colpisce le anime, esse non provano desiderio per nulla se non per il cibo. Una volta ottenuto il cibo e soddisfatta la fame, potrebbero realizzare i propri altri desideri con piccoli sforzi, oppure potrebbero rassegnarsi alla situazione. Si può sostenere il corpo per molti giorni con un desiderio insoddisfatto; non lo si può sostenere nemmeno per un solo giorno con la fame. Coloro che possiedono la compassione necessaria ad alleviare la fame delle anime affamate con il cibo possiederanno inevitabilmente la compassione necessaria a sradicare la povertà delle anime bisognose. Non esiste povertà più grande della povertà di chi soffre la fame. Si potrebbe alla fine superare la povertà dopo alcuni giorni; non si può superare la fame in quel modo. Si può sostenere il corpo nella povertà; non lo si può sostenere con la fame. Chi possiede la compassione necessaria per alleviare la fame possiederà inevitabilmente la compassione necessaria per alleviare la paura. Non esiste paura più grande di quella causata dalla fame e di quella causata dall’uccidere. Si può eliminare la paura con alcuni mezzi; non si può eliminare la fame con alcun mezzo. Si può sostenere il corpo con la paura; non si può sostenerlo con la fame. Poiché le agonie e le sofferenze causate dalla fame e quelle causate dall’uccidere sono equivalenti, si deve comprendere che alleviare la sofferenza causata dalla fame e quella causata dall’uccidere è l’obiettivo primario della compassione per l’anima.

Commento

Tra tutte le forme di sofferenza esistenti al mondo, secondo Vallalar, impedire la morte per fame e l’omicidio costituisce la forma suprema di compassione (para-Jeevakarunya). Mentre le persone possono sopportare la sete, la povertà, la malattia o la paura per un certo periodo, la fame distrugge completamente il corpo e aggrava tutte le altre sofferenze. La fame e l’essere uccisi sono ugualmente terrificanti e assoluti, rendendo la loro prevenzione la massima priorità per chiunque pratichi la compassione

L’Obiettivo Principale: Alleviare la Fame

Originale Tamil

பசியினால் வருந் துன்பத்தை நீக்குதலும் கொலையினால் வருந்துன்பத்தை நீக்குதலும் சீவகாருண்யத்திற்கு முக்கிய லக்ஷியமாக இருக்கவும், இவ்விடத்தில் பசிநீக்குதலை மாத்திரம் அடிக்கடி வலியுறுத்துவது என்னெனில்:- ஒரு சீவன் பசியினால் கொல்லப்படு மென்பதை யறிந்து காருணியத்தால் பசியை நீக்கி உயிர், பிழைக்கும்படி செய்பவர் வேறுவகையால் உயிர்க்கொலை நேரிட்டால் அதற்கிரங்கி அந்தக் கொலையால் வருந் துன்பத்தை நிவர்த்தி செய்யாமலிரார்கள். கொலையால் வருந்துன்பத்தை நிவர்த்தி செய்யாதவர்கள் பசியால் வருந்துன்பத்தையும் நிவர்த்தி செய்விக்கத்தக்க தயவுடையவர்க ளாகார்கள். பசியால் வருங் கொலையை ஆகாரத்தாலன்றி வேறு வகையால் நிவர்த்தி செய்விக்கப்படாது; பகை முதலியவற்றால் வருங்கொலையை அநேக உபாயத்தால் நிவர்த்தி செய்விக்கக் கூடுமாதலால், கொலையால் வருந்துன்பத்தைப் பசியால் வருந்துன்பத்திலமைத்து அடிக்கடி வலியுறுத்துகின்றதென்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Sebbene l’eliminazione della sofferenza causata dalla fame e quella causata dall’uccisione siano gli obiettivi primari della Jeevakarunya (compassione per l’anima), perché in questo contesto viene ripetutamente sottolineato solo il sollievo dalla fame? È perché coloro che comprendono che un jiva (anima) sta morendo di fame e, spinti dalla compassione, eliminano tale fame per salvarne la vita, proveranno certamente pietà e non mancheranno di alleviare la sofferenza causata dall’uccisione qualora si verifichi una minaccia alla vita attraverso altri mezzi. Coloro che non alleviano la sofferenza causata dall’uccisione non possiedono la compassione necessaria per alleviare la sofferenza causata dalla fame. Inoltre, la morte causata dalla fame non può essere prevenuta con alcun mezzo se non il cibo, mentre l’uccisione causata dall’inimicizia e da altri fattori simili può essere prevenuta con numerose strategie. Pertanto, occorre comprendere che la sofferenza causata dall’uccisione è compresa nella sofferenza causata dalla fame; ecco perché viene ripetutamente sottolineato l’alleviamento della fame.

Commento

Alleviare la fame è il fondamento ultimo di ogni forma di compassione. Se si ha a cuore una creatura affamata al punto da nutrirla e salvarle la vita, si interverrà naturalmente per proteggerla dall’essere uccisa con violenza o crudeltà. Mentre le minacce di danno fisico possono spesso essere evitate fuggendo o nascondendosi, la morte per inedia può essere scongiurata solo in un modo: con il cibo. Pertanto, imparare a vincere la fame è il primo e più fondamentale passo per prevenire ogni altra forma di sofferenza.

Il Primato della Fame tra le Sofferenze

Originale Tamil

அன்றியும், தாகத்தால் வருந்துகின்றவரும், பிணியால் வருந்துகின்றவரும், இச்சையால் வருந்துகின்றவரும், எளிமையால் வருந்துகின்றவரும், பயத்தால் வருந்துகின்றவரும் பசிவருத்த முண்டாகும்போது அவ்வவ் வருத்தங்களை யெல்லாம் மறந்து பசிவருத்தம் மேற்பட்டு, ஆகாரந்தேட முயற்சி செய்கின்றார்கள். அன்றி, அரசன் ஆக்கினையால் கொலைக்குற்றம் பற்றிக் கொலை செய்ய விதிக்கப்பட்ட குற்றவாளியும் பசிவந்தபோது தன் பயத்தையும் துன்பத்தையும் மறந்து அந்தப் பசியை மாற்றிக் கொள்ள முயலுகிறான். வைத்தியரால் தாம் இறந்துவிடுவது நிச்சயமென்று தெரிந்துகொண்ட வியாதியாளரும் மூப்பாளரும் பசிவந்தபோது தமது துன்பத்தை மறந்து பசிநீக்க முயலுகின்றார்கள். பசிக்குத் தயவினால் ஆகாரங் கொடுக்கத் துணிந்தவன் வேறு வகையால் சீவர்கள் இம்சைப் பட்டழிவதற்குச் சம்மதிக்கவே மாட்டான்; ஆகலினும் பசியால் வருந்துன்பத்தை நிவர்த்தி செய்விக்கிற தருமத்தை அடிக்கடி வலியுறுத்துவதென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

Inoltre, quando insorge la sofferenza della fame, coloro che soffrono di sete, malattia, desiderio, povertà e paura dimenticano tutte le loro rispettive afflizioni. La sofferenza della fame prende il sopravvento su di loro e si sforzano di trovare del cibo. Inoltre, persino un criminale condannato a morte per omicidio per decreto del re dimentica la propria paura e il proprio dolore quando la fame si fa sentire, e cerca di placare quella fame. Quando la fame si fa sentire, persino i malati e gli anziani che hanno appreso da un medico che la loro morte è certa dimenticano la propria miseria e cercano di placare la fame. Chi decide di fornire cibo per compassione verso chi soffre la fame non accetterà mai che le anime (Jiva) subiscano danni o periscano in qualsiasi altro modo. Pertanto, occorre comprendere che è proprio per questo motivo che viene ripetutamente sottolineata l’importanza della carità (Dharma o Seva) volta ad eliminare la sofferenza causata dalla fame.

Commento

La fame è la più opprimente di tutte le sofferenze umane. Quando si è colpiti da una fame estrema, le persone dimenticano completamente le altre loro afflizioni — che si tratti di malattie croniche, povertà o persino della paura di una morte imminente. Poiché la fame prevale su ogni altro dolore, alleviarla costituisce l’atto di carità più fondamentale, trasformando naturalmente chi la offre in una persona pronta a proteggere gli altri da ogni forma di male.

La Portata Dell’Alleviare la Fame tra Tutti gli Esseri Viventi

Originale Tamil

பசியினால் வருங் கெடுதி எல்லாச் சீவர்களுக்குந் தேகநாசஞ் செய்வது உண்மையானால், எல்லாச் சீவர்கள் பசியையு மறிந்து நிவர்த்தி செய்விக்க வேண்டும்; அப்படி நிவர்த்தி செய்விக்கத் தொடங்கில் கடவுளால் சிருஷ்டிக்கப்பட்ட தேவர் மனிதர் நரகர் மிருகம் பறவை ஊர்வன தாவரம் என்கிற இவ்வெழுவகைப் பட்ட அளவிறந்த பேதங்களுடைய சீவர்களது பசியை யறிந்து நீக்குவது அசாத்தியமாகுமே யென்னில்:- தேவர்கள் மனித சுதந்திரத்தினும் மேற்பட்ட சுதந்தரமுடையவர்களாய்த் தங்களுக்கு நேரிட்ட பசியைத் தங்கள் முயற்சியினாலேயே மாற்றிக் கொள்ளத் தக்க வல்லபமுடையவர்க ளாதலால் அவர்கள் பசியைக் குறித்து மற்றவர்கள் யோசிப்பது அவசியமல்ல வென்றும் தேவர்களுக்கும் பசி நேர்ந்தால் துன்பமுண்டாகுமே யென்று இரங்குவது மாத்திரம் அவசியமென்றும்; நரகர் நாம் பசியாற்றுவிக்கத் தக்க இடங்களில் இல்லாமல் வேறிடங்களி லிருக்கின்ற படியாலும், நரகர் பசிக்குத் தண்டனைப் பரிவாரங்களால் பசியாற்றுவித்தலாலும், நரகர் பசியைக் குறித்து யோசிப்பது அவசியமல்லவென்றும், நரகரும் பசி நேரிடில் வருந்துவார்களேயென்று இரங்குவது மாத்திரம் அவசிவமென்றும்; ஊழ்வகையினால் சிறிதுஞ் சுதந்தர மில்லாத மரம் புல் முதலிய தாவரங்களில் மனிதர் தங்கள் வாழ்க்கைக்குச் சகாயமாகத் தங்கள் முயற்சியால் விளைவிக்கின்ற தாவர வர்க்கங்களுக்குப் பசி குறித்து நீர் விடுவது அவசிய மென்றும், மற்றைத் தாவரவர்க்கங்களெல்லாம் அருள் நியதியின்படி ஆகாரங் கொடுப்பிக்க உயிர்த்திருக்கின்றனவாதலால் அவைகளுக்கெல்லாம் பசியறிந்து ஆகாரங் கொடுப்பது நமது சுதந்தரமல்ல கடவுள் சுதந்தரமென்றும், அவை குறித்து யோசிப்பது அவசியமல்ல வென்றும், ஆகாரமில்லாவிடில் வருந்துமே யென்று இரங்குதல் மாத்திரம் அவசியமென்றும்; நிலத்திலும் நீரிலும் ஊருகின்ற உயிர்களுக்கும் பறவைகளுக்கும் மிருகங்களுக்கும் அவ்வவற்றின் ஊழ்வகைக்குத் தக்கபடி அருள் நியதி ஆகாரங் கொடுப்பிக்க உண்டு பசியாறுகின்றன வென்றும், அவ்வவைகளுக்குத் தக்க ஆகாரம் அறிந்து கொடுப்பது நமது சுதந்தரமல்ல கடவுள் சுதந்தர மென்றும், அவைகளில் மனிதர் வாழ்க்கைக்குச் சகாயமாகத் தங்கள் சுதந்தரத்தால் சம்பாதித்துக் கொள்ளுகின்ற பசு எருது எருமைகடா ஆடு குதிரை முதலிய சில மிருகங்களுக்கு ஆகாரங் கொடுத்துப் பசியாற்றுதல் அவசியமென்றும்; மனிதர்களில் ஆண்மக்கள் பெண்மக்கள் என்றிருவகைப்பட்ட எல்லா மனிதர்களுக்கும் பசியால் வரும் நஷ்டங்களும் துன்பங்களும் பசி நிவர்த்தியால் வரும் லாபங்களும் இன்பங்களும் பொதுவில் ஒரு தன்மையாயிருந்தாலும், பசியால் வரும் நஷ்டங்களையுந் துன்பங்களையும் மன முதலான அந்தக்கரண விருத்தியினாலும் கண் முதலான இந்திரியங்களாலும் மிகவும் அறிந்து கொள்கின்ற ஆன்ம அறிவு ஒத்திருத்தலாலும், மனிதர்களுக்கு ஊழ்வகையினால் அருள் நியதியின்படி கொடுப்பிக்கின்ற ஆகாரமட்டில் சீவித்துத் தேகத்தை வைத்திருக்கக் கூடாமையாலும், தங்கள் முயற்சியாலும் அறிவாலும் சுதந்தரத்தாலும் சம்பாதிக்கின்ற, ஆகாமிய ஆகாரத்தாலும் பசியை நீக்கித் தேகத்தை வைத்திருக்க வேண்டுமாதலாலும், ஆகாயமியத்தால் சம்பாதிக்கின்ற சீவசுதந்தரமுள்ள மனிதர்களுக்கு அருளால் மிகவுங் கொடுக்கப்பட்ட படியாலும்! ஊழ்வகையால் ஆகாரம் நேரிடாமல் பசித்து வருந்தும்படியாகவும்; அந்தப் பசியை நீக்கும் நிமித்தம் ஒருவரையொருவர் எதிர்பார்க்கும் படியாகவும்; அவர் தயவினால் ஆகாரங் கொடுத்து அப்பசியை நீக்கி அவரை நன்முயற்சியிற் செலுத்தவும் ஆகாரங் கொடுத்தவர் சித்திமுத்திகளை யடையவும் அருள் நியதியாக விதிக்கப்பட்ட படியாலும், மனிததேகம் மற்றச் சீவதேகம்போல இலேசிலே எடுக்கக் கூடாதாகலாலும், மனித தேகத்தில் ஆன்மவிளக்கமும் அருள் விளக்கமும் மிகவும் விளங்குதலாலும், இந்த மனித தேகம் போனால் மீளவும் இந்தத் தேகம்வருமென்கிற நிச்சய மில்லாமையாலும், இந்த மனித தேகம் முத்தியின்பம் பெறுதற்கே எடுத்த தேகமாதலாலும், இந்த மனிததேக மாத்திரமே முதற் சிருஷ்டி தொடங்கிக் கடவுள் சம்மதத்தால் சிருஷ்டிக்கப்பட்ட உயர்ந்த அறிவையுடைய தேகமாதலாலும், மனிதர்கள் மாத்திரம் பசியாற்றுவிக்கின்ற சீவகாருணிய விதியைப் பொதுவில் அவசியம் உறுதியாகப் பிடிக்கவேண்டுமென்றும் கடவுள் விதித்திருக்கின்ற படியால், பசியை ஆகாரத்தினால் நிவர்த்தி செய்விக்கின்ற சீவகாருணிய ஒழுக்கம் மனிதர்களிடத்தே பெரும்பான்மை நடத்த வேண்டுமென்று அறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se è vero che il danno causato dalla fame distrugge i corpi di tutti gli esseri viventi (jiva), allora è necessario riconoscere e alleviare la fame di tutti gli esseri viventi. Se si inizia a farlo, ci si potrebbe chiedere: «Non sarebbe forse impossibile conoscere e alleviare la fame delle innumerevoli varietà di esseri viventi creati da Dio, classificati in questi sette tipi: esseri celesti, esseri umani, esseri infernali, animali, uccelli, rettili e piante?» La risposta è la seguente: poiché gli esseri celesti possiedono una capacità di agire superiore a quella umana e hanno il potere di placare la propria fame con le proprie forze, non è necessario che altri si preoccupino della loro fame; è sufficiente provare compassione, rendendosi conto che, se gli esseri celesti provassero fame, anche loro soffrirebbero. Poiché gli esseri infernali esistono in altri regni dove non possiamo raggiungerli per placare la loro fame, e poiché la loro fame viene placata dai loro guardiani punitivi, non è necessario preoccuparsi della loro fame; è solo necessario provare compassione, rendendosi conto che anche gli esseri infernali soffriranno se provano fame. Tra gli alberi, le erbe e le altre piante — che non possiedono alcuna libertà di scelta a causa del loro karma — è necessario che gli esseri umani riconoscano la fame e forniscano acqua alle varietà vegetali che coltivano con i propri sforzi per provvedere al proprio sostentamento. Poiché tutte le altre varietà vegetali sopravvivono ricevendo il nutrimento secondo la legge della Grazia, riconoscere la loro fame e fornire loro il nutrimento non rientra nella nostra volontà, ma in quella di Dio; non è necessario preoccuparsi per loro, ma è solo necessario provare compassione, rendendosi conto che soffriranno senza cibo. I rettili che strisciano sulla terraferma e nell’acqua, gli uccelli e gli animali mangiano e placano la loro fame poiché la legge della Grazia fornisce loro il cibo adeguato al loro rispettivo karma. Conoscere il cibo appropriato per ciascuno di essi e fornirlo non è opera nostra, ma opera di Dio; tuttavia, è necessario placare la fame fornendo cibo a determinati animali — quali mucche, buoi, bufali, pecore e cavalli — che gli esseri umani acquisiscono per propria iniziativa al fine di sostenere il proprio sostentamento. Tra gli esseri umani — sia uomini che donne — le perdite e le sofferenze causate dalla fame, così come i benefici e le gioie derivanti dal placare la fame, sono universalmente della stessa natura. Inoltre, la loro conoscenza dell’anima, che percepisce acutamente le perdite e le sofferenze della fame attraverso le funzioni delle facoltà interiori, a cominciare dalla mente, e dei sensi esterni, a cominciare dagli occhi, è uniforme. Poiché gli esseri umani non possono sostenere il proprio corpo esclusivamente con il cibo fornito dalla legge della Grazia secondo il karma, devono placare la propria fame e mantenere il proprio corpo attraverso il cibo acquisito con le proprie azioni presenti (agamya), avvalendosi del proprio sforzo, della propria intelligenza e della propria libertà d’azione. Poiché gli esseri umani, in quanto dotati della libertà d’azione per acquisire tramite le azioni presenti, sono stati abbondantemente benedetti dalla Grazia! La Grazia ha decretato che gli esseri umani soffriranno la fame quando il cibo non sarà disponibile a causa del karma; che si rivolgeranno gli uni agli altri per placare tale fame; e che, donando misericordiosamente cibo e alleviando quella fame, chi lo riceve sarà indirizzato verso buoni sforzi, mentre chi dona il cibo raggiungerà poteri spirituali e la liberazione (siddhi e mukti). Poiché un corpo umano non può essere ottenuto facilmente come i corpi di altri esseri viventi; poiché la manifestazione dell’anima e quella della Grazia risplendono con maggiore intensità nel corpo umano; poiché non vi è alcuna certezza di ottenere nuovamente questo corpo se lo si perdesse; poiché questo corpo umano è stato assunto esclusivamente per raggiungere la beatitudine della liberazione; e poiché solo questo corpo umano è il corpo dotato della più alta intelligenza creato dalla volontà di Dio sin dall’inizio della creazione — Dio ha stabilito che solo gli esseri umani debbano sostenere universalmente e con fermezza la regola della compassione per l’anima (Jeevakarunya) alleviando la fame. Pertanto, occorre comprendere che la disciplina della Jeevakarunya, che allevia la fame con il cibo, debba essere praticata prevalentemente tra gli esseri umani.

Commento

Il dovere di sfamare gli affamati non implica che dobbiamo nutrire ogni creatura dell’universo. Gli esseri celesti sono in grado di provvedere a se stessi, gli esseri all’inferno sono al di là della nostra portata, mentre gli animali selvatici e le piante sono naturalmente nutriti dalla grazia di Dio secondo il loro destino. Il nostro vero dovere è quello di nutrire le piante e gli animali che addomestichiamo per il nostro sostentamento e, soprattutto, di nutrire i nostri simili. La vita umana è preziosa e straordinariamente fragile; dipendiamo gli uni dagli altri per sopravvivere, e alleviare la fame umana è una via diretta per raggiungere la perfezione spirituale (siddhi) e la liberazione (mukti).

La Necessità di un Impegno Concreto Nell’Ambito Dell’Alimentazione Umana

Originale Tamil

ஊழ்வகைக்குத் தக்கபடி மிருகம் பறவை முதலிய சீவர்களுக்கு அருளால் நியதி ஆகார மாத்திரம் இருக்க மனிதர்களுக்கு மாத்திரம் ஊழ்நியதி ஆகாரத்தோடு ஆகாமிய முயற்சி ஆகாரமும் வேண்டுவது அவசிய மென்றது எப்படி யென்னில்:- மனிதர்கள் பிராரத்தப்படி நியதி ஆகாரத்தைப் புசித்துப் பிராரத்த அனுபவத்தை நீக்கிக் கொண்டு, ஆகாமியத்தால் முயற்சி ஆகாரத்தைப் புசித்துக் கரணேந்திரிய தேகத்தை வலுவுள்ளதாகச் செய்து கொண்டு, சன்மார்க்க சாதனத்தை அனுசரித்துச் சித்தி முத்தி இன்பங்களைப் பெறக்கடவரென்று கடவுள் விதித்திருக்கின்றபடியால், மனிதர்களுக்குப் பிராரத்த ஆகாரமும் ஆகாமிய முயற்சி ஆகாரமும் அவசியம் வேண்டுமென்று அறியவேண்டும். மிருகம் பட்சி ஊர்வன தாவரம் என்கிற சீவதேகங்கள் தண்டனை நிமித்தம் விதித்த தேகங்களாதலால், பிராரத்த ஆகாரம் கடவுள் விதித்த வண்ணம் அருட்சத்தியால் தடைபடாமல் கொடுக்கப் படுமாகலில், ஆகாமிய ஆகாரம் சம்பாதிக்க வேண்டாமென் றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se ci si chiede perché solo gli esseri umani debbano procurarsi il cibo attraverso lo sforzo presente (agamya), oltre al cibo destinato dal karma passato (prarabdha), mentre esseri come gli animali e gli uccelli ricevono il cibo loro destinato per Grazia, in base al loro destino karmico: Dio ha stabilito che gli esseri umani debbano consumare il cibo loro destinato per esaurire le esperienze del karma passato, e consumare il cibo acquisito attraverso lo sforzo presente per rafforzare i propri corpi, le facoltà interiori e i sensi. Ciò li prepara a praticare la disciplina del vero sentiero e a raggiungere le gioie della perfezione spirituale (siddhi) e della liberazione (mukti). Pertanto, occorre comprendere che sia il cibo predestinato sia quello acquisito attraverso lo sforzo presente sono essenziali per gli esseri umani. Poiché le forme fisiche degli esseri viventi quali animali, uccelli, rettili e piante sono corpi destinati allo scopo della punizione, il loro cibo predestinato viene fornito senza ostacoli dal potere della Grazia, esattamente come Dio ha stabilito. Pertanto, occorre comprendere che essi non hanno bisogno di guadagnarsi il cibo attraverso lo sforzo presente.

Commento

Gli esseri umani sono unici perché devono impegnarsi attivamente per nutrirsi, anziché limitarsi ad attendere il cibo che il destino pone loro a disposizione. Mentre gli animali e le piante possiedono corpi concepiti semplicemente per sopportare il karma del passato — per cui la grazia di Dio li nutre automaticamente — gli esseri umani hanno uno scopo più elevato. Dobbiamo nutrirci del cibo predestinato (prarabdha) per espiare il karma passato, ma dobbiamo anche guadagnarci attivamente il cibo attraverso lo sforzo presente (agamya) per rafforzare il nostro corpo e la nostra mente. Questo rafforzamento attivo è essenziale poiché la vita umana è specificamente destinata alla pratica del percorso spirituale e al raggiungimento della liberazione definitiva (mukti) e della perfezione spirituale (siddhi).

La Portata Universale della Compassione Spirituale

Originale Tamil

ஆனால் சீவகாருணியம் எல்லாச் சீவர்களுக்கும் பொதுவென்று முதலில் குறிக்கப்பட்டது என்ன எனில்:- சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தில் முக்கியமாக எல்லா மனிதர்களுக்கும் பொதுவில் பசியினால் வருந்துன்பத்தை நிவர்த்தி செய்து ஆகாரத்தினால் திருப்தி இன்பத்தை உண்டுபண்ண வேண்டு மென்றும், பசியைப்போல் வேறு வகையினால் சீவகொலை நேரிடுவதானால் அந்தச் சீவகொலையைத் தம்மாற் கூடிய வரையில் எவ்விதத்திலாயினும் தடை செய்து உயிர் பெறுவித்துச் சந்தோஷ’ப்பிக்க வேண்டுமென்றும், பிணி பயம் முதலிய மற்ற ஏதுக்களால் சீவர்களுக்குத் துன்பம் நேரிடில் அத்துன்பங்கள் தங்களால் நீக்கத்தக்கவை களாகில் நீக்கவேண்டுமென்றும், மிருகம் பறவை ஊர்வன தாவரம் முதலியன சீவர்களிடத்துப் பயத்தினால் வருந் துன்பத்தையும் கொலையினால் வருந் துன்பத்தையும் எவ்விதத்தும் நிவர்த்தி செய்ய வேண்டுமென்றும், அவற்றுள் துஷ்ட சீவர்களிடத்தும் சிறிது பயத்தினால் வருந் துன்பம் மாத்திரமே யல்லது கொலையினால் வருந்துன்பங்களைச் செய்யப்படாதென்றும், இவ்வகை முழுதும் சீவ காருணியமேயாதலால் எல்லா உயிர்களிடத்தும் சீவ காருணியம் வேண்டுமென்று கடவுளால் ஆணைசெய்ததென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

Ma se ci si chiede perché inizialmente sia stato affermato che la Jeevakarunya (compassione per gli esseri viventi) si applichi a tutti gli esseri: nella disciplina della compassione per gli esseri viventi, occorre innanzitutto alleviare la sofferenza causata dalla fame per tutti gli esseri umani e infondere la gioia della soddisfazione fornendo loro cibo. Se l’uccisione degli esseri avviene con altri mezzi, proprio come avviene attraverso la fame, è necessario impedire tale uccisione in ogni modo possibile, al meglio delle proprie capacità, salvare le loro vite e portare loro felicità. Se gli esseri affrontano sofferenze dovute ad altre cause, quali la malattia o la paura, è necessario eliminare tali sofferenze, se si è in grado di farlo. Si deve alleviare con ogni mezzo la sofferenza causata dalla paura e quella causata dall’uccisione tra gli esseri, quali animali, uccelli, rettili e piante. Anche nei confronti degli esseri nocivi, si può solo indurre una lieve sofferenza attraverso la paura, ma non si deve mai infliggere la sofferenza dell’uccisione. Poiché tutte queste azioni costituiscono interamente la compassione dell’anima, si deve comprendere che Dio comanda la pratica della compassione dell’anima verso tutti gli esseri viventi.

Commento

La compassione non è una pratica selettiva; deve essere estesa a ogni singola creatura vivente. La priorità assoluta è sfamare gli esseri umani affamati, ma il dovere di proteggere la vita non si ferma qui. Dobbiamo proteggere tutti gli animali, gli uccelli, i rettili e le piante dall’essere uccisi e alleviare le loro sofferenze causate dalla paura o dalla malattia ogni volta che possiamo. Anche quando abbiamo a che fare con animali nocivi o pericolosi, ci è consentito solo spaventarli per proteggerci, mai ucciderli. Questa cura completa e universale per la vita è ciò che Dio ci comanda.

L’Alimentazione degli Animali con Carne

Originale Tamil

மனிதர்கள் தங்கள் வாழ்க்கைக்குச் சகாயமாகச் சம்பாதிக்கின்ற உயிர்களில் சில உயிர்கள் தாமச ஆகாரமாகிய மாமிச ஆகாரஞ் செய்வதானால், அவைகளுக்குப் பசியாற்றுவிக்கும்போது அந்த ஆகாரத்தைக் கொடுத்து ஆற்றுவிக்கப்படாதோ என்னில்:- ஒரு சீவனைக் கொன்று ஒரு சீவனுக்கு மாமிசத்தால் பசியாற்றுதல் சீவகாருணிய ஒழுக்கமே யல்லவென்றும், கடவுள் சம்மதமும் அல்லவென்றும், இவைகட்கு முழு விரோதமென்றும் அறியவேண்டும். எல்லாச் சீவர்களும் இயற்கையுண்மை ஏகதேசங்களாகிக் கடவுள் இயற்கை விளக்கமாகிய அருளுக்கு இடமாக இருக்கின்றபடியாலும், கடவுள் இயற்கை விளக்கம் மாறுபடும் போது சீவத் தன்மை இல்லாதபடியாலும், கடவுளியற்கை விளக்கமும் ஜீவனியற்கை விளக்கமும் ஒன்றோடொன்று மாறுபடாதாகலாலும், கடவுளியற்கை விளக்கமுஞ் சீவன் இயற்கைவிளக்கமும் அந்தந்தத் தேகங்களினும் விளங்குகின்ற படியாலும், ஒரு சீவனை வதைத்து அதனால் மற்றொரு சீவனுக்குப் பசியாற்றுதல் சீவகாருணிய ஒழுக்கத்திற்கு முழு விரோதமென்றே அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se ci si chiede se sia accettabile nutrire con carne gli animali carnivori — che gli esseri umani allevano per il proprio sostentamento — al fine di placarne la fame, dato che la carne è un alimento tamasico (che induce all’ignoranza): bisogna sapere che uccidere un essere per placare la fame di un altro con la sua carne non rientra nella disciplina della Jeevakarunya (compassione per le anime). Né ha l’approvazione di Dio. È in totale opposizione a entrambe. Poiché tutte le anime sono espressioni parziali della verità naturale e fungono da dimora della Grazia, che è la manifestazione naturale di Dio; poiché la natura dell’anima cessa di esistere quando la manifestazione naturale di Dio si allontana; poiché la manifestazione naturale di Dio e quella dell’anima non si contraddicono a vicenda; e poiché sia la manifestazione naturale di Dio che quella dell’anima risplendono all’interno dei rispettivi corpi, si deve comprendere che macellare un essere per placare la fame di un altro è del tutto contrario alla disciplina del Jeevakarunya.

Commento

Non è possibile giustificare l’uccisione di una creatura al solo scopo di nutrire un’altra, anche se ci si prende cura di un animale carnivoro. Ogni singolo essere vivente racchiude in sé una scintilla di grazia divina. Poiché ogni anima condivide esattamente questa stessa natura divina, privilegiare una vita a scapito di un’altra viola completamente il principio della compassione. La vera cura per la vita significa non versare mai il sangue di un essere per soddisfare la fame di un altro.

La Gioia Illusoria del Cibo Tamasico

Originale Tamil

புலி சிங்கம் முதலிய மிருகங்கள் மற்றொரு சீவனைக் கொன்று தின்று தாமச ஆகாரத்தால் பசியாற்றித் திருப்தி இன்பத்தை யடைந்து சந்தோஷ’க்கின்றன; அந்தச் சந்தோஷம் கடவுளியற்கை விளக்க ஏக தேசமும் சீவன் இயற்கைவிளக்க நிறைவும் என்று கொள்ளக்கூடாதோ என்னில்:- கூடாது. தாமச ஆகாரத்தால் பூரண சத்துவமாகிய கடவுளியற்கைவிளக்க ஏகதேசமும் ஏகதேச சத்துவமாகிய ஆன்ம இயற்கைவிளக்கமும் விளங்கா; இருளால் ஒளி விளங்காதது போல். இதைத் தாமச ஆகாரமென்பது. என்னையெனில்:- கடவுள் விளக்கம் வெளிப்படாதபடி ஆன்ம விளக்கத்தை மறைத்த இம்சை ஆகாரமாதலால் தாமச ஆகாரமாயிற்று. இந்த ஆகாரத்தால் வந்த திருப்தி யின்பமாகிய சந்தோஷ விளக்கம் எதனுடைய விளக்கமென்னில்:- அனாதி பசுகரணமாயாவிளக்கம் என்று அறியவேண்டும். பசு வென்பது என்னை? ஆணவம் மாயை கன்மம் என்கிற மும்மல பந்தத்தால் ஒன்றுபட்டு அறிவிழந்த ஆன்மாவையே பசு வென்பது. அப்பசுவிற்கு விளக்கந் தோன்றுவது எப்படியென்னில்:- சூரியனை மறைத்த மேகவண்ணத்திலுள்ள இருளினிடத்தும் சூரியப்பிரகாச விசேஷந் தோன்றுதலால் அவ்விருளும் விளக்கமாக வழங்குகின்றது. அது போல், அசுத்தமாயாகரணங்களும் தாமச குணமும் இருள் வண்ணமுடைய வாயினும் தம்மால் மறைக்கப்பட்ட பரசீவவிளக்க விசேஷத்தால் அசுத்தமாயாகரணமும் தாமசகுணமும் விளக்கமாக வழங்குகின்றன. இதனால், தாமச ஆகாரத்தில் வரும் விளக்கம் அசுத்தமாயாகரண விளக்கமே என்றறியவேண்டும்.

Traduzione

Animali quali le tigri e i leoni uccidono e mangiano altri jeeva (esseri viventi), placando la propria fame con cibo tamasico (ottundente e ignorante), e gioiscono nel raggiungere il piacere della soddisfazione. Se ci si chiede: «Non si può forse considerare questa gioia una manifestazione parziale della natura di Dio e una manifestazione completa della natura del jeeva?», la risposta è no. Attraverso il cibo tamasico non si manifesterà né la manifestazione parziale della natura di Dio, che è puro sattva (chiarezza e purezza), né la manifestazione parziale della natura dell’anima, che è anch’essa sattva; proprio come la luce non si manifesta attraverso l’oscurità. Se ci si chiede perché questo sia definito cibo tamasico: esso diventa tale perché è cibo ottenuto mediante la violenza (himsa), che oscura la manifestazione dell’anima in modo tale che la manifestazione di Dio non possa rivelarsi. Se ci si chiede cosa si manifesti veramente nella gioia di soddisfazione derivante da tale cibo: occorre comprenderla come la manifestazione degli strumenti di maya (illusione) senza inizio del pasu (anima vincolata). Cosa si intende per pasu? Il pasu è proprio l’anima che ha perso la propria vera consapevolezza essendo vincolata ai tre mala (impurità), vale a dire anava (ego), maya e karma (azione). Se ci si chiede come possa apparire una qualsiasi manifestazione a quel pasu: anche nell’oscurità delle nuvole che oscurano il sole, appare una traccia specifica dello splendore del sole, e così quell’oscurità stessa funge da manifestazione. Allo stesso modo, sebbene gli strumenti della maya impura e la qualità tamasica possiedano la natura dell’oscurità, essi fungono da manifestazione grazie alla specifica luce sottostante del Supremo e del jeeva che essi oscurano. Pertanto, occorre comprendere che la manifestazione derivante dal cibo tamasico è esclusivamente la manifestazione degli strumenti della maya impura.

Commento

Sorge una domanda ricorrente: se un animale prova felicità dopo aver cacciato e consumato cibo ottenuto con la violenza, tale felicità non è forse una gioia naturale, donata da Dio? La risposta è no. Il cibo ottenuto attraverso la violenza (himsa) è tamasico: offusca la mente e oscura sia la naturale lucidità dell’anima sia la luce pura di Dio (sattva). Un’anima vincolata da impurità quali l’ego (anava), l’illusione (maya) e le conseguenze delle azioni passate (karma) è definita pasu. Quando un’anima vincolata consuma cibo ottenuto con la violenza, il piacere che ne deriva non è autentica gioia spirituale: è la soddisfazione confusa di un’anima ancora vincolata dalle proprie illusioni.

Il Consumo della Vita Vegetale

Originale Tamil

ஆனால் மரம் புல் நெல் முதலான தாவரங்களும் உயிராகவே சொல்லப்படுகின்றனவே, அவைகளை இம்சைசெய்து ஆகாரமாகக் கொண்டால் அவை தாமச ஆகார மல்லவோ, அதனால் வந்த சந்தோஷம் அசுத்த மனோகரண சந்தோஷமல்லவோ என்னில்:- மரம் புல் நெல் முதலான தாவரங்களும் உயிர்கள்தான். அவைகளை இம்சைசெய்து ஆகாரங்கொண்டால் அது ஏகதேச தாமச ஆகாரந்தான். அந்த ஆகாரத்தால் வந்த சந்தோஷமும் அசுத்தாகரண சந்தோஷந்தான். ஆனாலும் அப்படியல்ல. மரம் புல் நெல் முதலான சீவர்கள் பரிசமென்கிற ஓரறிவையுடைய சீவர்களாதலாலும், அவ்வுடம்பில் சீவவிளக்கம் ஒருசார் விளங்குதலாலும், அவ்வுயிர்கள் தோன்றும் வித்துக்களும் மற்ற வித்துக்கள் போல் சயமாதலாலும், அவ்வித்துக்களை நாமே விதைத்து உயிர் விளைவு செய்யக்கூடுமாதலாலும், அவ்வுயிர்களை வேறுசெய்யாமல் அவ்வுயிர்களினிடத்து உயிரில்லாமல் உயிர் தோன்றற்கிடமான சடங்களாகத் தோன்றிய வித்துக்களையும் காய்களையும் கனிகளையும் பூக்களையும் கிழங்குகளையும் தழைகளையும் ஆகாரங்களாகக் கொள்வதேயன்றி அவ்வுயிருள்ள முதல்களை ஆகாரமாகக் கொள்ளாதபடியாலும், அவைகளில் வித்து காய் கனி முதலானவை கொள்ளும்போது சுக்கிலம் நகம் ரோமம் முதலிய வைகளை வாங்கும் போது இம்சை உண்டாகாமை போல் இம்சை உண்டாகாத படியாலும், தாவர வர்க்கங்களுக்கு மன முதலான அந்தக் கரணங்கள் விருத்தி யில்லாதபடியாலும் அது உயிர்க்கொலையுமல்ல; துன்ப முண்டுபண்ணுவது மல்ல; அதனால் அது சீவகாருணிய விரோதமாகாது. அந்த ஆகாரத்தால் வந்த சந்தோஷமும் சீவவிளக்க சகிதமான கடவுள் விளக்கமேயாகு மென்று அறியவேண்டும்

Traduzione

E se qualcuno chiedesse: «Ma anche le piante, come gli alberi, l’erba e il riso, sono considerate esseri viventi. Se commettiamo himsa (violenza o danno) nei loro confronti e le consumiamo come cibo, non si tratta forse di cibo tamasico (ignorante o oscuro)? La felicità che ne deriva non è forse la felicità di uno strumento interiore impuro?» Gli alberi, l’erba, il riso e le altre piante sono effettivamente esseri viventi. Se li danneggiamo e li consumiamo come cibo, si tratta in effetti di cibo parzialmente tamasico. La felicità derivante da quel cibo è effettivamente la felicità di uno strumento impuro. Tuttavia, non è questo ciò che accade. Poiché i jiva (anime) come gli alberi, l’erba e il riso possiedono solo il senso del tatto; poiché l’anima si manifesta solo parzialmente in quei corpi; poiché i semi da cui emergono queste vite sono inanimati come gli altri semi; poiché noi stessi possiamo seminare quei semi e coltivare la vita; poiché non distruggiamo quelle piante viventi in sé, ma piuttosto prendiamo come cibo solo i semi, i frutti acerbi, i frutti maturi, fiori, radici e foglie — che appaiono su di esse come materia inanimata e priva di vita, ma fungono da mezzo per l’emergere della vita — e non consumiamo la fonte primaria vivente stessa; poiché strappare semi, frutti e simili da esse non causa alcuna himsa, proprio come rimuovere sperma, unghie o capelli non provoca alcun danno; e poiché il regno vegetale è privo dello sviluppo di strumenti interiori come la mente — tale atto non costituisce l’uccisione della vita. Né provoca sofferenza. Pertanto, non contraddice la Jeevakarunya (compassione per l’anima). È necessario comprendere che la felicità derivante da tale cibo è in verità la manifestazione di Dio accompagnata dalla manifestazione dell’anima.

Commento

Il consumo di piante non viola la regola che vieta di arrecare danno agli esseri viventi, a condizione che si consumino le parti giuste. Sebbene le piante siano anime viventi dotate del solo senso del tatto, la raccolta dei loro frutti, delle foglie e dei semi non distrugge la pianta stessa né ne espelle l’anima. Vallalar spiega che la raccolta di queste parti non provoca alcun dolore, proprio come quando si tagliano i capelli o le unghie a una persona. Poiché la pianta sopravvive e non le viene inflitta alcuna sofferenza, una dieta a base vegetale rispetta pienamente il Jeevakarunya (compassione per tutti gli esseri viventi).

La Natura dei Semi e L’Entrata delle Anime

Originale Tamil

மர முதலிய தாவங்களில் தோன்றிய வித்துக்களை இனி உயிரேறுதற் கிடமாகிய சடங்க ளென்பது எப்படியென்னில்:- வித்துக்களில் சீவனிருந்தால் நிலத்தில் விதையா முன்னமே விளைய வேண்டும்; நிலத்தில் விதைத்த காலத்தும் சில வித்துக்கள் விளையாமலே யிருக்கின்றன. அன்றியும் வித்தென்பது காரணம். இந்தக் காரணம் உடம்பு தோன்றுதற்கே யென்று சிறு பிள்ளைகளாலும் அறியப்படும். அன்றி உயிர் நித்தியம், உடம்பு அநித்தியம்; நித்தியமான உயிர் காரணம் வேண்டாது; அநித்தியமாகிய உடம்பே காரணம் வேண்டும். ஆகலில் வித்துக்களைச் சடமென்றறிய வேண்டும். ஆனால் வித்துக்களிடத்து ஆன்மாக்கள் ஏறுவது எப்படி யென்னில்:- நிலத்திற் கலந்த வித்திற்கு நீர்விடில் அந்த நீரின் வழியாகக் கடவுள் அருள் நியதியின்படி ஆன்மாக்கள் அணுத் தேகத்தோடு கூடி நிலத்திற் சென்று அந்நிலத்தின் பக்குவ சத்தியோடு கலந்து வித்துக்களினிடமாகச் செல்கின்றன வென்று அறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se ci si chiede come i semi provenienti da piante quali gli alberi possano essere considerati materia inanimata (satam) che funge da ricettacolo per l’ingresso delle anime: se la vita fosse già presente nei semi, questi dovrebbero germogliare ancor prima di essere seminati nel terreno. Inoltre, anche una volta seminati nel terreno, alcuni semi non germogliano. D’altronde, un seme è una causa. Anche i bambini piccoli sanno che questa causa esiste esclusivamente affinché il corpo fisico possa manifestarsi. Del resto, l’anima è eterna, mentre il corpo è temporaneo. L’anima eterna non necessita di alcuna causa; solo il corpo temporaneo richiede una causa. Pertanto, si deve comprendere che i semi sono materia inanimata. Ma se ci si chiede in che modo le anime entrino nei semi: quando si versa dell’acqua su un seme piantato nella terra, attraverso quell’acqua, in accordo con la legge della grazia di Dio, le anime si uniscono a un corpo atomico, entrano nella terra, si fondono con l’energia preparata di quella terra e passano nei semi. Si deve comprendere la questione in questo modo.

Commento

Un seme che giace in un contenitore o in un campo è completamente privo di vita. È semplicemente satam (materia inanimata): la materia prima fisica che attende che un’anima vi si insedi. L’anima è eterna ed esiste indipendentemente dal seme, entrando in esso solo attraverso l’acqua e il terreno una volta che il seme è stato piantato. Pertanto, mangiare un seme non germogliato non comporta alcuna perdita di vita, poiché l’anima non è ancora giunta.

Il Motivo per Cui non Si Devono Raccogliere i Germogli

Originale Tamil

முளைகளையே பிடுங்கப்படா தென்று சிலர் சொல்கின்றார்கள்; வித்து காய் இலை முதலியவைகளைப் புசிக்கலாமென்று சொல்வதெப்படி யென்னில்:- வித்து நிலத்திற் படிந்தபின் நீர் வழியாக ஆன்மாவானது சென்று பக்குவ சத்தியிற் கலந்து வித்திலேறி முளைத்தபடியால், முளையானது வித்து காய் முதலியவைகளைப் போலச் சடமல்ல. ஆகலால், முளைகளைப் பிடுங்கப்படாதென்பது உண்மையென்று அறிய வேண்டும்.

Traduzione

Alcuni sostengono che i germogli da soli non debbano essere raccolti. Se ci si chiede come si possa affermare che semi, frutti acerbi, foglie e simili possano essere consumati: dopo che un seme si è depositato nella terra, l’anima viaggia attraverso l’acqua, si fonde con l’energia che favorisce la maturazione, entra nel seme e germoglia. Per questo motivo, il germoglio non è materia inerte (jadam) come il seme, il frutto acerbo e tutto il resto. Pertanto, occorre comprendere la verità secondo cui i germogli non dovrebbero essere raccolti.

Commento

Nel momento in cui un seme germoglia, la sua natura cambia completamente. Una volta piantato e innaffiato, un’anima vi si è insinuata, trasformandolo da jadam (materia inerte) in un essere vivente. Strappare un germoglio in crescita significa distruggere una vita; ecco perché si traccia una netta distinzione tra il consumo di semi dormienti, che è innocuo, e l’uccisione di giovani piante.

L’Assenza di Impurità nel Mondo Vegetale

Originale Tamil

வித்து காய் கனி முதலியவற்றில் உயிர்க்கொலை இல்லாவிடினும் நகம் ரோமம் சுக்கிலம் முதலியவற்றிலிருக்கிற அசுத்தமாவதில்லையோ என்னில்:- தத்துவவிருத்தியும் தாது விருத்தியும் இல்லாதபடியால் அசுத்தமுமில்லை.

Traduzione

Se ci si chiede: «Anche se nei semi, nei frutti acerbi, nei frutti maturi e simili non vi è uccisione di esseri viventi, essi non recano forse l’impurità presente nelle unghie, nei capelli, nello sperma e simili?», poiché essi sono privi dello sviluppo dei tattva (principi dell’esistenza) e dei dhatu (tessuti corporei), non vi è alcuna impurità.

Commento

In molte tradizioni, i prodotti di scarto del corpo, quali capelli, unghie o fluidi, sono considerati impuri. Ci si potrebbe chiedere se i semi e i frutti, in quanto prodotti di scarto delle piante, presentino la stessa impurità. La risposta è no, poiché le piante non possiedono i tattva (principi fondamentali dell’esistenza cosciente) né i dhatu (tessuti fisici del corpo quali il sangue o le ossa). Prive di queste complesse strutture biologiche ed energetiche, le parti delle piante rimangono del tutto pure.

Il Consumo di Vegetali non Costituisce una Violazione del Jivakarunya

Originale Tamil

ஆகலில் மரம் புல் நெல் முதலியவைகளின் வித்து காய் கனி தழை முதலியவற்றைப் புசிப்பது சீவகாருணிய விரோதமல்ல என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Pertanto, è necessario comprendere che il consumo di semi, frutti acerbi, frutti maturi, foglie e altre parti simili di alberi, erbe, riso e simili non costituisce una violazione del Jeevakarunya (compassione verso le anime).

Commento

L’alimentazione a base di piante è pienamente coerente con il Jeevakarunya (compassione per tutti gli esseri viventi). Poiché anche le piante sono esseri viventi, consumarne i semi, i frutti e le foglie rappresenta per gli esseri umani il modo naturale e non violento di sostenere la propria vita fisica senza distruggere l’essenza di un altro essere.

La Dieta Carnivora Tipica degli Animali Feroci

Originale Tamil

மாமிச ஆகாரம் புலி முதலாகிய துட்ட மிருகங்களுக்கு நியதி ஆகார மல்லவோ என்றறிய வேண்டில்:- அது அவ்வுயிர்களுக்குச் சிருஷ்டி நியதி ஆகார மல்ல; பரம்பரை வழக்கத்தாற் பெற்ற ஆகாரமாமென் றறியவேண்டும். ஆகலில், அதை நிவர்த்தி செய்வித்துச் சத்துவ ஆகாரங்களைப் புசிக்கும்படி செய்யவுங் கூடும்; ஒரு சீலமுடையவன் கிரகத்தில் வழங்குகின்ற பூனைக்கும் நாய்க்கும் வேறிடங்களிற் போய் அசுத்த ஆகாரங்கொள்ளாமல் காவல் செய்து அடிநாள் தொடங்கிச் சுத்த ஆகார வழக்கமே செய்விக்கின்றான்; அவைகள் அவைகளைப் புசித்து உயிர் வழங்கி வருகின்றன. அப்படியே புலி சிங்கம் முதலிய துட்டவர்க்கங்களையும் மேல்நின்று சுத்த ஆகாரத்தில் பழக்குவாரில்லாமையால் அசுத்தாகாரங்களைப் பழக்கத்தாற் புசிக்கின்றனவென் றறியலாம்.

Traduzione

Se si desidera sapere se una dieta a base di carne sia l’alimento naturalmente previsto per animali feroci come la tigre, occorre comprendere che non si tratta dell’alimento previsto per quelle anime dal creato; si tratta piuttosto di una dieta acquisita attraverso l’abitudine ancestrale. Pertanto, è possibile liberarle da tale abitudine e indurle a consumare sattva (puro e pacifico). Una persona virtuosa impedisce ai gatti e ai cani che vivono nella propria casa di recarsi altrove per consumare cibo impuro, instillando in loro fin dalla più tenera età l’abitudine di nutrirsi esclusivamente di cibo puro; essi mangiano quel cibo puro e mantengono così la propria vita. Allo stesso modo, poiché non vi è nessuno che intervenga per educare specie feroci come tigri e leoni a seguire una dieta pura, si può comprendere che esse mangiano cibo impuro semplicemente per abitudine.

Commento

I predatori come le tigri e i leoni non mangiano carne perché Dio li ha creati per uccidere. Lo fanno esclusivamente per abitudine acquisita. Proprio come gli animali domestici possono essere addestrati a seguire una dieta pura e non violenta (sattva), anche gli animali selvatici potrebbero imparare a nutrirsi in modo pacifico se fossero adeguatamente guidati.

Uccidere un Essere per Nutrire un Altro

Originale Tamil

ஆகலில், ஒரு சீவனைக்கொன்று மற்றொரு சீவனுக்குப் பசியாற்றுவித்தல் கடவுளருளுக்குச் சம்மதமுமல்ல, சீவகாருணிய ஒழுக்கமுமல்ல என்று சத்தியமாக அறியவேண்டும்.

Traduzione

Pertanto, occorre comprendere appieno che uccidere un essere vivente per soddisfare la fame di un altro non è né accettabile agli occhi della Grazia Divina, né rientra nella disciplina della compassione dell’anima.

Commento

Poiché la violenza non è mai una necessità naturale, togliere una vita per sostenerne un’altra è fondamentalmente sbagliato. Uccidere un animale per nutrire qualcun altro viola sia la grazia divina sia il principio fondamentale della compassione verso l’anima.

I Due Tipi di Beatitudine

Originale Tamil

இந்தச் சீவகாருணிய மென்கின்ற சாதனத்தில் சாத்தியமாகின்ற இன்பம் அபர இன்பமென்றும் பரஇன்பமென்றும் இருவகைப்படும்.

Traduzione

La beatitudine raggiunta attraverso la disciplina nota come “compassione per l’anima” si classifica in due tipi: la beatitudine minore (apara inbam) e la beatitudine suprema (para inbam).

Commento

Esistono due livelli distinti di gioia che derivano dalla pratica della compassione verso gli esseri viventi. Uno è una felicità minore e temporanea (apara inbam), mentre l’altro è una beatitudine suprema e definitiva (para inbam).

La Gioia Minore Derivante dal Soddisfare i Bisogni Terreni

Originale Tamil

இச்சை முதலியவைகளைப் பற்றி உண்டாகின்ற துன்பத்தை நிவர்த்தி செய்விப்பதில் வரும் இன்பம் அபர இன்பமாகும். அவை இம்மையில் அனுபவிக்கின்ற இன்பங்களில் சிலவென்றறிய வேண்டும். அவை எவையென்னில்:- உடுப்பதற்கு வஸ்திரமில்லாமலும், இருப்பதற்கு இடமில்லாமலும், உழுவதற்கு நிலமில்லாமலும், பொருந்துவதற்கு மனைவியில்லாமலும், விரும்பியபடி செய்வதற்குப் பொருள் முதலிய வேறு வேறு கருவிகளில்லாமலும் துன்பப்படுகின்ற சீவர்கள் விஷயத்தில் சீவகாருணியந் தோன்றி, உடுப்பதற்கு வஸ்திரம், இருப்பதற்கு இடம், உழுவதற்கு நிலம், பொருந்துவதற்குப் பெண், விரும்பியபடி செய்வதற்குப் பொருள் முதலானவை கொடுத்தபோது, பெற்குக்கொண்டவர்களுக்கு உள்ளிருந்து முகத்தினிடமாகத் தோன்றுகின்ற இன்ப விளக்கமும், அந்த இன்பத்தைக் கண்டு கொடுத்தவர்களுக்கு உண்டாகின்ற இன்ப விளக்கமும் கடவுள்கரணத்தில் ஏகதேசமும் சீவகரணத்திற் பூரணமுமாகத் தோன்றுகின்றவை யாகலால் அது அபர இன்பமென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

La gioia che deriva dall’alleviare la sofferenza causata da desideri insoddisfatti e simili è una gioia minore (apara inbam). È necessario comprendere che queste sono alcune delle gioie sperimentate nell’attuale vita terrena. Se ci si chiede quali siano: quando la Jeevakarunya (compassione per le anime) verso i jiva (esseri viventi) che soffrono per la mancanza di abiti da indossare, di un luogo in cui dimorare, di terra da arare, di una moglie con cui condividere la vita, nonché di ricchezze e di altri strumenti necessari per agire secondo il proprio volere, e quando vengono loro concessi abiti da indossare, un luogo in cui dimorare, terra da arare, una donna con cui condividere la vita e ricchezza per fare ciò che desiderano, una manifestazione di gioia emerge dall’interno di chi la riceve e si manifesta sui loro volti. Inoltre, una manifestazione di gioia sorge in chi dona nel vedere tale gioia. Poiché queste gioie si manifestano solo parzialmente nelle facoltà divine (kadavul karanam) ma completamente nelle facoltà mondane dell’anima (jiva karanam), occorre riconoscere questa come una gioia minore.

Commento

Fornire beni di prima necessità quali un riparo, vestiti, un compagno o un mezzo di sostentamento porta una felicità autentica sia a chi dona che a chi riceve. Ciò viene definito “gioia minore” (apara inbam). Poiché questi doni risolvono solo problemi materiali e temporanei, la felicità che procurano soddisfa pienamente le nostre facoltà mondane (jiva karanam), ma tocca solo in parte le nostre facoltà divine (kadavul karanam).

Preoccupazione per L’Abbigliamento di Scarsa Qualità

Originale Tamil

அன்றி, தன் வத்திரம் தாழ்ந்ததாகவும் அன்னியன் வத்திரம் உயர்ந்ததாகவும் கண்டு அதில் ஆசை வைத்து வருந்துகின்ற வருத்தமும் கண்டால், காருண்யம் வேண்டாவோ என்னில்:-

Traduzione

Inoltre, se ci si chiede: «Non è forse necessaria la compassione quando si assiste all’angoscia di qualcuno che considera i propri abiti inferiori e soffre per il desiderio di possedere gli abiti superiori di un altro?»:-

Commento

È facile provare compassione per chi è semplicemente geloso dei beni più preziosi di un’altra persona. Questa breve domanda pone le basi per mettere a confronto il lieve fastidio dell’invidia materiale con la vera agonia, che mette a rischio la vita, della fame.

La Gioia Suprema di Alleviare la Fame

Originale Tamil

பசியினால் வருந் துன்பத்தை நிவர்த்தி செய்விப்பதில் வருமின்பம் பரஇன்பமாகும். அவை இம்மையில் போகசித்திகளாலும் யோகசித்திகளாலும் ஞானசித்திகளாலும் வருகின்ற இன்பங்களும் முடிவில் அனுபவிக்கப்படும் மோட்ச இன்பமும் ஆகுமென்றறியவேண்டும். உண்பதற்கு ஆகாரமில்லாமல் சோர்வடைந்த சீவர்களுக்குச் சீவகாருணியத்தால் ஆகாரங் கொடுக்க உண்டு பசி நீங்கிய தருணத்தில், அந்தச் சீவர்களுக்கு அகத்தினிடத்தும் முகத்தினிடத்தும் தழைந்து பொங்கித் ததும்புகின்ற இன்பமும், அது கண்டபோது கொடுத்தவர்களுக்கு அகத்திலும் முகத்திலும் அவ்வாறுண்டாகின்ற இன்பமும், ஆன்ம சகிதமாகிய கடவுள் கரணத்திற் பூரணமாகத் தோன்றுகின்றவை யாகலால், பர இன்பமென்றது என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

La gioia che deriva dall’alleviare la sofferenza causata dalla fame è la gioia suprema (para-inbam). È necessario comprendere che ciò include le gioie raggiunte in questa vita attraverso le realizzazioni materiali, yogiche e gnostiche (siddhi), nonché la gioia della liberazione (moksha) sperimentata alla fine. Quando il cibo viene offerto per compassione dell’anima (jiva karunya) a esseri sfiniti che non hanno nulla da mangiare, la loro fame viene placata nel momento stesso in cui lo consumano. In quel momento, la gioia fiorisce, si ingigantisce e trabocca nei loro cuori e sui loro volti. Vedendo ciò, una gioia identica sorge nei cuori e sui volti di coloro che hanno offerto il cibo. Poiché queste gioie si manifestano perfettamente nelle facoltà divine unite all’anima, occorre sapere che questa è davvero chiamata gioia suprema.

Commento

Alleviare la fame di un altro porta una felicità profonda e assoluta (para-inbam). Questo semplice gesto racchiude in sé tutte le ricompense solitamente associate a difficili pratiche spirituali, a poteri mistici (siddhi) o persino alla liberazione definitiva dal ciclo di nascita e morte (moksha). Quando si offre del cibo spinti da una sincera compassione per ogni forma di vita (jiva karunya), l’intenso sollievo e la felicità che si leggono sul volto di chi riceve si riflettono esattamente nel proprio cuore. In quel momento condiviso di gioia traboccante, la presenza divina all’interno di entrambe le anime diventa pienamente visibile.

L’Agonia Universale della Fame

Originale Tamil

வஸ்திரம், இடம், நிலம், பெண், பொருள் முதலானவைகள் இல்லாமல் துன்பப்படுகின்றவர்கள், அத்துன்பங்களை மனஎழுச்சியால் சகித்துக்கொண்டு உயிர்தரித்துத் தங்களாற் செய்யக்கூடிய முயற்சியைச் செய்யக்கூடும். பசியினால் துன்பம் நேரிட்டபோது மனஎழுச்சியால் அத்துன்பத்தைச் சகித்துக்கொள்ளக் கூடாது. சகிக்கத் தொடங்கில் உயிரிழந்து விடுவார்கள். பசி நேரிட்டபோது பெற்றவர்கள் பிள்ளைகளை விற்றும், பிள்ளைகள் பெற்றவர்களை விற்றும், மனைவியைப் புருடன் விற்றும், புருடனை மனைவி விற்றும், அந்தப் பசியினால் வருந்துன்பத்தை மாற்றிக் கொள்ளத் துணிவார்களென்றால், அன்னியமாகிய வீடு, மாடு, நிலம், உடைமை முதலியவைகளை விற்றுப் பசியை நீக்கிக் கொள்வர்களென்பது சொல்லவேண்டுவதில்லை. உலக முழுதும் ஆளுகின்ற சக்கரவர்த்தியாகிய அரசனும் பசிநேரிட்டபோது தனது அதிகார உயர்ச்சி முழுதும் விட்டுத் தாழ்ந்த வார்த்தைகளால் \’பசி நேரிட்டது, என்ன செய்வது!\’ என்று அருகிலிருக்கின்ற அமைச்சர்களிடத்துக் குறை சொல்லுகிறான். பகைவரால் எறியப்பட்டு மார்பிலுருவிய பாணத்தையுங் கையாற் பிடித்துக்கொண்டு எதிரிட்ட பகைவரையெல்லாம் அஞ்சாது ஒரு நிமிஷத்தில் வெல்லத்தக்க சுத்த வீரரும் பசி நேரிட்டபோது, சௌகரியத்தை யிழந்து பசிக்கஞ்சிப் பக்கத்தில் நிற்கின்றவரைப் பார்த்து \’இளைப்பு வருமே\’ சண்டை எப்படிச் செய்வது!\’ என்று முறையிடுகின்றார்கள். இவ்வுலக போகங்களோடு இந்திரபோக முதலிய போகங்களையும் துரும்பாக வெறுத்து முற்றும் துறந்து அறிவையறிந்து அனுபவம் விளங்கிய ஞானிகளும், இந்திரியங்களை அடக்கி மனோலயஞ்செய்து உண்மை நிட்டையிலிருக்கின்ற யோகிகளும், இறந்தோரையும் எழுப்பத்தக்க அளவிறந்த மகத்துவங்கள் விளங்கிய சித்தர்களும், முனிவர்களும், தவசிகளும் பசி நேரிட்டபோது தங்கள் தங்கள் அனுபவலட்சியங்களை விட்டு அடுத்த ஊரை நோக்கிப் பலிக்கு வருகின்றார்கள்; பலி நேராதபோது நிலை கலங்குகின்றார்கள். சொற்பனத்தில் ஓர் இழிவு வரினும் அதுகுறித்து உயிர்விடத்தக்க மானிகளும் பசி நேரிட்டபோது, சொல்லத் தகாதவரிடத்துஞ் சொல்லி மானங் குலைகின்றார்கள். சாதி சமய ஆசாரங்களில் அழுத்தமுடைய ஆசாரியர்களும் பசி வந்தபோது, ஆசாரத்தை மறந்து ஆகாரத்திற்கு எதிர்பார்க்கின்றார்கள். கல்வி கேள்விகளில் நிரம்பி அறிதற்கரிய நுட்பங்களை யறிந்து செய்தற்கரிய செய்கைகளைச் செய்து முடிக்கவல்லவர்களும் பசி நேரிட்டபோது, அறிவுங் கருத்தும் அழிந்து தடுமாறுகின்றார்கள். இராப்பகல் தோன்றாது புணர்ச்சி இன்பத்திற் பொங்குகின்ற காமிகளும் பசி நேரிட்டபோது, புணர்ச்சியை மறந்து காமத்தைக் கசந்து கலங்குகின்றார்கள். நாமே பெரியவர் நமக்குமேற் பெரியவரில்லை யென்று இறுமாப்படைகின்ற அகங்காரிகளும் பசி நேரிட்டபோது, அகங்காரங் குலைந்து ஆகாரங்கொடுப்பவரைப் பெரியவராகப் புகழ்கின்றார்கள். ஒருவகைக் காரியங்களில் அனேக வகைகளாக உபசரிக்கச் செய்கின்ற டம்பர்களும் பசி நேரிட்டபோது, டம்பத்தை இழந்து மயங்குகின்றார்கள். இவரிவர் இப்படி இப்படியானால் ஒருவகை ஆதாரமுமில்லாத ஏழைகள் பசி நேரிட்டபோது என்ன பாடு படார்கள்! அந்தக் காலத்தில் அந்த ஏழைகளுக்கு ஆகாரங்கிடைத்தால் எப்படிப்பட்ட சந்தோஷமுண்டாகும்! அந்தச் சந்தோஷத்தைத் தோற்றுவித்தவர்களுக்கு எப்படிப்பட்ட லாபங் கிடைக்கும்! இப்படிப்பட்டதென்று சொல்லுதற்கும் அருமை என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Coloro che soffrono per la mancanza di vestiti, di un riparo, di terra, di una moglie, di ricchezze e di altre cose simili possono sopportare tali difficoltà grazie alla forza d’animo, sostenere la propria esistenza e compiere ogni sforzo possibile. Ma quando si manifesta l’agonia della fame, non è possibile sopportare quella sofferenza solo con la forza d’animo. Se tentano di sopportarla, perderanno la vita. Quando la fame si fa sentire, se i genitori osano vendere i propri figli, i figli vendono i propri genitori, i mariti vendono le proprie mogli e le mogli vendono i propri mariti solo per alleviare l’agonia della fame, è ovvio che venderanno prontamente beni materiali quali case, bestiame, terreni e possedimenti per placare la propria fame. Persino un imperatore che governa il mondo intero abbandona tutta la sua eccelsa autorità quando la fame si fa sentire, lamentandosi con i ministri a lui vicini con parole umili: «Ho fame, cosa si può fare!» Persino i guerrieri più impavidi — capaci di afferrare a mani nude una freccia nemica che ha trafitto il proprio petto e di sconfiggere senza timore tutti i nemici avversari in un solo minuto — perdono la loro compostezza quando la fame si fa sentire. Temendo la fame, guardano coloro che si trovano nelle vicinanze e si lamentano: «La stanchezza sta prendendo il sopravvento! Come potrò combattere?» Persino i saggi (jnani), che hanno completamente rinunciato ai piaceri mondani e a quelli celesti di Indra considerandoli semplici fili d’erba, realizzando la vera conoscenza e risplendendo di esperienza interiore; gli yogi che hanno controllato i propri sensi, dissolto la propria mente e permangono nel vero assorbimento meditativo (nishta); gli esseri perfetti (siddha) che risplendono di una grandezza sconfinata, capaci di risuscitare i morti; i saggi e gli asceti — quando la fame si fa sentire, abbandonano i rispettivi obiettivi spirituali e si dirigono al villaggio più vicino in cerca di elemosina. Quando non ricevono l’elemosina, il loro stato di equilibrio viene turbato. Persino le persone di grande onore, che sacrificherebbero la propria vita per un disonore subito in un semplice sogno, compromettono la propria dignità quando la fame si fa sentire, mendicando da coloro a cui non dovrebbero mai avvicinarsi. Persino i precettori ortodossi, saldamente radicati nelle dottrine di casta e religiose, dimenticano le loro rigide regole di purezza quando la fame si fa sentire, cercando disperatamente del cibo. Persino le persone altamente istruite e colte, che colgono sottigliezze sfuggenti e compiono imprese impossibili, perdono il loro intelletto e la loro concentrazione, vacillando nella confusione quando la fame si fa sentire. Persino i lussuriosi, che si abbandonano al piacere sessuale senza distinzione tra giorno e notte, dimenticano la loro intimità, trovano amara la propria lussuria e si agitano quando la fame si fa sentire. Persino gli arroganti, che affermano con vanto: «Noi siamo i più grandi; non c’è nessuno più grande di noi», perdono il proprio ego quando la fame si fa sentire, lodando chiunque li nutra come il più grande. Persino gli ostentatori, che esigono formalità stravaganti per le questioni più semplici, perdono la propria vanità e si disorientano quando la fame si fa sentire. Se persone così illustri reagiscono in questo modo, quale indicibile agonia devono sopportare i completamente indigenti quando la fame si fa sentire! Se quelle povere anime ricevono del cibo in un momento così critico, quale profonda gioia devono provare! E quale immenso merito spirituale attende coloro che generano tale gioia! È necessario comprendere che la grandezza di questa ricompensa è davvero impossibile da descrivere.

Commento

La fame è una forma di sofferenza unica nel suo genere, poiché non può essere superata solo con la forza di volontà mentale. Quando una persona muore di fame, il suo status sociale, le sue conquiste spirituali e la sua dignità personale crollano completamente. Persino i re più potenti, i guerrieri più impavidi e i maestri spirituali più disciplinati (yogi e jnani) perdono la loro compostezza e implorano del cibo quando la fame si fa sentire. Se la fame è in grado di spezzare i più forti e i più privilegiati tra noi, l’agonia che infligge ai più indigenti è inimmaginabile. Alleviare quella sofferenza estrema porta una gioia indescrivibile a chi soffre la fame e un merito spirituale incommensurabile a chi li nutre.

Le Sofferenze della Fame

Originale Tamil

சீவர்களுக்குப் பசி அதிகரித்த காலத்தில் சீவஅறிவு விளக்கமில்லாமல் மயங்குகின்றது – அது மயங்கவே அறிவுக்கறிவாகிய கடவுள் விளக்கம் மறைபடுகின்றது – அது மறையவே புருடதத்துவம் சோர்ந்து விடுகின்றது – அது சோரவே பிரகிருதிதத்துவம் மழுங்குகின்றது – அது மழுங்கவே, குணங்களெல்லாம் பேதப்படுகின்றன – மனம் தடுமாறிச் சிதறுகின்றது – புத்தி கெடுகின்றது – சித்தம் கலங்குகின்றது – அகங்காரம் அழிகின்றது – பிராணன் சுழல்கின்றது – பூதங்களெல்லாம் புழுங்குகின்றன – வாத பித்த சிலேட்டுமங்கள் நிலை மாறுகின்றன – கண் பஞ்சடைந்து குழிந்து போகின்றது – காது கும்மென்று செவிடுபடுகின்றது – நா உலர்ந்து வறளுகின்றது – நாசி குழைந்து அழல்கின்றது – தோல் மெலிந்து ஸ்மரணை கெடுகின்றது – கை கால் சோர்ந்து துவளுகின்றன – வாக்குத் தொனிமாறிக் குளறுகின்றது – பற்கள் தளருகின்றன – மலசலவழி வெதும்புகின்றது – மேனி கருகுகின்றது – ரோமம் வெறிக்கின்றது – நரம்புகள் குழைந்து நைகின்றன – நாடிகள் கட்டுவிட்டுக் குழைகின்றன – எலும்புகள் கருகிப் பூட்டுகள் நெக்குவிடுகின்றன – இருதயம் வேகின்றது – மூளை சுருங்குகின்றது – சுக்கிலம் வெதும்பி வற்றுகின்றது – ஈரல் கரைகின்றது – இரத்தமும் சலமும் சுவறுகின்றன – மாமிசம் குழைந்து தன்மை கெடுகின்றது – வயிறு பகீரென்றெரிகின்றது – தாப சோபங்கள் மேன்மேலும் உண்டாகின்றன – உயிரிழந்து விடுவதற்கு மிகவுஞ் சமீபித்த அடையாளங்களும் அனுபவங்களும் மேன்மேலும் தோன்றுகின்றன. பசியினால் இவ்வளவு அவத்தைகளும் தோன்றுவது சீவர்களுக்கெல்லாம் பொதுவாகவேயிருக்கின்றது.

Traduzione

Quando la fame si intensifica negli esseri viventi (jiva), la loro intelligenza vitale perde lucidità e vacilla. Man mano che vacilla, l’illuminazione di Dio, che è l’intelligenza nell’intelligenza, si nasconde. Man mano che si nasconde, il purusha tattva (principio dell’anima individuale) si esaurisce. Man mano che si esaurisce, il prakriti tattva (principio della natura primordiale) si offusca. Man mano che si offusca, tutti gli attributi subiscono uno squilibrio. La mente vacilla e si disperde. L’intelletto si deteriora. La volontà è agitata. L’ego viene distrutto. La forza vitale (prana) vacilla. Tutti gli elementi fisici soffrono il caldo. Gli umori di vata, pitta e kapha (vento, bile e flemma) perdono il loro equilibrio. Gli occhi si intorbidiscono e si incavano. Le orecchie ronzano e si rendono sorde. La lingua si secca e si arida. Il naso si raggrinzisce e brucia. La pelle si assottiglia e perde sensibilità. Le mani e i piedi si indeboliscono e si afflosciano. Il tono della voce cambia e il parlato diventa impastato. I denti si allentano. I canali escretori si ricoprono di vesciche. Il corpo annerisce. I peli del corpo si rizzano. I nervi si indeboliscono e si consumano. I canali del polso si allentano e collassano. Le ossa si carbonizzano e le articolazioni si allentano. Il cuore brucia. Il cervello si restringe. Il fluido vitale si surriscalda e si prosciuga. Il fegato si dissolve. Il sangue e i fluidi corporei evaporano. La carne appassisce e perde la propria natura. Lo stomaco brucia violentemente. Si manifestano continuamente agonizzanti dolori e gonfiori corporei. I segni e le esperienze che precedono da vicino la morte compaiono sempre più frequentemente. È comune a tutti gli esseri viventi che tante afflizioni derivino dalla fame.

Commento

La fame non è solo un dolore fisico; è un crollo totale del corpo, della mente e dello spirito. Quando un essere vivente muore di fame, ogni facoltà fisica e mentale viene meno e la luce divina naturalmente presente in esso viene completamente oscurata.

Il Merito Supremo di Alleviare la Fame

Originale Tamil

இவ்வளவு அவத்தைகளும் ஆகாரங் கிடைத்தபோது உண்டு பசி நீங்க நீங்குகின்றன. அப்போது தத்துவங்களெல்லாம் தழைத்து உள்ளங் குளிர்ந்து அறிவு விளங்கி அகத்திலும் முகத்திலும் சீவர்களையும் கடவுள்களையுந் துளும்பி ஒப்பில்லாத திருப்தியின்பம் உண்டாகின்றது. இப்படிப்பட்ட இன்பத்தை உண்டுபண்ணுகின்ற புண்ணியத்துக்கு எந்தப் புண்ணியத்தை இணையென்று சொல்லலாம்? இந்தப் புண்ணியத்தைச் செய்கின்ற புண்ணியர்களை எந்தத் தெய்வத்துக்குச் சரியென்று சொல்லலாம்? எல்லாத் தெய்வங்களுக்கும் மேலாகிய கடவுளம்சமென்றே சத்தியமாக அறியவேண்டும். இதனால் நரக வேதனை சனனவேதனை மரண வேதனை என்கின்ற மூன்று வேதனைகளுங் கூடி முடிந்த வேதனையே பசிவேதனை என்றும், அகம் புறம் நடு கீழ் மேல் பக்கம் என்கிற எவ்விடத்தும் நிறைந்து எக்காலத்தும் வேறுபடாத மோக்ஷ இன்பமே ஆகாரத்தினாலுண்டாகும் திருப்தியின்பம் என்றும் அறியப்படும்.

Traduzione

Tutte queste afflizioni svaniscono quando si ottiene e si consuma il cibo, placando la fame. In quel momento, tutte le facoltà fisiche e mentali (tattva) rifioriscono, il cuore trova pace, l’intelligenza si illumina e sorge un’incomparabile beatitudine di appagamento, che irradia l’essenza delle anime (Jeeva) e del divino sia nel cuore che sul volto. Quale merito (punya) può eguagliare il merito che genera tale gioia? A quale divinità possono essere paragonati gli esseri virtuosi che compiono questo merito? È necessario riconoscerli veramente come un aspetto del Dio Supremo che trascende tutte le divinità. Pertanto, si comprende che l’agonia della fame è l’agonia suprema, che riunisce le tre agonie dell’inferno, della nascita e della morte. Allo stesso modo, la beatitudine della soddisfazione prodotta dal cibo è intesa come la beatitudine della liberazione (moksha), che riempie ogni luogo — all’interno, all’esterno, al centro, in basso, in alto e su tutti i lati — e rimane immutata nel corso di tutti i tempi.

Commento

La profonda soddisfazione provata da una persona affamata nel consumare un pasto è esattamente come il moksha, la liberazione spirituale definitiva. Quando si offre da mangiare a qualcuno, le sue facoltà fisiche e mentali (tattva) si risvegliano e la luce divina presente nella sua anima (Jeeva) risplende sul suo volto. Poiché la fame estrema comporta le peggiori sofferenze dell’esistenza, l’atto di alleviarla genera un merito spirituale supremo (punya), rendendo chi offre il cibo uno strumento diretto di Dio.

La Fame come Strumento della Benevolenza Divina

Originale Tamil

பசியில்லாவிடில் சீவர்கள் ஆகாரங் குறித்து ஒருவரையொருவர் எதிர்பார்க்க மாட்டார்கள்; எதிர்பாராத பக்ஷத்தில் உபகாரச் செய்கை தோன்றாது. அது தோன்றாதபோது சீவகாருணியம் விளங்காது; அது விளங்காதபோது கடவுளருள் கிடைக்க மாட்டாது. ஆகலால், பசியும் கடவுளாற் கொடுக்கப்பட்ட ஓர் உபகாரக் கருவியென்றே அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se non vi è fame, gli esseri viventi non si rivolgeranno gli uni agli altri in cerca di cibo; senza questa aspettativa, l’atto di aiutare non ha luogo. Quando l’atto di aiutare non ha luogo, la compassione dell’anima (Jeevakarunya) non si manifesta. Quando la compassione dell’anima non si manifesta, la Grazia Divina non può essere raggiunta. Pertanto, occorre comprendere che anche la fame è uno strumento di benevolenza donato da Dio.

Commento

La fame è in realtà uno strumento utilizzato da Dio per risvegliare la nostra compassione. Se nessuno provasse mai fame, non dovremmo mai fare affidamento gli uni sugli altri né intervenire per aiutare il prossimo. Creando il bisogno di cibo, Dio offre l’opportunità di manifestare la Jeevakarunya (compassione per tutti gli esseri viventi), che è l’unico modo per guadagnarsi la grazia divina.

La Gioia del Cibo e la Grazia Divina

Originale Tamil

பசியினால் துன்பப்படுகின்றவர்கள் ஆகாரத்தைக் கண்ட காலத்தில் அடைகின்ற சந்தோஷமும் தாய், பிதா, பெண்டு, பிள்ளை, காணி, பூமி, பொன், மணி முதலானவைகளைக் கண்ட காலத்திலும் அடையார்களாயின், ஆகாரம் உண்ட காலத்தில் உண்டாகும் சந்தோஷம் எப்படிப்பட்டதாக இருக்கும்? ஆகலால் இந்த ஆகாரத்தின் சொரூப ரூப சுபாவங்களும் கடவுளருளின் ஏகதேச சொரூப ரூப சுபாவங்களாகவே அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se coloro che soffrono la fame non provano la gioia che provano al solo vedere il cibo nemmeno quando vedono la propria madre, il proprio padre, la propria moglie, i propri figli, le proprie terre, le proprie proprietà, l’oro, le gemme e simili, quanto immensa deve essere la loro gioia quando mangiano effettivamente quel cibo? Pertanto, occorre comprendere che la natura intrinseca, la forma e le qualità del cibo sono in effetti una manifestazione parziale della natura intrinseca, della forma e delle qualità della grazia di Dio.

Commento

Il cibo è una manifestazione diretta della grazia di Dio. L’intensa gioia che prova una persona affamata quando finalmente mangia supera la felicità di rivedere i propri cari o di scoprire una ricchezza. Poiché il cibo apporta un sollievo fisico ed emotivo così profondo, condividerlo con chi ne ha bisogno significa letteralmente donare un frammento del divino.

Le Azioni della Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

பசி என்கிற நெருப்பானது ஏழைகள் தேகத்தினுள் பற்றி எரிகின்ற போது ஆகாரத்தால் அவிக்கின்றதுதான் சீவகாருணியம் – பசி என்கிற விஷக்காற்றானது ஏழைகள் அறிவாகிய விளக்கை அவிக்கின்ற தருணத்தில் ஆகாரங்கொடுத்து அவியாமல் ஏற்றுகின்றதே சீவகாருணியம் – கடவுளியற்கை விளக்கத்திற்கு இடமாகிய சீவதேகங்களென்கிற ஆலயங்கள் பசியினால் பாழாகுந் தருணத்தில் ஆகாரங் கொடுத்து அவ்வாலயங்களை விளக்கஞ் செய்விப்பதே சீவகாருணியம் – கடவுள் இன்பத்தைப் பெறுகின்ற நிமித்தம் தேகங்களிலிருந்து குடித்தனஞ் செய்கின்ற சீவரது தத்துவக் குடும்ப முழுதும் பசியினால் நிலை தடுமாறி அழியுந் தருணத்தில் ஆகாரங்கொடுத்து அக்குடும்ப முழுதும் நிலைபெறச் செய்வதே சீவகாருணியம் – பசி என்கிற புலியானது ஏழை உயிர்களைப் பாய்ந்து கொல்லத் தொடங்குந் தருணத்தில் அப்புலியைக் கொன்று அவ்வுயிரை இரட்சிப்பதே சீவகாருணியம் – பசி என்கிற விஷம் தலைக்கேறிச் சீவர் மயங்குந் தருணத்தில் ஆகாரத்தால் அவ்விஷத்தை இறக்கி மயக்கந் தெளியச் செய்வதே சீவகாருணியம் – பசி என்கிற கொடுமையாகிய தேள் வயிற்றிற் புகுந்து கொட்டுகின்றபோது கடுப்பேறிக் கலங்குகின்ற ஏழைகளுக்கு ஆகாரத்தால் அக்கடுப்பை மாற்றிக் கலக்கத்தைத் தீர்ப்பதே சீவகாருணியம் – \’நேற்று இராப்பகல் முழுதும் நம்மை அரைப்பங்கு கொன்றுதின்ற பசியென்கிற பாவி இன்றும் வருமே! இதற்கு என்ன செய்வோம்!\’ என்று ஏக்கங் கொள்கின்ற ஏழைச் சீவர்களது ஏக்கத்தை நீக்குவதுதான் சீவகாருணியம் – \’வெயிலேறிப் போகின்றதே, இனிப் பசியென்கிற வேதனை வந்து சம்பவிக்குமே! இந்த விதி வசத்திற்கு என்ன செய்வது!\’ என்று தேனில் விழுந்த ஈயைப்போல, திகைக்கின்ற ஏழைச் சீவர்களுடைய திகைப்பை நீக்குவதுதான் சீவகாருணியம் – \’இருட்டிப் போகின்றதே, இனி ஆகாரங் குறித்து எங்கே போவோம்! யாரைக் கேட்போம்! என்ன செய்வோம்!\’ என்ற விசாரத்தில் அழுந்திய ஏழைச் சீவர்களது விசாரத்தை மாற்றுவதே சீவகாருணியம் – \’நடந்து நடந்து காலுஞ் சோர்ந்தது, கேட்டுக்கேட்டு வாயுஞ் சோர்ந்தது, நினைத்து நினைத்து மனமுஞ் சோர்ந்து இனி இப்பாவி வயிற்றுக் கென்ன செய்வோம்!\’ என்று கண்­ர் வடிக்கின்ற ஏழைகளுக்கு ஆகாரங் கொடுத்துக் கண்­ரை மாற்றுவதே சீவகாருணியம் – \’பகற்போதும் போய்விட்டது, பசியும் வருத்துகின்றது, வேறிடங்களிற் போக வெட்கந் தடுக்கின்றது, வாய் திறந்து கேட்க மானம் வலிக்கின்றது, வயிறு எரிகின்றது, உயிரை விடுவதற்கும் உபாயந் தெரியவில்லை; இவ்வுடம்பை ஏன் எடுத்தோம்!\’ என்று மனமும் முகமும் சோர்ந்து சொல்வதற்கு நாவெழாமல் உற்பாத சொப்பனங் கண்ட ஊமையைப் போல் மனம் மறுகுகின்ற மானிகளாகிய சீவர்களுக்கு ஆகாரங்கொடுத்து மானத்தைக் காப்பதுவே சீவகாருணியம் – \’நாம் முன் பிறப்பில் பசித்தவர்கள் பசிக் குறிப்பறிந்து பசியை நீக்கியிருந்தால், இப்பிறப்பில் நமது பசிக்குறிப்பறிந்து பசியை நீக்குவதற்குப் பிறிதொருவர் நேர்வார்; அப்போது அப்படி நாம் செய்ததில்லை, இப்போது நமக்கிப்படிச் செய்வாருமில்லை\’ என்று விவகரித்துக்கொண்டு தூக்கம் பிடியாமல் துக்கப்படுகின்ற ஏழைச் சீவர்களுக்கு ஆகாரங் கொடுத்துத் துக்கத்தை நீக்கித் தூக்கம் பிடிக்க வைப்பதே சீவகாருணியம். தேக முழுதும் நரம்புகள் தோன்றப் பசியினால் இளைத்து உயிரொடுங்கி மூர்ச்சை மூடிய காலத்தும் அயலாரைக் கேட்பது துணியாமற் கடவுளை நினைத்து நினைத்து நெருப்பிற் படுத்து நித்திரை செய்யத் தொடங்குவாரைப் போல், அடிவயிற்றிற் கொடிய பசி நெருப்பை வைத்துப் படுக்கத் தொடங்குகின்ற விவேகி களுக்கு ஆகாரங் கொடுத்து அந்தப் பசி நெருப்பை ஆற்றுவதே சீவகாருணியம் – \’நேற்றுப் பட்டினி கிடந்தது போல் இன்றும் பட்டினி கிடப்பது எப்படி? நாம் பாலிய வசத்தால் இன்றும் பட்டினி கிடக்கத் துணிவோ மாயினும் பட்டினி சகியாத நமது ஏழை மனைவி வயிற்றுக்கு யாது செய்வோம்? இவள் பசியைக் குறிப்பதும் பெரிதல்ல, வார்த்திப திசையால் மிகவுஞ் சோர்ந்த நமது தாய் தந்தைகள் இன்றும் பட்டினி கிடந்தால் இறந்து விடுவார்களே! இதற்கென்ன செய்வோம்? பசியினால் அழுதழுது களைத்த நமது புத்திரர்களது சோர்ந்த முகத்தை எப்படிப் பார்ப்போம்?\’ என்று எண்ணி எண்ணிக் கொல்லன் உலையிலூத மூண்ட நெருப்பைப் போல், பசி நெருப்பும் பயநெருப்பும் விசாரநெருப்பும் உள்ளே மூண்டபடியிருக்கக் கன்னப்புடையில் கைகளை வைத்துக் கொண்டு கண்களில் நீர் கலங்க வருந்துகின்ற ஏழைகளுக்கு ஆகாரங் கொடுத்து வருத்தத்தை மாற்றுவதே சீவகாருணியம் – \’கண் கை கால் முதலிய உறுப்புக்களிற் குறைவில்லாதவர்களாகி ஆகாரஞ் சம்பாதிக்கத் தக்க சக்தி யுள்ளவர்களும் பசியால் வருந்தி இதோ படுத்திருக்கின்றார்கள்; குருடும் செவிடும் ஊமையும் முடமுமாக விருக்கின்ற நமக்கு ஆகாரம் எந்த வழியாற் கிடைக்கும்! பசி எப்படி நீங்கும்!\’ என்று தனித்தனி நினைத்து நினைத்துத் துக்கப்படுகின்ற ஏழைகளுக்கு ஆகாரங் கொடுத்துத் துக்கத்தை நீக்குவதே சீவகாருணியம் – பசியினால் வருந்துகின்றவர்கள் எந்தத் தேசத்தாராயினும் எந்தச் சமயத்தாராயினும் எந்தச் சாதியாராயினும் எந்தச் செய்கையாராயினும் அவர்கள் தேச ஒழுக்கம், சமய ஒழுக்கம், சாதி ஒழுக்கம், செய்கை ஒழுக்கம் முதலானவைகளைப் போதித்து விசாரியாமல், எல்லாச் சீவர்களிடத்தும் கடவுள் விளக்கம் பொதுவாக விளங்குவதை அறிந்து பொதுவாகப் பார்த்து அவரவர் ஒழுக்கத்திற்குத் தக்கபடி அவர்கள் பசியை நிவர்த்தி செய்விப்பதே சீவகாருணியம் – சன்மார்க்க ஒழுக்கத்திற்கு ஒத்த சத்துவ ஆகாரத்தால் பசிநிவர்த்தி செய்து கொள்ளத் தக்க மிருகம் பறவை ஊர்வன தாவரம் என்கின்ற உயிர்களுக்குப் பசிவந்தபோது பசிநிவர்த்தி செய்விப்பதே சீவகாருணியம்.

Traduzione

Quando il fuoco chiamato fame si accende e divampa nei corpi dei poveri, spegnerlo con il cibo è Jeevakarunya (compassione dell’anima). Nel momento in cui il vento velenoso chiamato fame spegne la lampada della conoscenza nei poveri, dare loro da mangiare e mantenerla accesa senza lasciarla spegnere è compassione dell’anima. Nel momento in cui i templi chiamati corpi fisici — che sono gli spazi in cui si manifesta la natura divina — vengono rovinati dalla fame, offrire cibo e far risplendere quei templi è compassione dell’anima. Nel momento in cui l’intera famiglia dei tattva (principi) delle anime — che risiedono nei corpi per raggiungere la beatitudine divina — vacilla e perisce a causa della fame, offrire cibo e ristabilire quell’intera famiglia è compassione dell’anima. Nel momento in cui la tigre chiamata fame si avventa e inizia a uccidere le povere anime, uccidere quella tigre e salvare quella vita è compassione dell’anima. Nel momento in cui il veleno chiamato fame sale alla testa e fa svenire le anime, scacciare quel veleno con il cibo e liberarle dal loro torpore è compassione dell’anima. Quando lo scorpione crudele chiamato fame entra nello stomaco e punge, alleviare quel dolore lancinante con il cibo e porre fine all’angoscia dei poveri è compassione dell’anima. Allentare il desiderio delle anime povere che pensano con nostalgia: «Il peccatore chiamato fame, che ieri, giorno e notte, ci ha quasi uccisi e divorati tutti, tornerà anche oggi! Cosa faremo al riguardo?», è compassione dell’anima. Allontanare lo smarrimento delle anime povere che, come una mosca caduta nel miele, sono perplesse e pensano: «Il sole sta salendo alto, e presto sopraggiungerà l’agonia chiamata fame! Cosa si può fare contro il dominio di questo destino?», è compassione dell’anima. Alleviare la preoccupazione delle anime povere immerse nell’ansia: «Si sta facendo buio, dove andremo ora a cercare del cibo! A chi chiederemo! Cosa faremo!», è compassione dell’anima. Dare da mangiare e asciugare le lacrime dei poveri che piangono, pensando: «Le nostre gambe sono stanche di camminare e camminare, le nostre bocche sono stanche di chiedere e chiedere, le nostre menti sono stanche di pensare e pensare, cosa faremo ora per questo stomaco peccaminoso!», è compassione dell’anima. Dare da mangiare e proteggere la dignità delle anime oneste le cui menti e i cui volti sono abbattuti, le cui lingue non riescono a parlare e le cui menti sono agitate come quelle di una persona muta che ha fatto un sogno terrificante, mentre pensano: «La luce del giorno è tramontata, la fame ci affligge, la vergogna ci impedisce di andare altrove, la dignità ci fa male quando apriamo la bocca per chiedere, i nostri stomaci bruciano, non conosciamo un modo per rinunciare alle nostre vite; perché abbiamo assunto questo corpo!», è compassione dell’anima. Dare da mangiare, allontanare il dolore e consentire il sonno alle povere anime che soffrono in insonnia, tormentate dal pensiero: «Se nella nostra vita precedente avessimo compreso i segni della fame negli affamati e li avessimo alleviati, in questa vita sarebbe apparsa un’altra persona per comprendere i nostri segni di fame e alleviarli; allora non l’abbiamo fatto, e ora non c’è nessuno che lo faccia per noi!»: questa è compassione dell’anima. Offrire cibo e placare quel fuoco della fame a coloro che, pur essendo emaciati dalla fame con le vene visibili su tutto il corpo, la forza vitale che si affievolisce e sopraffatti dalla debolezza, non osano chiedere agli estranei, ma, pensando e ripensando a Dio, cominciano a coricarsi con il crudele fuoco della fame nel basso ventre, come coloro che iniziano a dormire distesi sul fuoco: questa è compassione dell’anima. Dare da mangiare e alleviare l’angoscia dei poveri che soffrono con le mani sulle guance e le lacrime che affiorano negli occhi, mentre il fuoco della fame, il fuoco della paura e il fuoco della preoccupazione divampano dentro di loro come un fuoco alimentato nella fucina di un fabbro, mentre ripetutamente pensano: «Come potremo soffrire la fame oggi proprio come abbiamo sofferto ieri? Anche se osassimo sopportare la fame oggi per la nostra giovinezza, cosa faremo per lo stomaco della nostra povera moglie che non può sopportare la fame? Il fatto che lei esprima la propria fame non è nemmeno la preoccupazione maggiore; se nostra madre e nostro padre, gravemente provati dalla vecchiaia, soffrissero la fame oggi, morirebbero! Cosa faremo al riguardo? Come potremo guardare i volti stanchi dei nostri figli, esausti per aver pianto e pianto a causa della fame?»: questa è compassione dell’anima. Dare da mangiare e alleviare il dolore dei poveri che soffrono individualmente, pensando ripetutamente: «Persino coloro che non hanno alcun difetto agli organi quali occhi, mani e gambe, e che possiedono la forza per procurarsi il cibo, soffrono la fame e giacciono proprio qui; attraverso quale via potremo noi, che siamo ciechi, sordi, muti e storpi, procurarci del cibo! Come potrà essere placata la nostra fame!»: questa è compassione dell’anima. Indipendentemente dal Paese, dalla religione, a quale casta o a quale professione appartengano coloro che soffrono la fame, senza predicare né indagare sui loro costumi nazionali, religiosi, di casta, professionali e così via, ma riconoscendo che la manifestazione divina risplende universalmente in tutte le anime, vedendoli in modo universale e alleviando la loro fame secondo i rispettivi costumi: questa è compassione dell’anima. Quando la fame colpisce esseri viventi quali bestie, uccelli, rettili e piante, che sono adatti a vedere la propria fame placata da cibo sattva (puro, non violento) in linea con la disciplina del Sanmarkkam (il vero sentiero), placare la loro fame è compassione dell’anima.

Commento

La vera compassione è più di un semplice sentimento; è l’atto immediato e concreto di sfamare un essere affamato. L’agonia della fame viene qui descritta con dettagli vividi e strazianti: come un fuoco, un veleno, una puntura di scorpione e un distruttore della dignità umana. Jeevakarunya (compassione per tutti gli esseri viventi) significa intervenire direttamente su questa sofferenza fornendo cibo, ignorando completamente la religione, la nazionalità, la casta o il background della persona affamata. Questo dovere si estende oltre gli esseri umani a tutte le creature viventi che sopravvivono grazie a una sattva (pura, non violenta) in linea con il Sanmarkkam (il vero sentiero). Trattando il corpo affamato come un tempio del divino, nutrire chi ha fame diventa l’atto supremo di preservare la vita e restituire speranza.

La Chiave della Dimora della Liberazione

Originale Tamil

பசியை நிவர்த்தி செய்துகொள்ளத் தக்க புவனபோக சுதந்தரங்களைப் பெறுதற்குரிய அறிவிருந்தும் பூர்வகர்மத்தாலும் அஜாக்கிரதையாலும் அச்சுதந்திரத்தைப் பெற்றுக் கொள்ளாமல் பசியினால் வருந்துகின்ற சீவர்களுக்கு ஆகாரங் கொடுத்து அந்த பசி வருத்தத்தை நீக்கித் திருப்தியின்பத்தை உண்டு பண்ணுவதற்குக் காரணமாகிய சீவகாருணியம் என்கின்ற திறவுகோலைக் கொண்டுதான் மோட்சமாகிய மேல்வீட்டுக் கதவைத் திறந்து கொண்டு உள்ளே புகுந்து எக்காலத்தும் அழியாத இன்பத்தை அனுபவித்து வாழவேண்டும். ஆகலில், சீவகாருணிய மென்கின்ற மோட்ச வீட்டுத் திறவுகோலைக் காலமுள்ள போதே சம்பாதித்துக்கொண்ட சமுசாரிகள் சரியை, கிரியை, யோகம், ஞானம் என்கிற சாதன சகாயங்களை வேண்டாமல், எக்காலத்தும் அடையாத இன்ப வீட்டை அடைந்து அவ்வீட்டுக் கதவைத் திறந்து கொண்டு உள்ளே புகுந்து நித்திய முத்தர்களாய் வாழ்வார்கள்.

Traduzione

Alcune anime possiedono la consapevolezza necessaria per assicurarsi i diritti alle risorse materiali indispensabili per placare la propria fame, eppure non riescono a ottenere tali diritti a causa del karma passato e della negligenza. Offrendo cibo a queste anime afflitte dalla fame, si allevia la loro dolorosa sofferenza e si genera la gioia della soddisfazione. È necessario utilizzare la chiave nota come Jeevakarunya (compassione per le anime) — che ispira questo atto — per aprire la porta della dimora superiore della liberazione, entrarvi e vivere sperimentando per sempre una gioia indistruttibile. Pertanto, i capifamiglia che acquisiscono questa chiave della dimora della liberazione — Jeevakarunya — mentre hanno ancora tempo, non necessitano dell’ausilio di pratiche spirituali quali charya (osservanze), kriya (rituali), yoga e jnana (conoscenza). Essi raggiungono la dimora della gioia, altrimenti irraggiungibile, ne aprono le porte, vi entrano e vivono come esseri eternamente liberati.

Commento

La compassione per ogni forma di vita (Jeevakarunya) è l’unica chiave che apre le porte alla liberazione spirituale definitiva. Quando si allevia la sofferenza di chi muore di fame, ci si assicura la gioia eterna. Non occorrono pratiche spirituali complesse, rituali o profonde conoscenze meditative per raggiungere questo stato. Semplicemente dando da mangiare agli affamati, le persone comuni che conducono una vita familiare possono raggiungere quella libertà spirituale che altri trascorrono intere vite a cercare.

La Chiave della Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

புண்ணியபூமிகளை வலஞ்செய்தல், புண்ணியதீர்த்தங்களிலாடல், புண்ணியதலங்களில் வசித்தல், புண்ணியமூர்த்திகளைத் தரிசித்தல், தோத்திரஞ்செய்தல், ஜெபஞ்செய்தல், விரதஞ்செய்தல், யாகஞ்செய்தல், பூசைசெய்தல் முதலிய சரியை கிரியைகளைச் செய்கின்ற விரதிகளும் பத்தர்களும் இருடிகளும், உணவை நீக்கி உறக்கத்தை விட்டு விஷயச்சார்புகளைத் துறந்து இந்திரியங்களை அடக்கி மனோலயஞ் செய்து யோகத்திலிருக்கின்ற யோகிகளும், அளவிறந்த சித்தியின்பங்களைப் பெற்ற சித்தர்களும், நித்தியா நித்தியங்களை அறிந்து எல்லாப் பற்றுக்களையும் துறந்து பிரமானுபவத்தைப் பெற்ற ஞானிகளும், சீவகாருணியம் என்கிற திறவுகோலைச் சம்பாதித்துக் கொள்ளாதவர்களானால், மோட்ச மென்கிற மேல்வீட்டிற்கு முன்னும் பின்னுமாக ஏறிச் சமீபத்திற் காத்திருந்து மீளவும் அத்திறவுகோலைச் சம்பாதிக்கத் திரும்புவார்களல்லது, கதவைத் திறந்து உள்ளே புகுந்து இன்பத்தை அடைந்து வாழமாட்டார்க ளென்று உண்மையாக அறியவேண்டும். இதனால், அறிவு விளங்கிய சீவர்களுக்கெல்லாம் சீவகாருணியமே கடவுள் வழிபாடு என்றும் அறியப்படும்.

Traduzione

Asceti che osservano i voti, devoti e saggi che praticano discipline fondamentali (charya) e rituali (kriya) — quali la processione attorno ai luoghi sacri, il bagno nelle acque sacre, la permanenza nei santuari sacri, la contemplazione delle divinità sacre, il canto di inni, la recitazione di mantra, l’osservanza di digiuni, l’esecuzione di sacrifici del fuoco e la celebrazione del culto rituale; yogi impegnati nello yoga che si astengono dal cibo, rinunciano al sonno, si distaccano dagli attaccamenti mondani, controllano i propri sensi e raggiungono la quiete mentale; siddha che hanno raggiunto le gioie infinite dei poteri mistici (siddhi); e i saggi (jnani) che hanno sperimentato l’Assoluto (Brahman) discernendo l’eterno dall’effimero e rinunciando a ogni attaccamento — se non hanno acquisito la chiave chiamata Jeevakarunya (compassione per l’anima), si deve sapere con certezza che essi non faranno altro che ascendere alla dimora superiore chiamata liberazione (Moksha), attendere lì nelle vicinanze uno dopo l’altro, per poi tornare indietro al fine di guadagnarsi proprio quella chiave. Non apriranno mai la porta, non entreranno mai e non vivranno mai nella beatitudine suprema. Da ciò si deduce che, per tutte le anime risvegliate, la Jeevakarunya costituisce la vera adorazione di Dio.

Commento

La maestria spirituale e la devozione religiosa non sono sufficienti per aprire la porta alla liberazione definitiva (Moksha). Anche coloro che compiono rituali complessi, padroneggiano profonde pratiche yogiche o raggiungono poteri mistici si troveranno esclusi dalla beatitudine suprema se privi di Jeevakarunya (compassione per ogni forma di vita). La compassione è la chiave indispensabile per la grazia, il che la rende l’unica forma autentica di adorazione.

La Supremazia della Compassione Spirituale Rispetto alle Altre Pratiche

Originale Tamil

அன்றியும், சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தை உடையவர்களாகி அருந்தல் பொருந்தல் முதலிய பிரபஞ்ச போகங்களை அனுபவிக்கின்ற சமுசாரிகளெல்லாம் சர்வசக்தியுடைய கடவுளருளுக்கு முழுதும் பாத்திரமாவார்கள். சீவகாருணிய ஒழுக்கமில்லாமல் ஞானம், யோகம், தவம், விரதம், ஜெபம், தியானம் முதலியவைகளைச் செய்கின்றவர்கள் கடவுளருளுக்குச் சிறிதும் பாத்திரமாகார்கள். அவர்களை ஆன்மவிளக்கமுள்ளவர்களாகவும் நினைக்கப்படாது. சீவகாருணிய மில்லாது செய்யப்படுகிற செய்கைக ளெல்லாம் பிரயோஜன மில்லாத மாயாசாலச் செய்கைகளே யாகுமென்று அறியவேண்டும்.

Traduzione

Inoltre, tutti i capifamiglia che possiedono la disciplina della compassione per le anime (Jeevakarunya) e provano i piaceri terreni quali il mangiare e l’unione, diventano pienamente degni della grazia del Dio onnipotente. Coloro che praticano la saggezza, lo yoga, la penitenza, i voti, il canto, la meditazione e simili senza la disciplina della compassione per le anime non sono minimamente degni della grazia di Dio. Non si deve ritenere che essi possiedano l’illuminazione dell’anima. Si deve sapere che tutte le azioni compiute senza compassione per le anime sono atti inutili di illusione magica.

Commento

Le pratiche spirituali tradizionali come lo yoga, la meditazione e il canto sacro non hanno assolutamente alcun significato se una persona è priva di Jeevakarunya (compassione per tutti gli esseri viventi). Vallalar formula qui un’affermazione sorprendente: una persona comune, con una vita familiare, che si gode la vita terrena ma agisce con profonda compassione, è pienamente degna della grazia di Dio, mentre un asceta che padroneggia la meditazione ma è privo di compassione ne è completamente escluso. Senza compassione, tutte le discipline spirituali non sono altro che vuote illusioni.

Linee Guida per i Capifamiglia Volte Ad Alleviare la Fame

Originale Tamil

எல்லாச் சீவர்களும் கடவுள் இயற்கையுண்மை ஏகதேசங்களாதலாலும் அவரவர் இடங்களிற் கடவுள் அருள்விளக்கம் விளங்குதலாலும், சமுசாரிகளுள் தமது தாய் தந்தை புணர்ந்தோர் மக்கள் துணைவர் முதலிய குடும்ப மட்டில் பசியாற்றிக் கொள்ளத் தக்க அற்பசக்தியுள்ள சமுசாரிகள் தாய் பிதா மக்கள் துணைவர் முதலிய குடும்பத்தாரைப் பசியினாற் பரிதபிக்க விட்டு அயலார்க்குப் பசியாற்றத் தொடங்குதலும், தம்மிடத்துப் பசித்து வந்த அயலாரை அந்தப் பசியால் பரிதபிக்க விட்டுத் தம் குடும்பத்தார் பசியை யாற்றத் தொடங்குதலும், கடவுளருளுக்குச் சம்மதமல்ல. ஆதலால், தமது குடும்பச் செலவைக் கூடியமட்டில் சிக்கனஞ் செய்து இருதிறத்தார் பசியும் நீக்குதல் வேண்டுமென்றும்; அற்பசத்தியினுங் குறைபட்டுத் தமது குடும்பம் மட்டிலும் பசியாற்றுவிப்பதற்குப் பிரயாசையால் மிகச் சிறிய முயற்சியுடைய சமுசாரிகள் தமது குடும்ப மட்டிலாவது பசியாற்றுவித்துக் கொண்டு, தம்மிடத்துப் பசித்துவந்த அயலார் விஷயத்தில் மிகவும் தயவுடையவர்களாகி அவர் பசியை மற்றொருவரைக் கொண்டாவது ஆற்றுவிப்பதற்குத் தக்க முயற்சி யெடுத்துக் கொள்ளவேண்டு மென்றும்; இயல்புள்ள பிரபல சமுசாரிகள் தங்கள் தங்கள் வருவாய்க்குத் தக்கவரையில் தாய், பிதா, புணர்ந்தோர், மக்கள், துணைவர், உறவினர், சினேகர், அதிதிகள், பெரியர், அடிமைகள், அயலார், பகைவர் முதலியவர்களுக்கும், தமது குடும்பத்திற்குச் சகாயமாகத் தேடிய பசு, எருது, எருமை, ஆடு, குதிரை, தாவர முதலிய பிராணிகளுக்கும், பசியை ஆற்றுவித்துத் திருப்தியின்பத்தை உண்டுபண்ண வேண்டுமென்றும்; விவாகம் புத்திரப்பேறு தெய்வம் படைத்தல் முதலிய பலவகைச் செய்கைகளில் வேறு வேறு சடங்குகளும் வேறு வேறு வினோதங்களும் வேறு வேறு பெருமைப்பாடுகளும் குறித்துப் பொருட் செலவு செய்தலை அமைத்து, விவாக முதலிய அந்தந்தச் செய்கைகளிலும் பசித்த சீவர்களுக்குப் பசியை ஆற்றுவித்து இன்பத்தை யுண்டுபண்ணுகின்ற சிறப்பினையே செய்யவேண்டுமென்றும், அப்படிச் செய்யில் பசித்தவர் பசி நீங்கி அடைந்த இன்பத்திலும் அனேக மடங்கு அதிகமான இன்பத்தைத் தாம் அடைவார்களென்றும் சத்தியமாக அறியவேண்டும்.

Traduzione

Poiché tutte le anime (jiva) sono manifestazioni parziali della verità naturale di Dio, e poiché la luce della grazia di Dio risplende al loro interno, non è gradito alla grazia di Dio che i capifamiglia (samsari) con mezzi limitati — che dispongono appena del necessario per placare la fame della propria famiglia, composta da madre, padre, coniuge, figli e fratelli — abbandonino i propri familiari alla fame per iniziare a sfamare degli estranei. Né è accettabile che lascino soffrire di fame gli estranei affamati che si rivolgono a loro, alleviando solo la fame dei propri familiari. Pertanto, devono razionalizzare il più possibile le spese familiari e placare la fame di entrambi i gruppi. I capifamiglia con capacità ancora più limitate, che faticano con mezzi molto esigui solo per sfamare la propria famiglia, devono almeno placare la fame dei propri familiari. Inoltre, devono mostrare profonda compassione verso gli estranei affamati che si rivolgono a loro e compiere sforzi adeguati per placare la loro fame tramite qualcun altro. I capifamiglia capaci e di spicco devono, in base ai rispettivi redditi, placare la fame e infondere la gioia della soddisfazione alla propria madre, al proprio padre, al coniuge, ai figli, ai fratelli, ai parenti, agli amici, agli ospiti, agli anziani, ai servitori, agli estranei e ai nemici, nonché alle mucche, ai tori, ai bufali, alle pecore, ai cavalli, alle piante e agli altri esseri viventi acquisiti per assistere la propria famiglia. Si devono ridurre le spese finanziarie destinate a vari rituali, intrattenimenti e manifestazioni di orgoglio in occasione di eventi quali matrimoni, nascite e offerte alle divinità. Al contrario, anche in occasioni come i matrimoni, si deve compiere esclusivamente l’eccellente azione di alleviare la fame delle anime affamate e di procurare loro gioia. Si deve riconoscere come verità che, agendo in questo modo, si otterrà una gioia molte volte superiore a quella provata da coloro ai quali è stata placata la fame.

Commento

La vera compassione richiede un equilibrio concreto. Chi ha una famiglia (i samsari) non deve far soffrire la fame ai propri cari per sfamare degli estranei, né ignorare gli estranei affamati per sperperare risorse a favore dei propri parenti. Al contrario, le persone dovrebbero vivere in modo semplice e condividere ciò che possiedono, adeguando la propria carità alle proprie possibilità. La gioia più profonda non deriva dallo spendere fortune in matrimoni sfarzosi o rituali religiosi, ma dall’utilizzare quella ricchezza per sfamare gli esseri viventi (jiva).

Il Potere della Compassione Spirituale Rispetto alle Feste Terrene

Originale Tamil

சமுசாரிகள் விவாக முதலிய விசேஷ காரியங்களில் பந்தலை அலங்கரித்தும், அவ்விடத்தில் வேறு வேறு சடங்குகளைச் செய்வித்தும், ஆடல் பாடல் வரிசை ஊர்வலம் முதலிய வினோதங்களையும் அப்பவர்க்கம் சித்திரான்னம் முதலிய பெருமைப்பாடுகளையும் நடத்தியும், எக்களிப்பில் அழுந்தியிருக்குந் தருணத்தில் பசித்த ஏழைகள் முகத்தைப் பார்க்கவும் சம்மதிக்கவில்லை. இப்படிப்பட்ட சந்தோஷ காலத்தில் தமக்காயினும் தமது மக்கள் துணைவர் முதலியோர்க்காயினும் ஒவ்வோர் ஆபத்து நேரிடுகின்றது. அப்போது அவ்வளவு சந்தோஷத்தையும் இழந்து துக்கப்படுகிறார்கள். இப்படித் துக்கப்படும்போது அலங்காரஞ் செய்த பந்தலும், சங்கல்ப விகல்பமான சடங்குகளும் ஆடல் பாடல் வாத்தியம் வரிசை ஊர்வலம் முதலிய வினோதங்களும் அப்பவர்க்கம் சித்திரான்னம் முதலிய பெருமைப்பாடுகளும் அந்த ஆபத்தைத் தடைசெய்யக் கண்டதில்லை. அந்தச் சுபகாரியத்தில் உள்ளபடியே பசித்த சீவர்களுக்கு ஆகாரங் கொடுத்துப் பசியை நீக்கி அவர்கள் அகத்திலும் முகத்திலும் கடவுள் விளக்கத்தையும் கடவுளின்பத்தையும் வெளிப்படச் செய்திருந்தார்களானால், அந்த விளக்கமும் இன்பமும் அத்தருணத்தில் நேரிட்ட ஆபத்தை நீக்கி விளக்கத்தையும் இன்பத்தையும் சத்தியமாக உண்டுபண்ணுமல்லவா? ஆகலில் விவாக முதலிய விசேஷச் செய்கைகளிலும் தங்கள் தங்கள் தரத்திற்கு ஒத்தபடி பசித்தவர்களது பசியை ஆற்றுவித்துத் திருப்தியின்பத்தை உண்டுபண்ணுவது முக்கியமென் றறியவேண்டும். சூலை குன்மம் குஷ்டம் முதலிய தீராத வியாதிகளால் வருந்துகின்ற சமுசாரிகள் தங்கள் தரத்திற்கு ஒத்தபடி பசித்தவர்களுக்குப் பசி யாற்றுவிப்பதே விரதமாக அனுசரித்தார்களானால், அந்தச் சீவகாருணிய அனுசரிப்பே நல்ல மருந்தாக அந்த வியாதிகளை நிவர்த்தி செய்து, விசேஷ சௌக்கியத்தை உண்டு பண்ணுமென்பது உண்மை. பல நாள் சந்ததி யில்லாமல் பலபல விரதங்களைச் செய்து வருந்துகின்ற சமுசாரிகள் தங்கள் தரத்திற்குத் தக்கபடி பசித்த ஏழைகளது பசியை ஆற்றுவிப்பதே விரதமாக அனுசரிப்பார்களானால், அந்தச் சீவகாருண்ய அனுசரிப்பு நல்ல அறிவுள்ள சந்ததியை உண்டுபண்ணு மென்பது உண்மை. அற்ப வயதென்று குறிப்பினால் அறிந்துகொண்டு இறந்து போவதற்கு அஞ்சி விசாரப்படுகின்ற சமுசாரிகள் தங்கள் தரத்திற்குத் தக்கபடி பசித்த ஏழைகளுக்குப் பசியை ஆற்றுவிப்பதே விரதமாக அனுசரிப்பார்களானால், அந்த சீவகாருணிய அனுசரிப்பு தீர்க்காயுளை உண்டுபண்ணுமென்பது உண்மை. கல்வி அறிவு செல்வம் போகம் முதலியவைகளைக் குறித்து வருந்துகின்ற சமுசாரிகள் தங்கள் தரத்திற்குத் தக்கபடி பசித்த ஏழைகளுக்குப் பசியாற்றுவிப்பதே விரதமாக அனுசரிப்பார்களானால், அந்தச் சீவகாருணிய அனுசரிப்பு கல்வி அறிவு செல்வம் போகம் முதலானவைகளை உண்டு பண்ணுமென்பது உண்மை.

Traduzione

Durante eventi speciali come i matrimoni, i capifamiglia decorano il padiglione, vi celebrano vari rituali e organizzano intrattenimenti quali danze, canti, file di luci e processioni, oltre a grandiose esposizioni di dolci assortiti e di svariate pietanze di riso. Immersi in tale baldoria, si rifiutano persino di guardare i volti dei poveri affamati. In tali momenti di gioia, una disgrazia si abbatte su di loro, sui loro figli, sui loro coniugi o su altri. Allora perdono tutta quella felicità e soffrono il dolore. Quando si affliggono in questo modo, il padiglione decorato, i rituali complessi, gli intrattenimenti di danza, canto, musica, file di luci e processioni, e le grandiose esposizioni di dolci e di pietanze di riso non appaiono mai come elementi in grado di impedire quella disgrazia. Se durante quell’evento propizio avessero invece davvero offerto cibo alle anime affamate, placato la loro fame e fatto risplendere la luce divina e la gioia divina nei loro cuori e sui loro volti, quella luce e quella gioia non avrebbero forse scacciato la calamità che si abbatté in quel momento, creando vera illuminazione e felicità? Pertanto, occorre rendersi conto che anche durante eventi speciali come i matrimoni, è di fondamentale importanza alleviare la fame degli affamati secondo le proprie possibilità e creare la gioia della soddisfazione. Se i capifamiglia affetti da malattie incurabili come coliche, ulcere e lebbra osservano il voto di placare la fame degli affamati secondo le proprie possibilità, è vero che proprio questa pratica di compassione verso le anime fungerà da buona medicina, curerà tali malattie e creerà uno straordinario benessere. Se i capifamiglia che piangono la mancanza di discendenti per molti giorni, nonostante abbiano compiuto numerosi voti, osservano il voto di placare la fame dei poveri affamati secondo le proprie possibilità, è vero che questa pratica di compassione dell’anima darà origine a discendenti intelligenti. Se i capifamiglia che, attraverso alcuni segni, si rendono conto di avere una vita breve e si preoccupano nel timore della morte osservano il voto di placare la fame dei poveri affamati secondo le proprie possibilità, è vero che questa pratica di compassione dell’anima garantirà una lunga vita. Se i capifamiglia che anelano all’istruzione, alla conoscenza, alla ricchezza e al godimento osservano il voto di placare la fame dei poveri affamati secondo le proprie possibilità, è vero che questa pratica di compassione dell’anima genererà istruzione, conoscenza, ricchezza, godimento e così via.

Commento

Anziché spendere somme ingenti in festeggiamenti mondani e rituali complessi, la vera protezione fisica e spirituale deriva dal sfamare gli affamati. Quando si verificano disastri improvvisi, le decorazioni costose e le feste sfarzose non offrono alcuna difesa. Ma se quella stessa ricchezza fosse stata impiegata per sfamare gli affamati, la luce divina e la gioia risvegliate in quelle anime saziate avrebbero agito come uno scudo indistruttibile contro le disgrazie. Prendere l’abitudine di sfamare regolarmente i poveri funge anche da potente medicina, in grado di curare malattie gravi, garantire figli sani, prolungare una vita breve e portare autentica prosperità.

La Protezione e la Prosperità dei Capifamiglia Compassionevoli

Originale Tamil

பசித்தவர்களுக்குப் பசியாற்றுவிப்பதே விரதமாகக் கொண்ட சீவகாருணிய முள்ள சமுசாரிகளுக்குக் கோடையில் வெயிலும் வருத்தாது, மண்ணும் சூடு செய்யாது – பெருமழை, பெருங்காற்று, பெரும்பனி, பேரிடி, பெருநெருப்பு முதலிய உற்பாதங்களும் துன்பம் செய்விக்கமாட்டா – விடூசிகை\* விஷக்காற்று விஷசுரம் முதலிய அசாத்திய பிணிகளுமுண்டாகா – அந்தச் சீவகாருணியமுள்ள சமுசாரிகள் ஆற்று வெள்ளத்தாலும் கள்ளர்களாலும் விரோதிகளாலும் கலக்கப்படார்கள் – அரசர்களாலும் தெய்வங்களாலும் அவமதிக்கப்படார்கள் – சீவகாருணிய முள்ள சமுசாரிகளது விளைநிலத்தில் பிரயாசை யில்லாமலே விளைவு மேன்மேலும் உண்டாகும் – வியாபரத்தில் தடையில்லாமல் லாபங்களும், உத்தியோகத்திற் கெடுதியில்லாத மேன்மையும் உண்டாகும் – சுற்றங்களாலும் அடிமைகளாலும் சூழப்படுவார்கள் – துஷ்டமிருகங்களாலும் துஷ்ட ஜந்துக்களாலும் துஷ்டப் பிசாசுகளாலும் துஷ்ட தெய்வங்களாலும் பயஞ்செய்யப்படார்கள் – சீவகாருணியமுள்ள சமுசாரிகளுக்கு எப்படிப்பட்ட ஆபத்துக்களும் அஜாக்கிரதையினாலும் ஊழ்வகையினாலும் சத்தியமாக வராது.

Traduzione

Per i capifamiglia dotati di Jeevakarunya (compassione per le anime) che hanno fatto voto di alleviare la fame degli affamati, il sole estivo non li tormenta e la terra non li brucia. Calamità quali piogge torrenziali, venti impetuosi, gelate intense, fulmini devastanti e grandi incendi non causano loro sofferenza. Malattie incurabili quali il colera, i venti infetti e le febbri mortali non li colpiscono. Le piene dei fiumi, i ladri e i nemici non turbano questi capifamiglia animati da compassione dell’anima. I governanti e le divinità non mancano loro di rispetto. Nei campi coltivati dei capifamiglia animati da compassione dell’anima, i raccolti si moltiplicano senza sforzo. Essi ottengono profitti senza ostacoli negli affari e assicurano una promozione nella carriera. Parenti e servitori li circondano. Bestie feroci, creature malvagie, spiriti maligni e divinità ostili non li terrorizzano. In verità, nessun pericolo di sorta si abbatte sui capifamiglia compassionevoli, né per negligenza né per opera del destino.

Commento

La pratica della Jeevakarunya (compassione per ogni forma di vita) funge da scudo supremo per coloro che conducono una vita ordinaria e mondana. Quando una persona si impegna sinceramente ad alleviare la fame altrui, le forze della natura, le malattie, i nemici e persino il destino stesso perdono il potere di nuocerle. Non si tratta solo di una ricompensa spirituale, ma di una garanzia concreta di sicurezza fisica e prosperità nella vita quotidiana.

Il Comandamento Divino del Jeevakarunya

Originale Tamil

பசித்தவர்களுக்குப் பசியாற்றுவித்து இன்பத்தை உண்டு பண்ணுகின்ற சீவகாருண்ய ஒழுக்கமாகிய மேலான விரதமானது தேவர்கள், மனிதர்கள், பிரமசாரிகள், சமுசாரிகள், தவசிகள், சந்நியாசிகள், ஆண்சாதியர், பெண்சாதியர், வார்த்திபர், வாலிபர், உயர்ந்தோர், தாழ்ந்தோர் முதலிய யாவராலும் அவசியம் செய்யத்தக்க தென்பது கடவுளாணை யென்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

È necessario comprendere che è comando di Dio che il voto supremo della disciplina del Jeevakarunya (compassione per le anime) — che placa la fame degli affamati e porta loro gioia — debba necessariamente essere praticato da tutti: esseri celesti, esseri umani, celibi, capifamiglia, asceti, rinuncianti, uomini, donne, anziani, giovani, nobili, umili e tutti gli altri.

Commento

Nutrire chi ha fame non è una buona azione facoltativa, bensì un comando diretto di Dio. Questo dovere si applica a tutti senza eccezioni, che si tratti di un santo, di uno studente, di un capofamiglia dedito alle cose mondane o di un anziano. Nessuno status sociale, genere o fase della vita esenta una persona dall’assoluta necessità di mettere in pratica la compassione.

Superare gli Ostacoli All’Alleviare la Fame

Originale Tamil

பசித்தவர்க்குப் பசியை நீக்குகின்ற விஷயத்தில் புருஷனைப் பெண்சாதி தடுத்தாலும், பெண்சாதியைப் புருஷன் தடுத்தாலும், பிள்ளைகளைத் தந்தை தடுத்தாலும், தந்தையைப் பிள்ளைகள் தடுத்தாலும், சீஷரை ஆசாரியர் தடுத்தாலும், அடியாரை ஆண்டவன் தடுத்தாலும், குடிகளை அரசன் தடுத்தாலும் அந்தத் தடைகளால் சிறிதுந் தடைபடாமல் அவரவர் செய்த நன்மை தீமைகள் அவரவரைச் சேருமல்லது வேரிடத்திற் போகா வென்பதை உண்மையாக நம்பிச் சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தை நடத்தவேண்டுமென்றும் அறியவேண்டும்.

Traduzione

Quando si tratta di placare la fame degli affamati, anche se una moglie impedisce al marito di agire, o un marito impedisce alla moglie di agire, anche se un padre impedisce ai propri figli di agire o i figli impediscono al padre di agire, anche se un maestro impedisce a un discepolo di agire, anche se il Signore impedisce a un devoto di agire, o anche se un re impedisce ai propri sudditi di agire, non ci si deve lasciare ostacolare minimamente da tali impedimenti. Si deve comprendere che occorre praticare la disciplina della Jeevakarunya (compassione per le anime) con la vera convinzione che le azioni buone e cattive compiute da ciascuna persona ricadranno esclusivamente su di essa e non si trasferiranno altrove.

Commento

Le gerarchie sociali e familiari non devono mai ostacolare il compito di sfamare chi ha fame. Se un coniuge, un genitore, un re o un maestro spirituale cerca di impedirvelo, dovete ignorarli e portare avanti questo lavoro. Ciascuno è, in ultima analisi, responsabile solo delle proprie azioni, e il dovere del Jeevakarunya (compassione per ogni forma di vita) prevale su ogni altra forma di obbedienza, sia essa mondana o religiosa.

Lo Stato Spirituale di Coloro che Sfamano gli Affamati

Originale Tamil

உள்ளபடி பசியால் வருந்துகின்ற சீவர்களுக்கு ஆகாரங்கொடுக்க நினைத்தபோது, நினைத்த புண்ணியரது மனம் வேறு பற்றுக்களை விட்டுச் சுத்தக் கரணமாகி நினைத்தபடியால், அந்தப் புண்ணியர்களை யோகிகளென்றே உண்மையாக அறியவேண்டும். ஆகாரங் கொடுக்க நினைத்தபடி உபசரித்துக் கொடுக்கும்போது, அவருண்ணுவது தாமுண்ணுவதாக அறிந்து களிக்கின்ற படியால், ஞானிகளென்றே உண்மையாக அறியவேண்டும். ஆகாரங்கொடுக்க உண்டு பசி தீர்ந்தவர்களுக்கு அத்தருணத்தில் ஆன்மாவின் உள்ளும் புறத்தும் கீழும் மேலும் நடுவும் பக்கமும் நிறைந்து கரண முதலிய தத்துவங்களெல்லாம் குளிர்வித்துத் தேகமுழுதும் சில்லென்று தழைய முகத்தினிடமாகப் பூரித்து விளங்குகின்ற கடவுள்விளக்கத்தையும் திருப்தியின்பமாகிய கடவுளின் இன்பத்தையும் பிரத்தியட்சத்தில் தரிசித்து அனுபவிக்கின்றார்க ளாதலால், அந்தப் புண்ணியர்கள் கடவுளைக் கண்டவர்களென்றும் கடவுளின்பத்தை அனுபவிக்கின்ற முத்தரென்றும் அறியவேண்டும். பசி நீங்க உண்டு சந்தோஷ’த்தவர்கள் இந்தப் புண்ணியர்களைத் தெய்வமாகப் பாவிக்கின்றார்களாதலால், இவர்களே தெய்வமுமென்று உண்மையாக அறியவேண்டும்.

Traduzione

Quando si intende offrire cibo agli esseri viventi (jīva) che soffrono di vera fame, la mente di quella persona meritevole abbandona ogni altro attaccamento, diventa una facoltà interiore pura (karaṇa) e forma tale intenzione. Pertanto, è necessario riconoscere veramente queste persone meritevoli come yogi. Quando offrono il cibo con ospitalità esattamente come avevano inteso, provano gioia, vivendo il nutrimento degli affamati come se fosse il proprio. Pertanto, è necessario riconoscerli veramente come saggi realizzati (jñānī). Quando gli affamati ricevono il cibo, mangiano e placano la loro fame, in quel momento l’illuminazione divina riempie l’interno e l’esterno, il basso e l’alto, il centro e i lati delle loro anime; rinfresca le facoltà interiori e tutti gli altri principi esistenziali (tattva), facendo fiorire l’intero corpo con una freschezza rinvigorente, e si irradia pienamente sui loro volti. Poiché coloro che offrono percepiscono e sperimentano direttamente questa illuminazione divina e la beatitudine divina della soddisfazione, è necessario riconoscere queste persone meritorie come coloro che hanno visto Dio e come anime liberate (muktas) che sperimentano la beatitudine di Dio. Poiché coloro che gioiscono nel mangiare e nell’alleviare la propria fame venerano queste persone meritorie come divinità, è necessario riconoscere veramente che esse stesse sono il Divino.

Commento

La maggior parte delle persone associa i più alti traguardi spirituali alla meditazione intensa o all’ascetismo, ma questo brano li ridefinisce completamente in funzione del nutrire chi ha fame. Se hai sinceramente intenzione di sfamare qualcuno, la tua mente concentrata ti rende uno yogi; se offri il cibo con gioia, sei un saggio. Quando osservi una persona affamata mentre mangia e vedi il sollievo e la luce tornare sul suo volto, stai sperimentando direttamente la presenza di Dio, il che ti rende un’anima pienamente liberata. Per la persona di cui hai appena placato la fame, tu sei il Divino stesso.

L’Eccellenza di Coloro che Alleviano la Fame

Originale Tamil

சீவகாருணிய ஒழுக்க முடையவர்களாகிச் சீவர்களைப் பசி யென்கின்ற அபாயத்தினின்றும் நீங்கச் செய்கின்ற உத்தமர்கள், எந்தச் சாதியாராயினும், எந்தச் சமயத்தாராயினும், எந்தச் செய்கையை யுடைவர்க ளாயினும், தேவர், முனிவர், சித்தர், யோகர் முதலிய யாவராலும் வணங்கத்தக்க சிறப்புடையவர்களென்று சர்வசக்தியையுடைய கடவுள்சாட்சியாக சத்தியஞ் செய்யப்படுமென்று அறிய வேண்டும்.

Traduzione

È necessario sapere che è stato giurato, con Dio onnipotente come testimone, che gli esseri nobili che praticano la disciplina del Jeevakarunya (compassione per le anime) e liberano le anime dal pericolo della fame — indipendentemente dalla loro casta, religione o azioni — possiedono l’eminente prestigio di essere venerati da tutti, compresi gli esseri celesti, i saggi, i siddha e gli yogi.

Commento

L’atto di placare la fame eleva una persona al di sopra di tutti i maestri spirituali e degli esseri celesti, a prescindere dalla sua casta, religione o provenienza. Giurando con Dio come testimone, questo brano afferma in modo categorico che la compassione semplice e concreta è di gran lunga superiore a qualsiasi risultato yogico o religioso avanzato.

Ulteriori Approfondimenti nel Samarasa Veda

Originale Tamil

இன்னும் இந்தச் சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தின் விரிவைச் சமரச வேதத்திற் கண்டு கொள்ளலாம்.

Traduzione

Ulteriori approfondimenti su questa disciplina della compassione dell’anima sono disponibili nel Samarasa Veda.

Data di Composizione

Originale Tamil

பிரபவ வருடம் சித்திரை மாதம்

Traduzione

L’anno di Prabhava, il mese di Chithirai.

Definizione di Vidusikai

Originale Tamil

\* வீடுசிகை – வைசூரி, அம்மை

Traduzione

* Vidusikai – vaiolo (vaiolo maggiore e minore).

Commento

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Conclusione della Prima Sezione

Originale Tamil

திருச்சிற்றம்பலம் ஜீவகாருண்ய ஒழுக்கம் முதற்பிரிவு முற்றிற்று.

Traduzione

Thiruchitrambalam. Si conclude la prima sezione della “Disciplina della compassione dell’anima”.

Commento

Con ciò si conclude la prima sezione di Jeeva Karunya Ozhukkham.

Parte Seconda

The Blissful Life of the Soul

Jeeva Karunya Ozhukkham · Second Section — the three levels of bliss open to every human life

Lo Scopo della Nascita Umana Superiore

Originale Tamil

உலகத்தில் உயர்பிறப்பாகிய மனிதப் பிறப்பைப் பெற்றுக் கொண்டவர்கள் இந்தப் பிறப்பினால் அடையத்தக்க தலைப்பட்ட ஆன்ம இன்ப சுகத்தைக் காலமுள்ள போதே விரைந்து அறிந்து அடைய வேண்டும்.

Traduzione

Coloro che hanno ottenuto la nascita umana superiore in questo mondo devono comprendere e raggiungere rapidamente la beatitudine suprema dell’anima ottenibile attraverso questa nascita, finché c’è ancora tempo.

I Tre Tipi di Beatitudine Dell’Anima

Originale Tamil

அந்தத் தலைப்பட்ட ஆன்ம இன்ப வாழ்வு எத்தனை வகையென்றறிய வேண்டில்:- இம்மையின்ப வாழ்வு, மறுமையின்ப வாழ்வு, பேரின்ப வாழ்வு என மூன்றுவகை யென்று அறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera conoscere le forme di quella vita suprema di beatitudine dell’anima, occorre sapere che ve ne sono tre: la vita beata in questo mondo, la vita beata nell’aldilà e la vita di beatitudine suprema.

Commento

Esistono tre livelli distinti di felicità che un’anima può sperimentare. Questi vanno dalle gioie ordinarie della nostra attuale vita terrena, ai piaceri più elevati dell’aldilà, fino a raggiungere lo stato definitivo di suprema beatitudine divina.

Il Piacere di Questa Vita Presente

Originale Tamil

இம்மை யின்பமாவது:- சிறிய தேககரணங்களைப் பெற்றுச் சிறிய முயற்சியால் சிறிய விடயங்களைச் சிலநாள் அனுபவிக்கின்ற இன்பத்தை இம்மை யின்பம் என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Il piacere di questa vita presente consiste in quanto segue: occorre intendere il piacere di questa vita presente come il piacere provato per un breve periodo ottenendo un corpo e facoltà limitati, compiendo sforzi limitati e godendo di oggetti limitati.

Commento

La felicità che proviamo nella nostra attuale vita terrena è fondamentalmente limitata. Si basa su un corpo fisico fragile, richiede uno sforzo per essere raggiunta, dipende da beni materiali e dura solo per un breve periodo.

Il Vantaggio della Felicità in Questa Vita

Originale Tamil

இம்மை இன்ப லாபமாவது:- மனிதப்பிறப்பில் தேகத்திலும் கரணங்களிலும் புவனத்திலும் போகங்களிலும் குறைவின்றி நல்லறிவு உடையவர்களாய், பசி பிணி கொலை முதலிய தடைகளில்லாமல், உறவினர் சினேகர் அயலார் முதலியருந் தழுவ, சந்ததி விளங்கத்தக்க சற்குணமுள்ள மனைவியுடன், விடயங்களைச் சில நாள் அனுபவிக்கின்றதை இம்மையின்ப லாபம் என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Si deve intendere che il beneficio della felicità in questa vita consiste in quanto segue: durante questa esistenza umana, possedendo una buona comprensione senza alcuna menomazione del corpo, delle facoltà interne (karanas), dei mondi o dei piaceri; liberi da ostacoli quali la fame, la malattia e l’uccisione; circondati da parenti, amici, vicini e altre persone; e al fianco di una moglie virtuosa che dà origine a una stirpe illustre, si sperimentano per un certo tempo gli oggetti dei sensi.

Commento

Una vita terrena davvero riuscita significa vivere l’esistenza umana nella sua massima pienezza fisica e sociale. Ciò comprende il possesso di un corpo sano, facoltà interiori lucide (karanas, quali la mente e l’intelletto) e una comunità amorevole composta da familiari e amici. Richiede di vivere liberi da gravi difficoltà quali la fame, la malattia e la violenza, costruendo al contempo una buona famiglia con un partner virtuoso. Tuttavia, anche nella sua forma più perfetta, questa felicità mondana è temporanea: un’esperienza piacevole per i sensi che dura solo per un tempo limitato.

Il Piacere Dell’Aldilà

Originale Tamil

மறுமை யின்பமாவது:- உயர்பிறப்பில் பெரிய தேககரணங்களைப் பெற்றுப் பெருமுயற்சியால் பெரிய விஷயங்களைப் பலநாள் அனுபவிக்கின்ற இன்பத்தை மறுமை யின்பம் என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Il piacere dell’aldilà consiste in quanto segue: occorre intendere il piacere dell’aldilà come la gioia provata per un lungo periodo grazie all’ottenimento di corpi e facoltà superiori in una rinascita di livello più elevato e al godimento di beni materiali più grandi, conseguiti mediante uno sforzo immenso.

Commento

Il piacere dell’aldilà è la gioia che un’anima prova quando rinasce in una forma superiore e più elevata. In questo stato avanzato, un essere acquisisce un corpo superiore e facoltà più acute, che gli consentono di godere di piaceri maggiori per un periodo di tempo molto più lungo rispetto a un essere umano ordinario. Tuttavia, questo tipo di felicità presenta ancora limiti rigorosi. Poiché dipende da uno sforzo immenso e comporta la percezione di oggetti esterni attraverso i sensi, rimane una forma estesa di ricompensa mondana piuttosto che la libertà spirituale definitiva.

Il Beneficio di una Gioia Ultraterrena

Originale Tamil

மறுமையின்ப லாபமாவது:- உயர்பிறப்பைப் பெற்று இம்மையின்பலாபத்தில் குறிக்கப்பட்ட நற்குணங்களெல்லாம் பொருந்த உயர் நிலையில் சுத்த விடயங்களைப் பலநாள் அனுபவிக்கின்ற இன்ப லாபத்தை மறுமையின்ப லாபம் என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Il beneficio della gioia ultraterrena è il seguente: raggiungere una nascita nobile, possedere tutte le buone qualità menzionate in merito al beneficio della gioia mondana e permanere in uno stato elevato per sperimentare oggetti dei sensi puri per molti giorni — si dovrebbe comprendere questa ricompensa gioiosa come il beneficio della gioia ultraterrena.

Commento

La ricompensa di una vita virtuosa continua anche dopo la morte. In uno stato di esistenza superiore, l’anima conserva le proprie qualità virtuose e gode di un lungo periodo di piacere puro e senza ostacoli, completamente libero dalle tribolazioni terrene.

La Natura della Beatitudine Suprema

Originale Tamil

பேரின்பமாவது:- எல்லாத் தேகங்களையும், எல்லாக் கரணங்களையும், எல்லாப் புவனங்களையும், எல்லாப் போகங்களையும், தமது பூரண இயற்கை விளக்கமாகிய அருட்சத்தியின் சந்நிதி விசேடத்தால் தோன்றி விளங்க விளக்கஞ் செய்விக்கின்ற பூரண இயற்கை உண்மை வடிவினராகிய கடவுளின் பூரண இயற்கை இன்பத்தைப் பெற்று, எக்காலத்தும் எவ்விடத்தும் எவ்விதத்தும் எவ்வளவும் தடைபடாமல் அனுபவிக்கப்படுகின்ற ஒப்பற்ற அந்தப் பெரிய இன்பத்தைப் பேரின்பமென்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

La beatitudine suprema è questa: Dio, la cui forma è la perfetta verità naturale, fa sì che tutti i corpi, tutte le facoltà interiori, tutti i mondi e tutte le esperienze appaiano e risplendano attraverso la presenza speciale del Suo Potere di Grazia (Arut Sakthi), che è la manifestazione della Sua natura perfetta. Raggiungendo la perfetta beatitudine naturale di questo Dio, si sperimenta una grande beatitudine senza pari che rimane completamente libera da ogni ostacolo in ogni momento, in ogni luogo, in ogni modo e in ogni misura. È necessario riconoscere questa come la beatitudine suprema.

Commento

La beatitudine suprema è l’esperienza di una gioia perfetta e senza ostacoli che proviene direttamente da Dio. Ogni corpo fisico, ogni facoltà interiore e ogni esperienza nell’universo sono portati all’esistenza dal Potere della Grazia di Dio (Arut Sakthi). Quando una persona raggiunge questa beatitudine naturale di Dio, prova una gioia sconfinata che non può mai essere ostacolata dal tempo, dal luogo o dalle circostanze.

Il Raggiungimento della Beatitudine Suprema

Originale Tamil

பேரின்ப லாபமாவது:- யாவுந் தாமாய் விளங்குவதே.

Traduzione

Il raggiungimento della beatitudine suprema consiste nel manifestarsi come tutto ciò che esiste.

Commento

Raggiungere la beatitudine suprema significa andare completamente oltre un’identità separata e isolata. Significa percepire se stessi come intimamente connessi a tutta la vita, che si manifesta in ogni cosa e attraverso ogni cosa.

La Grandezza della Felicità Terrena

Originale Tamil

இம்மை இன்பத்தை யடைந்தவர் பெருமை எதுவென் றறிய வேண்டில்:- அன்பு, தயை, ஒழுக்கம், அடக்கம், பொறுமை, வாய்மை, தூய்மை முதலிய சுபகுணங்களைப் பெற்று விடய இன்பங்களை வருந்தி முயன்று அனுபவித்துப் புகழ்படவாழ்தலென் றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera comprendere la grandezza di coloro che hanno raggiunto la felicità in questa vita terrena, occorre capire che ciò significa acquisire qualità virtuose quali l’amore, la compassione, la condotta morale, l’umiltà, la pazienza, la sincerità e la purezza, e condurre una vita illustre impegnandosi con tenacia per provare i piaceri dei sensi.

Commento

Vivere bene in questo mondo non significa negarsi i piaceri. Significa godersi appieno la vita rimanendo fedeli a valori morali quali l’amore, l’umiltà e la compassione. Il piacere e la virtù sono destinati ad andare di pari passo.

La Grandezza della Beatitudine Nell’Aldilà

Originale Tamil

மறுமையின்ப லாபத்தை யடைந்தவர் பெருமை யாதென்றறிய வேண்டில்:- அன்பு தயை முதலிய சுப குணங்களைப் பெற்றுச் சுத்த விடய இன்பங்களை எண்ணியபடி தடைபடாமல் முயன்று பலநாளனுபவித்துப் புகழ்படவாழ்தலென் றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera comprendere la grandezza di coloro che hanno raggiunto il beneficio della beatitudine nell’aldilà, sappiate che essa consiste nel condurre una vita gloriosa per lungo tempo, dotati di qualità auspiche quali l’amore e la compassione, e nel provare piaceri sensoriali puri esattamente come desiderato, senza alcun ostacolo.

Commento

Molte tradizioni concepiscono l’aldilà come uno stato puramente spirituale, distaccato dai sensi. In questo contesto, invece, la beatitudine nell’aldilà viene descritta in modo diverso: si tratta di un’esistenza gloriosa e duratura in cui si provano puri piaceri sensoriali esattamente come si desidera, sempre guidati dall’amore e dalla compassione.

La Grandezza di Coloro che Hanno Raggiunto la Beatitudine Suprema

Originale Tamil

பேரின்ப லாபத்தை யடைந்தவர் பெருமை எது என்றறிய வேண்டில்:- தோல், நரம்பு, என்பு, தசை, இரத்தம், சுக்கிலம் முதலிய அசுத்தபூத காரியங்களும் அவற்றின் காரணங்களாகிய அசுத்த பிரகிருதி அணுக்களுமாகிய தேகத்தை மாற்றி, மாற்று இவ்வளவு என்றறியப்படாத உயர்ந்த பொன்னாகிய சுத்த பூதகாரிய சுத்த தேகத்தையும், பொன்வடிவாகத் தோன்றுதல் மாத்திரமேயன்றி ஆகாயம்போல் பரிசிக்கப்படாத சுத்தபூதகாரண பிரணவ தேகத்தையும் தோன்றப்படுதலுமின்றி ஆகாயம்போல் விளங்குகின்ற ஞானதேகத்தையும் பெற்றவர்களா யிருப்பார்கள். உள்ளே மண்ணினது திண்மையால் தறிக்கப்படார்கள்; புறத்தே மண் கல் முதலியவற்றால் எறியினும் அவை அவர் வடிவில் தாக்குவனவல்ல. உள்ளே நீரினது தன்மையால் குளிரப்படார்கள்; புறத்தே நீரிலழுத்தினும் அவர் வடிவம் அழுந்தாது. உள்ளே நெருப்பினது வெம்மையால் சுடப்படார்கள்; புறத்தே நெருப்பிற் சுடினும் அவர் தேகத்தில் சூடும் வடுவும் தோன்றுவனவல்ல. உள்ளே காற்றினது ஊக்கத்தால் அசைக்கப்படார்கள்; புறத்தே காற்று அவர் வடிவைப் பரிசித் தசைக்கமாட்டாது. உள்ளே ஆகாயத்தினது கலப்பினால் அந்தரிக்கப்படார்கள்; புறத்தே ஆகாயம் அவர் தேகத்தை அந்தரிக்கமாட்டாது. ஆதாரத்திலன்றி நிராதாரத்திலும் அவர் தேகம் உலாவும். அவரது கண்கள் முதலிய ஞானேந்திரியங்களும் வாக்கு முதலிய கர்மேந்திரியங்களும் பார்த்தல் முதலிய விஷயங்களையும் பேசுதல் முதலிய விஷயங்களையும் பற்றுவனவல்ல; தயையினால் விஷயங்களைப் பற்றவேண்டில், சுவர் மலை முதலிய தடைகளும் அவர் கண்களை மறைப்பன வல்ல. அண்ட பிண்டங்களில் அகம் புறம் முதலிய எவ்விடத்துமுள்ள விடயங்களை அவர் கண்கள் இருந்த விடத்திருந்தே கண்டறியும். அண்ட பிண்டங்களி லெவ்விடத்திருந்து பேசினும் அவர் செவிகள் இருந்த விடத்திருந்தே கேட்டறியும். எவ்விடத் திருக்கின்ற ரசங்களையும் அவர் நா இருந்த விடத்திருந்தே சுவைத்தறியும். எவ்விடத்திருக்கின்ற பரிசங்களையும் அவர் மெய் இருந்த விடத்திருந்தே பரிசித்தறியும். எவ்விடத் திருக்கின்ற சுகந்தகங்களையும் அவர் நாசி இருந்த இடத் திருந்தே முகர்ந்தறியும். எவ்விடத்திலிருக்கின்றவர்களுக்கும் அவரது கைகள் இருந்த விடத்திருந்தே கொடுத்தல் கூடும். எவ்விடத்திலும் அவரது கால்கள் இருந்த விடத்திருந்தே நடத்தல் கூடும். அவரது வாக்கு எவ்விடத்திலிருக்கின்ற எவ்வௌர்களோடும் இருந்த விடத்திருந்தே பேசுதல் கூடும். மற்ற இந்திரியங்கள் இருந்த விடத்திருந்தே எவ்விடத்தும் ஆனந்தித்தல் கூடும். மன முதலான கரணங்கள் எப்படிப்பட்ட விஷயங்களையும் பற்றுவனவல்ல; தயவினால் பற்றத் தொடங்கில் எல்லா உயிர்களினது எல்லாச் சங்கற்ப விகற்பங்களையும் ஒரு நிமிடத்தில் ஒருங்கே நினைத்து விசாரித்து நிச்சயித்துக் கொள்ளும். அவரறிவு ஒன்றையும் சுட்டியறியாது; தயவினால் சுட்டியறியத் தொடங்கில் எல்லா அண்டங்களையும் எல்லா உயிர்களையும் எல்லாப் பண்புகளையும் எல்லா அனுபவங்களையும் எல்லா பயன்களையும் ஒருங்கே ஒரு நிமிடத்தில் சுட்டி யறியும். அவர்கள் நிர்க்குணத்தராவார்களல்லது, தாமச இராசத சாத்துவிக முதலிய முக்குணங்களாலும் உள்ளே விகாரப்படார்கள்; புறத்தே அவரது குணங்கள் கரணங்களைப் பற்றுவனவல்ல. உள்ளே பிரகிருதியினால் மூடப்படார்கள்; புறத்தே அவரது பிரகிருதி குணங்களைப் பற்றுவனவல்ல. உள்ளே காலதத்துவத்தால் வேற்றுமைப்படார்கள்; புறத்தே காலத்தால் அவரது திருமேனி தடைபடாது. உள்ளே நியதி அளவால் அளக்கப்படார்கள்; புறத்தே நியதியால் அவரது திருமேனி வரைபடாது. அன்றிக் காலம் வித்தை ராகம் புருடன் முதலிய மற்றைத் தத்துவங்களும் தத்துவ காரியங்களும் அவர்களுக்கு இல்லை. மாயையால் பேதப்படார்கள்; சுத்தமகாமாயையைக் கடந்து அதன்மேல் அறிவுருவாக விளங்குவார்கள். ஆகாரம், நித்திரை, மைதுனம், பயம் என்பவைகளால் தடைபடார்கள். அவர்கள் தேகத்திற்குச் சாயை, வியர்வை, அழுக்கு, நரை, திரை, மூப்பு, இறப்பு முதலிய குற்றங்கள் உண்டானவல்ல. பனி, மழை, இடி, வெயில் முதலியவற்றாலும், இராக்கதர், அசுரர், பூதம், பிசாசு முதலியவற்றாலும், தேவர், முனிவர், மனிதர், நரகர், மிருகம், பறவை, ஊர்வன, தாவரம் என்பவைகளாலும் எவ்விடத்தும் எக்காலத்தும் அவர் தேகம் வாதிக்கப்படாது; வாள் கத்தி முதலிய கருவிகளாலும் கண்டிக்கப்படாது. எல்லா அண்டங்களும் அணுக்கள் போலச் சிறிதாகத் தோற்றலும், எல்லா அணுக்களும் அண்டங்கள் போலப் பெரிதாகத் தோற்றலும் அவர் தேகத்திற்கு உரித்து. இறந்தோரை எழுப்புதல் வார்த்திபரை வாலிபராக்கல் முதலிய கருமசித்திகளும் யோகசித்திகளும் ஞானசித்திகளும் அவர் சந்நிதியில் இடைவிடாது விளங்கும். சிருஷ்டித்தல், காத்தல், அழித்தல், மறைத்தல், அனுக்கிரகித்தல் என்கின்ற கிருத்தியங்களும் அவர் நினைத்த மாத்திரத்தில் நடக்கும். பஞ்சகர்த்தாக்களும் அவர் கடைக்கண் பார்வையால் தங்கள் தங்கள் தொழில் நடத்துவார்கள். அவர்கள் அறிவு கடவுளறிவாக இருக்கும். அவர்கள் செய்கை கடவுள் செய்கையாக இருக்கும். அவர்கள் அனுபவம் கடவுள் அனுபவமாக இருக்கும். சர்வசக்தியு முடையவர்களாய், எக்காலத்தும் அழிவில்லாதவர்களாய், ஆணவம், மாயை கன்மம் என்னும் மும்மலங்களும் அம்மலவாதனைகளும் இல்லாதவர்களாய், பேரருள்வண்ண முடையவர்களாய் விளங்குவார்கள். ஜடமாகிய ஒரு துரும்பும் அவரது திருநோக்கத்தால் உயிர் பெற்றுப் பஞ்சகிருத்தியங்களும் செய்யும். அவரது பெருமை வேதாந்த, சித்தாந்த, கலாந்த, போதாந்த, நாதாந்த, யோகாந்தம் என்கின்ற ஆறந்தங்களிலும் விளங்கும்; அவற்றைக் கடந்தும் விளங்குமென்று அறியவேண்டும். இவை பேரின்பலாபத்தை யடைந்தவர் பெருமை யென்று அறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera comprendere in cosa consista la grandezza di coloro che hanno raggiunto il beneficio della beatitudine suprema: essi trasformano il proprio corpo fisico — composto da effetti elementali impuri quali pelle, nervi, ossa, carne, sangue e seme, insieme alle loro cause, gli atomi di natura impura (prakriti) — e raggiungono un corpo puro costituito da effetti elementali puri, simile a oro sublime di purezza incommensurabile. Inoltre, essi raggiungono un corpo pranava (corpo del suono primordiale) costituito da cause elementali pure che appare dorato ma non può essere toccato fisicamente, proprio come lo spazio, e un corpo gnana (corpo della suprema saggezza) che non manifesta nemmeno un aspetto fisico ma risplende in modo pervasivo come lo spazio. Internamente, non sono ostacolati dalla densità della terra; esternamente, anche se colpiti dalla terra o da pietre, queste non incidono sulla loro forma. Internamente, non sono raffreddati dalla natura dell’acqua; esternamente, anche se immersi nell’acqua, la loro forma non affonda. Internamente, non sono bruciati dal calore del fuoco; esternamente, anche se bruciati dal fuoco, nessun calore né cicatrice appare sul loro corpo. Internamente, non sono scossi dalla forza del vento; esternamente, il vento non può toccare e scuotere la loro forma. Internamente, non sono dispersi dalla mescolanza dello spazio; esternamente, lo spazio non può sospendere il loro corpo nel vuoto. Il loro corpo si muove non soltanto con un sostegno, ma anche nel vuoto privo di sostegno (niradhara). I loro organi di percezione, come gli occhi, e i loro organi di azione, come la voce, non afferrano gli oggetti sensoriali come il vedere o le azioni come il parlare nel modo ordinario; tuttavia, se desiderano afferrare tali oggetti per compassione, ostacoli come muri e montagne non possono bloccare la loro visione. Da qualunque luogo si trovino, i loro occhi vedono e conoscono gli oggetti in tutti i luoghi — interni ed esterni — all’interno del macrocosmo e del microcosmo. Da qualunque luogo si trovino, le loro orecchie odono e conoscono le parole pronunciate da qualsiasi parte nel macrocosmo e nel microcosmo. Da qualunque luogo si trovino, la loro lingua gusta e conosce i sapori situati ovunque. Da qualunque luogo si trovino, il loro corpo tocca e conosce le sensazioni situate ovunque. Da qualunque luogo si trovino, il loro naso percepisce e conosce le fragranze situate ovunque. Da qualunque luogo si trovino, le loro mani possono donare a persone situate ovunque. Da qualunque luogo si trovino, i loro piedi possono camminare ovunque. Da qualunque luogo si trovino, la loro voce può conversare con chiunque si trovi ovunque. Da qualunque luogo si trovino, i loro altri organi possono gioire e sperimentare la beatitudine ovunque. Le loro facoltà interiori (karana), a partire dalla mente, non afferrano alcuna questione mondana; tuttavia, se cominciano ad afferrarle per compassione, simultaneamente pensano, indagano e risolvono tutte le volizioni e le fluttuazioni di tutti gli esseri viventi in un solo minuto. Il loro intelletto non comprende alcunché isolandolo e indicandolo; tuttavia, se cominciano a farlo per compassione, simultaneamente indicano e comprendono tutti gli universi, tutti gli esseri, tutte le qualità, tutte le esperienze e tutti gli esiti in un solo minuto. Essi rimangono privi di attributi (nirguna) e non sono turbati interiormente dalle tre qualità di tamas (inerzia), rajas (passione) e sattva (purezza); esternamente, le loro qualità non si legano alle loro facoltà interiori. Interiormente, non sono coperti dalla natura (prakriti); esternamente, la loro natura non si lega alle qualità. Internamente, non sono alterati dal principio del tempo (kala tattva); esternamente, il loro corpo sacro non è ostacolato dal tempo. Internamente, non sono misurati dalla scala del destino (niyati); esternamente, il loro corpo sacro non è limitato dal destino. Inoltre, altri principi quali il tempo, la conoscenza (vidya), l’attaccamento (raga) e l’anima individuale (purusha), insieme ai loro effetti elementari, non esistono per loro. Non sono differenziati dall’illusione (maya); attraversano la grande illusione pura (suddha mahamaya) e risplendono al di sopra di essa come l’incarnazione stessa dell’intelligenza. Non sono ostacolati dal cibo, dal sonno, dal rapporto sessuale o dalla paura. Difetti quali l’ombra, il sudore, lo sporco, i capelli brizzolati, la pelle rugosa, la vecchiaia e la morte non si manifestano nei loro corpi. Il loro corpo non è tormentato in alcun luogo né in alcun momento dalla rugiada, dalla pioggia, dai tuoni o dal sole; né dai demoni (rakshasa), dagli anti-dei (asura), dai fantasmi o dagli spettri; né dagli esseri celesti (deva), dai saggi, dagli esseri umani, dagli abitanti dell’inferno, dagli animali, dagli uccelli, dai rettili o dalle piante; né viene ferito da strumenti quali spade e coltelli. È naturale che il loro corpo faccia apparire tutti gli universi piccoli come atomi e tutti gli atomi grandi come universi. I poteri mistici dell’azione (karma siddhi), i poteri dello yoga e i poteri della saggezza (gnana siddhi) — quali la resurrezione dei morti e il ritorno alla giovinezza degli anziani — risplendono incessantemente in loro presenza. I cinque atti divini di creazione, sostentamento, distruzione, occultamento e concessione della grazia si verificano al solo loro pensiero. I cinque agenti divini (pancha kartas) adempiono ai rispettivi doveri con un semplice sguardo di traverso. La loro intelligenza è l’intelligenza di Dio. La loro azione è l’azione di Dio. La loro esperienza è l’esperienza di Dio. Essi risplendono come esseri onnipotenti, indistruttibili in ogni momento, liberi dalle tre impurità dell’ego (anava), dell’illusione (maya) e dell’azione (karma), nonché dalle tracce latenti di tali impurità, e incarnano la grazia suprema. Persino un filo d’erba inanimato riceve la vita attraverso il loro sguardo divino e compie i cinque atti divini. È necessario sapere che la loro grandezza risplende nei sei stati finali — Vedanta, Siddhanta, Kalanta, Bodhanta, Nadanta e Yoganta — e risplende anche al di là di essi. È necessario sapere che questi costituiscono la grandezza di coloro che hanno raggiunto il beneficio della beatitudine suprema.

Commento

La beatitudine suprema non è solo uno stato d’animo sereno; è una trasformazione fisica e cosmica totale. Il corpo ordinario, fatto di carne e ossa, viene sostituito da tre forme perfette: un corpo dorato puro (suddha Deham), un corpo sottile fatto di suono primordiale (Pranava Deham) e un corpo senza forma fatto di suprema saggezza (Gnana Deham). In questo stato supremo, una persona diventa del tutto immune alle forze della natura, all’invecchiamento e alla morte, trascendendo ogni limite di tempo e spazio. Sebbene i propri sensi non siano più attratti dai desideri mondani, la loro profonda compassione consente loro di percepire, comprendere e aiutare istantaneamente qualsiasi essere vivente in qualsiasi punto dell’universo. In definitiva, la sua intelligenza, le sue azioni e le sue esperienze diventano un tutt’uno con Dio.

Raggiungere la Triplice Vita Beata

Originale Tamil

இம்மூவகை இன்ப லாப வாழ்வையும் எதனால் பெறக்கூடுமென்றறிய வேண்டில்:- கடவுளின் இயற்கை விளக்கமாகிய அருளின் ஏகதேசத்தைக் கொண்டும் அருட்பூரணத்தைக் கொண்டும் அடையக் கூடுமென்றும் அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere in che modo sia possibile raggiungere questi tre tipi di vite beate, occorre sapere che esse possono essere raggiunte attraverso una misura parziale della Grazia (Arul) — che è la manifestazione naturale di Dio — e attraverso la pienezza completa della Grazia.

Commento

Tutti e tre i livelli di una vita beata si raggiungono grazie a un’unica forza: la Grazia (Arul). La Grazia non è una ricompensa arbitraria, ma il modo naturale in cui Dio si esprime e si rivela al mondo. Per raggiungere i livelli iniziali della beatitudine è necessaria solo una frazione di questa Grazia, mentre lo stato supremo richiede la sua assoluta pienezza.

Raggiungere la Beatitudine Attraverso la Grazia

Originale Tamil

இம்மூவகை இன்பங்களில் \’அருளின் ஏகதேசத்தைக் கொண்டு அடையத்தக்கவை எவை? அருட்பூரணத்தைக் கொண்டு அடையத்தக்கது யாது?\’ என்றறியவேண்டில்:- இம்மையின்பலாபம் மறுமையின்பலாபம் என்கின்ற இரண்டையும் அருளின் ஏகதேசத்தைக் கொண்டு அடையக்கூடு மென்றும் பேரின்பலாப மென்கின்ற ஒன்றையும் அருட்பூரணத்தைக் கொண்டு அடையக்கூடு மென்றும் அறிய வேண்டும்.

Traduzione

Tra questi tre tipi di beatitudine, se si desidera sapere: «Quali sono raggiungibili attraverso una parte della Grazia? Quale è raggiungibile attraverso la pienezza della Grazia?», occorre sapere che i due benefici denominati «beatitudine in questa vita» e «beatitudine nella vita futura» possono essere raggiunti attraverso una parte della Grazia, mentre l’unico beneficio denominato «beatitudine suprema» può essere raggiunto attraverso la pienezza della Grazia.

Commento

La felicità ordinaria in questo mondo e le ricompense celesti nell’aldilà richiedono solo una piccola goccia di grazia divina. Tuttavia, lo scopo ultimo dell’esistenza umana — la beatitudine suprema ed eterna — esige la pienezza totale e ininterrotta di tale grazia. Questa distinzione è fondamentale perché spinge chi è alla ricerca a non accontentarsi semplicemente di una vita agiata o di un aldilà piacevole, ma a lottare per la totale liberazione spirituale.

La Natura della Grazia

Originale Tamil

கடவுளின் இயற்கைவிளக்கமாகிய அருள் எந்த வண்ணத்தை உடையது என்றறியவேண்டில்:- சொல்லுவார் சொல்லும் வண்ணங்களும், நினைப்பார் நினைக்கும் வண்ணங்களும், அறிவார் அறியும் வண்ணங்களும், அனுபவிப்பார் அனுபவிக்கும் வண்ணங்களும் ஆகிய சர்வசத்தி வண்ணங்களும் தனது ஏகதேச வண்ணங்களாக விளங்க விளக்கி விளங்குகின்ற பூரண விளக்க வண்ணத்தை யுடையது என்று அறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera conoscere la natura della Grazia, che è la manifestazione naturale di Dio, occorre sapere che essa possiede la natura dell’illuminazione perfetta. Essa risplende illuminando tutte le nature dell’onnipotenza — le nature espresse da coloro che parlano, pensate da coloro che pensano, conosciute da coloro che conoscono e vissute da coloro che vivono — in modo che esse risplendano semplicemente come un aspetto parziale della sua stessa natura.

Commento

La natura della grazia è un’illuminazione perfetta e illimitata. Tutto ciò di cui possiamo parlare, pensare, conoscere o sperimentare rappresenta solo una minuscola frazione di questa luce suprema. La grazia è la consapevolezza vasta e sconfinata che illumina e rende possibili tutte le altre forme di conoscenza e potere nell’universo.

L’Onnipresenza della Grazia

Originale Tamil

அந்த அருள் எவ்விடத்து விளங்குகின்ற தென்று அறிய வேண்டில்:- நோக்குவார் நோக்குமிடம் நோக்கப்படுமிடம், கேட்பார் கேட்குமிடம், கேட்கப்படுமிடம், சுவைப்பார் சுவைக்குமிடம் சுவைக்கப்படுமிடம், முகர்வார் முகருமிடம் முகரப்படுமிடம், பொருந்துவார் பொருந்துமிடம், பொருந்தப்படுமிடம், பேசுவார் பேசுமிடம், பேசப்படுமிடம், செய்வார் செய்யுமிடம் செய்யப்படுமிடம், நடப்பார் நடக்குமிடம் நடக்கப்படுமிடம், விடுவார் விடுமிடம் விடுக்கப்படுமிடம், நினைப்பார் நினைக்குமிடம் நினைக்கப்படுமிடம், விசாரிப்பார் விசாரிக்குமிடம், விசாரிக்கப்படுமிடம், துணிவார் துணியுமிடம் துணியப்படுமிடம், தூண்டுவார் தூண்டுமிடம் தூண்டப் படுமிடம், அறிவார் அறியுமிடம், அறியப்படுமிடம், அனுபவிப்பார் அனுபவிக்குமிடம் அனுபவிக்கப்படுமிடம் முதலிய எவ்விடங்களிலும் எக்காலத்தும் விளங்குகின்றதென்று அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere dove risplenda quella Grazia: occorre sapere che essa risplende in ogni luogo e in ogni momento, come nel vedente, nel vedere e nel visto; nell’udente, nell’udire e nell’udito; nel gustatore, nel gustare e nel gustato; nell’olfattivo, nell’olfattare e nell’olfattato; nel tattile, nel toccare e nel toccato; nel parlante, nel parlare e nel detto; colui che agisce, l’agire e ciò che viene agito; colui che cammina, il camminare e ciò che viene percorso; colui che libera, il liberare e il liberato; il pensatore, il pensare e il pensiero; colui che indaga, l’indagare e l’indagato; colui che risolve, il risolvere e il risolto; l’istigatore, l’istigare e l’istigato; colui che conosce, il conoscere e il conosciuto; e colui che sperimenta, lo sperimentare e lo sperimentato.

Commento

La grazia non è limitata a un luogo sacro specifico o a un cielo lontano; è attivamente presente in ogni singolo momento dell’esperienza. Quando osserviamo qualcosa, la grazia è presente nella persona che osserva, nell’atto stesso dell’osservazione e nell’oggetto osservato. Lo stesso vale per ogni pensiero, parola e azione fisica. La presenza divina è la realtà sottostante che rende possibili ogni percezione e ogni azione, il che significa che ogni momento ordinario della vita è completamente intriso di grazia.

Raggiungere la Grazia Attraverso la Compassione verso L’Anima

Originale Tamil

அந்த அருளை எதனாற் பெறக்கூடுமென் றறியவேண்டில்:- சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தினாற் பெறக்கூடும் என்றறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere in che modo si possa raggiungere quella Grazia, occorre sapere che essa può essere raggiunta attraverso la disciplina della compassione verso l’anima (Jeevakarunya).

Commento

Il segreto per ottenere la grazia divina risiede in una semplice verità: la compassione umana e la grazia divina sono esattamente la stessa sostanza. La grazia è semplicemente la compassione naturale di Dio, mentre la Jeevakarunya (compassione per ogni forma di vita) è la compassione naturale dell’anima. Poiché condividono questa stessa natura, risvegliare la piccola misericordia che è in voi funge da ponte diretto verso l’infinita misericordia di Dio. Vallalar paragona questo processo all’uso di una minuscola scintilla per accendere un fuoco enorme e ruggente.

Come Si Ottiene la Grazia Attraverso la Compassione verso L’Anima

Originale Tamil

சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தினால் அருளைப் பெறக்கூடு மென்பது எப்படியென் றறியவேண்டில்:- அருள் என்பது கடவுள் இயற்கை விளக்கம் அல்லது கடவுள் தயவு. சீவகாருணிய மென்பது ஆன்மாக்களின் இயற்கைவிளக்கம் அல்லது ஆன்மாக்கள் தயவு. இதனால், ஒருமைக் கரணமாகிய சிறிய விளக்கத்தைக் கொண்டு பெரிய விளக்கத்தைப் பெறுதலும் சிறிய தயவைக்கொண்டு பெரிய தயவைப் பெறுதலும் கூடும். சிறு நெருப்பைக் கொண்டு பெருநெருப்பைப் பெறுதல்போல என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere in che modo sia possibile raggiungere la Grazia attraverso la disciplina della compassione dell’anima: la Grazia è l’illuminazione naturale di Dio, ovvero la compassione di Dio. La compassione dell’anima è l’illuminazione naturale delle anime, ovvero la compassione delle anime. Pertanto, avvalendosi della piccola illuminazione, che funge da strumento di unificazione, si può raggiungere la grande illuminazione; e avvalendosi della piccola compassione, si può raggiungere la grande compassione. Si deve comprendere che ciò è come ottenere un grande fuoco per mezzo di un piccolo fuoco.

Commento

Vallalar torna qui su questa verità: la compassione e la grazia hanno la stessa natura. La piccola fiamma della compassione umana raggiunge il grande fuoco della grazia divina.

Il Vero Percorso della Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

இதனால் சீவகாருணிய ஒழுக்கமே சன்மார்க்கம் என்றறியப்படும். சீவகாருணியம் விளங்கும்போது அறிவும் அன்பும் உடனாக விளங்கும்; அதனால் உபகாரசத்தி விளங்கும்; அந்த உபகாரசத்தியால் எல்லா நன்மைகளும் தோன்றும். சீவகாருணியம் மறையும்போது அறிவும் அன்பும் உடனாக நின்று மறையும்; அதனால் உபகாரசத்தி மறையும்; உபகாரசத்தி மறையவே எல்லாத்தீமைகளுந் தோன்றும். ஆகலில் புண்ணியமென்பது சீவகாருணிய மொன்றே என்றும், பாவமென்பது சீவகாருணிய மில்லாமை யொன்றே என்றும் அறிய வேண்டும். அன்றி, சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தினால் வரும் விளக்கமே கடவுள் விளக்கமென்றும், அதனால் வரும் இன்பமே கடவுள் இன்பமென்றும், இவ்விளக்கத்தையும் இன்பத்தையும் பலகாலறிந்து அடைந்து அனுபவித்து நிறைவு பெற்ற சத்திய ஞானிகளே மேற்குறித்த பேரின்பலாபத்தைப் பெற்ற முத்தர்களென்றும், அவர்களே கடவுளை அறிவாலறிந்து கடவுள்மயமானவர்க ளென்றும் சத்தியமாக அறியவேண்டும்.

Traduzione

Da ciò si comprende che la disciplina della compassione dell’anima (Jeevakarunya) costituisce il solo vero sentiero (Sanmarkkam). Quando la compassione dell’anima si manifesta, si manifestano insieme ad essa anche la conoscenza e l’amore. Attraverso ciò si manifesta il potere della benevolenza e da questo potere della benevolenza scaturiscono tutte le cose buone. Quando la compassione dell’anima svanisce, insieme ad essa svaniscono anche la conoscenza e l’amore. In tal modo svanisce il potere della benevolenza e, nel momento stesso in cui il potere della benevolenza svanisce, sorgono tutti i mali. Pertanto, occorre comprendere che la virtù è esclusivamente la compassione dell’anima, mentre il peccato è esclusivamente l’assenza di compassione dell’anima. Inoltre, occorre sapere con certezza che l’illuminazione derivante dalla disciplina della compassione dell’anima è illuminazione Divina, e che la gioia che ne deriva è gioia Divina. Si deve comprendere che i veri saggi che hanno ripetutamente conosciuto, raggiunto, sperimentato e trovato appagamento in questa illuminazione e in questa gioia sono gli esseri liberati che hanno raggiunto la suddetta beatitudine suprema, e che solo essi hanno conosciuto Dio attraverso la vera conoscenza e sono diventati divini.

Commento

L’intero fondamento di una vita spirituale si riduce a un unico principio: la compassione. Vallalar insegna che Jeevakarunya (la compassione per tutti gli esseri viventi) è il Sanmarkkam, il sentiero vero e definitivo. La maggior parte delle tradizioni religiose offre lunghi elenchi di regole da seguire, ma qui il codice morale è straordinariamente semplice: la compassione è l’unica virtù, e la sua assenza è l’unico peccato. Quando si pratica questa compassione, l’amore e la gioia che si provano non sono semplici sentimenti umani, ma sono la presenza e la gioia stesse di Dio che si manifestano attraverso di voi. Un vero saggio è semplicemente colui il cui cuore si è aperto in modo perfetto e permanente al mondo.

La Definizione di Jeevakarunya

Originale Tamil

சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தின் இலக்கணம் என்னென்று அறிய வேண்டில்:- சீவர்களுக்குச் சீவர்கள் விஷயத்தில் பொதுவாக உண்டாகின்ற ஆன்ம உருக்கத்தைக் கொண்டு கடவுள்வழிபாடு செய்து வாழ்தல் என்று அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera conoscere la definizione della disciplina del Jeevakarunya (compassione per gli esseri viventi), occorre comprendere che essa consiste nel vivere adorando Dio attraverso la compassione dell’anima che sorge naturalmente tra gli esseri viventi gli uni verso gli altri.

Commento

Vallalar avanza un’affermazione sorprendente: la vera adorazione di Dio non consiste nella preghiera o nel rituale, bensì nel mostrare compassione verso gli esseri viventi. Egli definisce questo concetto Jeevakarunya (compassione per ogni forma di vita) e afferma che condurre una vita guidata da questa empatia naturale sia l’unica forma autentica di adorazione esistente.

Adorare Dio Attraverso la Compassione Spirituale

Originale Tamil

சீவர்கள் விஷயமாக உண்டாகின்ற ஆன்ம உருக்கத்தைக் கொண்டு கடவுள் வழிபாடு செய்வது எப்படி என்றறியவேண்டில்:- சீவர்களுக்குச் சீவர்கள் விஷயமாக ஆன்ம உருக்கம் – காருணியம் – உண்டாக உண்டாக அந்த ஆன்மாவின் உள்ளிருக்கின்ற கடவுள் விளக்கமாகிய அருள் வெளிப்பட்டுப் பூரணமாக விளங்கும்; அத்திருவருள் விளங்கவே கடவுள் இன்பம் அனுபவமாகிப் பூரணமாகும். அவ்வனுபவம் பூரணமாதலே கடவுள்வழிபாடு என்றறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere come adorare Dio attraverso la compassione dell’anima che sorge nei confronti degli esseri viventi: poiché la compassione dell’anima — la compassione — sorge continuamente negli esseri viventi verso altri esseri viventi, la Grazia (arul), che è lo splendore di Dio che risiede in quell’anima, emerge e risplende pienamente. Man mano che quella Grazia divina risplende, la beatitudine di Dio viene sperimentata direttamente e diventa perfetta. È necessario comprendere che la perfezione di questa esperienza è essa stessa l’adorazione di Dio.

Commento

La presenza di Dio dimora già in ogni anima sotto forma di una luce radiosa chiamata Grazia (arul). Quando proviamo profonda compassione per il prossimo, questa luce interiore viene fatta emergere e comincia a risplendere. Sperimentare la pura beatitudine di questa luce risvegliata è il vero significato dell’adorazione.

Il Manifestarsi della Grazia

Originale Tamil

ஆன்ம உருக்கம் உண்டாக உண்டாக ஆன்மாவின் உள்ளிருக்கின்ற கடவுள்விளக்கமாகிய அருள் வெளிப்படுவது எப்படியென்றறியவேண்டில்:- தயிருக்கும் கட்டைக்கும் கடைதலால் நெகிழ்ச்சி உண்டாக உண்டாக அதன் அதன் உள்ளிருக்கின்ற வெண்ணெயும் நெருப்பும் வெளிப்படுவதுபோல் வெளிப்படுமென்று அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera comprendere in che modo la Grazia — la manifestazione di Dio che dimora nell’anima — si riveli man mano che lo scioglimento dell’anima si approfondisce continuamente, occorre comprendere che essa emerge proprio come il burro e il fuoco, presenti rispettivamente nella cagliata e nella legna, emergono quando cedono alla continua agitazione e all’attrito.

Commento

La grazia non è una ricompensa inviata dal cielo; è la presenza divina già nascosta all’interno di ogni anima. Per spiegare come portarla alla luce, Vallalar fa riferimento al mondo naturale: il burro è invisibile all’interno della cagliata finché non viene zangolato, e il fuoco è nascosto all’interno del legno finché non viene sfregato. La compassione fornisce proprio questo tipo di attrito. Quando il tuo cuore si commuove per la sofferenza altrui, quel sentimento intenso agisce come la forza di agitazione che porta alla luce la tua natura divina nascosta.

La Pienezza della Beatitudine Divina

Originale Tamil

திருவருள் விளங்க அதனால் கடவுள் இன்பம் அனுபவமாகிப் பூரணமாவது எப்படியென் றறியவேண்டில்:- வெண்ணெயும் நெருப்பும் வெளிப்படவே அவற்றின் உண்மைத் தன்மை அனுபவமாகிப் பூரணமாவது போல், கடவுள் இன்பம் பூரணமாகுமென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere in che modo si manifesta la Grazia Divina e, di conseguenza, come si sperimenta la beatitudine divina e come essa raggiunge la pienezza, occorre comprendere che la beatitudine divina diventa completa proprio come la vera natura del burro e del fuoco viene sperimentata e realizzata quando essi si manifestano.

Commento

L’esperienza suprema della gioia divina si verifica nel momento in cui la Grazia viene portata alla luce. Per riprendere la metafora precedente, il burro nascosto nella cagliata non può essere assaporato, e il fuoco nascosto nella legna non dona calore finché non vengono estratti. Allo stesso modo, la profonda beatitudine del divino non è solo un’idea astratta: diventa una realtà completa e vissuta una volta che la Grazia si manifesta attivamente.

Quando Si Manifesta la Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

சீவர்களுக்குச் சீவர்கள் விஷயமாக ஆன்ம உருக்கம் எப்போது வெளிப்படுமென் றறியவேண்டில்:- பசி, கொலை, பிணி, ஆபத்து, தாகம், பயம், இன்மை, இச்சை இவைகளால் சீவர்கள் துக்கத்தை அனுபவிக்கக் கண்டபோதும் கேட்டபோதும் அறிந்தபோதும் ஆன்ம உருக்கம் உண்டாகுமென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere quando negli esseri viventi si manifesta quella compassione che commuove l’anima nei confronti di altri esseri viventi, occorre sapere che tale compassione nasce nel momento in cui si vede, si sente o si viene a sapere che gli esseri viventi provano sofferenza a causa della fame, dell’uccisione, della malattia, del pericolo, della sete, della paura, della povertà e del desiderio insoddisfatto.

Commento

La vera compassione non è un’idea spirituale astratta; è una risposta diretta e naturale alla sofferenza del mondo reale. L’anima si scioglie di compassione nel momento stesso in cui vediamo, sentiamo o anche solo veniamo a sapere che un altro essere vivente sta sopportando il dolore causato da difficoltà quali la fame, la malattia, la povertà o la paura. Ciò fonda il risveglio spirituale sulla nostra empatia quotidiana. Non abbiamo bisogno di una pratica elaborata per risvegliare la compassione: dobbiamo semplicemente tenere gli occhi e le orecchie aperte alle difficoltà di chi ci circonda.

Definizioni delle Afflizioni Terrene

Originale Tamil

பசி என்பது, ஆகாரம் பொறாமையால் வயிற்றினுட் பற்றிநின்று தேகத்தின் அகத்தும் புறத்தும் உள்ள கருவி கரணங்களின் தன்மைகளைச் சுடுதல் செய்து அறிவை மெலிவித்து ஆன்மாவை வெளிப்படுத்துவித்தற்கு முதற்காரணமாகிய விகற்ப மாயாகாரியப் பிண்டப்பகுதி நெருப்பு. கொலை என்பது, தேகத்தின் அகத்தும் புறத்தும் உள்ள கருவி கரணங்களைப் பல்வேறு கருவி கரணப் புடைபெயர்ச்சிகளால் பதைப்புண்டாகக் கலக்கஞ்செய்து அறிவை மெலிவித்து ஆன்மாவை வெளிப்படுத்துவித்தற்கு நிமித்தமாகிய விகற்ப பூதகாரியக் கொடுந்தொழில், பிணி என்பது, வாத பித்த சிலேட்டும விகற்பங்களால் மாறுபட்டு, தேகத்தின் அகத்தும் புறத்தும் உள்ள கருவி கரணங்களை நலிவுசெய்து அறிவை மெலிவித்து ஆன்மாவை வெளிப்படுத்துவித்தற்கு நிமித்தமாக நின்ற விகற்ப மாயாகாரியப் பிண்டப் பகுதி வேற்றுமை விளைவு. ஆபத்து என்பது, அகங்காரத்தாலும் மறதியாலும் கரும வேறுபாட்டாலும் தேகபோக அனுபவங்களைத் தடுக்கின்ற விக்கினங்கள். பயம் என்பது, தேக முதலிய கருவிகளுக்கு நட்டஞ் செய்வதாகிய விடயங்கள் நேரிட்டபோது கரணங்களுக்கும் அறிவுக்கும் உண்டாகின்ற நடுக்கம். இன்மை என்பது, கல்வி செல்வம் முதலிய கருவிகளைத் தற்சுதந்திரத்திற் பெறாமை. இச்சை என்பது அடையக் கருதிய விடயங்களில் அருமை குறித்து அவற்றை மேன்மேலும் கருதச் செய்கின்ற சித்தவிருத்தி என்று அறியவேண்டும்.

Traduzione

La fame è il fuoco all’interno del corpo fisico — un effetto della maya (illusione materiale) nelle sue diverse manifestazioni maya— che si manifesta nello stomaco a causa della mancanza di cibo. Essa consuma la natura degli strumenti e delle facoltà interne ed esterne del corpo (karuvi karanam), indebolisce l’intelletto e costituisce la causa primaria dell’espulsione dell’anima. L’uccisione è l’atto crudele — un effetto delle forze elementali mutevoli — che agita violentemente e traumatizza gli strumenti interni ed esterni del corpo attraverso i movimenti di varie armi e azioni fisiche. Essa indebolisce l’intelletto e costituisce la causa strumentale dell’espulsione dell’anima. La malattia è l’alterazione fisica che ne deriva — un effetto delle diverse manifestazioni di maya— che scaturisce dagli squilibri di vata, pitta e kapham (gli umori del vento, della bile e del catarro). Essa debilita gli strumenti interni ed esterni del corpo, indebolisce l’intelletto e costituisce la causa strumentale dell’espulsione dell’anima. Il pericolo si riferisce agli ostacoli che impediscono il godimento dei piaceri fisici a causa dell’ego, della dimenticanza e delle variazioni del karma. La paura è il tremore che insorge nelle facoltà e nell’intelletto di fronte a eventi che minacciano di distruggere il corpo e i suoi organi. L’indigenza è l’incapacità di acquisire autonomamente risorse quali l’istruzione e la ricchezza. Il desiderio va inteso come quella modifica mentale (citta vritti) che, fissandosi sulla rarità degli oggetti ricercati, spinge a pensarvi continuamente.

Commento

Le sofferenze che suscitano la nostra compassione sono forze distruttive che logorano sistematicamente un essere vivente. Le minacce più gravi — la fame, la violenza e la malattia — nascono da maya (illusione materiale) e consumano letteralmente le facoltà fisiche e mentali del corpo (karuvi karanam sconvolge il naturale equilibrio di vata, pitta e kapham (gli umori del vento, della bile e del catarro), mentre le trappole mentali come il desiderio ossessivo — un circolo vizioso di pensieri chiamato citta vritti (modificazione mentale) — paralizzano l’intelletto. Comprendere esattamente in che modo queste afflizioni distruggano una persona dall’interno rivela perché alleviare la loro sofferenza sia una necessità immediata e urgente.

La Gerarchia degli Ostacoli

Originale Tamil

இவற்றுள் பசி கொலை என்பவை இம்மைஇன்பம், மறுமை இன்பம், பேரின்பம் என்கிற மூன்றையும் தடுத்தலால் முதற்பட்ட தடைஎன்றும்; பிணி, பயம், ஆபத்து, இன்மை என்பவை இம்மை மறுமை இன்பங்களைச் சிறிது தடுத்தலால் இடைப்பட்ட தடை என்றும், ஆசை இம்மைஇன்பத்தைச் சிறிதுதடுத்தலால் கடைப்பட்ட தடை என்றும் அறியவேண்டும்.

Traduzione

Tra questi, occorre comprendere che la fame e l’uccisione costituiscono gli ostacoli primari, poiché impediscono il raggiungimento di tutti e tre: la felicità in questa vita, la felicità nella vita futura e la beatitudine suprema. La malattia, la paura, il pericolo e la povertà sono ostacoli intermedi, poiché impediscono parzialmente la felicità in questa vita e nella vita futura. Il desiderio è l’ostacolo più basso, poiché impedisce parzialmente la felicità in questa vita.

Commento

Alcune cause di sofferenza arrecano un danno ben maggiore al progresso spirituale dell’anima rispetto ad altre. La fame e la violenza rappresentano gli ostacoli peggiori in assoluto, poiché distruggono la possibilità di raggiungere la felicità non solo in questo mondo, ma anche nell’aldilà e nel conseguimento della beatitudine spirituale suprema. Altre difficoltà, quali la malattia, la paura o la povertà, sono dolorose ma limitano principalmente la nostra esistenza presente. I desideri ordinari sono considerati l’ostacolo meno distruttivo, poiché turbano solo temporaneamente la nostra felicità terrena.

Il Potere della Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

சீவகாருணியத்தின் வல்லபம் யாதென்றறியவேண்டில்:- பிற உயிர்களிடத்துப் பசி கொலை முதலியவற்றுள் எதனாற் காருணியந் தோன்றியதோ அதனால் அவ்வுயிர்கள் வருந்தாதபடி அதை நீக்குதற்கு முயல்விப்பது அதன் வல்லபமென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera comprendere il potere della compassione dell’anima: quando la compassione sorge nei confronti di altri esseri viventi a causa della fame, dell’uccisione o di simili situazioni, occorre comprendere che il suo potere risiede nel spingere a impegnarsi per eliminare quella specifica causa, affinché tali esseri non ne soffrano.

Commento

La vera compassione non è solo un’emozione; è una forza motrice che spinge all’azione. Quando si prova pietà per un essere vivente che subisce la fame o la violenza, il vero potere di quella compassione sta proprio in ciò che essa vi spinge a fare: intervenire, eliminare la causa della sofferenza e proteggere attivamente quell’essere da ogni pericolo.

Il Vantaggio della Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

சீவகாருணித்தின் பிரயோசனம் யாதென்றறியவேண்டில்:- உயிர்களுக்கு இன்பம் உண்டுபண்ணுவது அதன் பிரயோசனம் என்றறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera conoscere il beneficio della compassione spirituale, occorre comprendere che tale beneficio consiste nel donare gioia agli esseri viventi.

Commento

Lo scopo ultimo della compassione è semplice e diretto. Il suo vero risultato consiste nel portare attivamente gioia e sollievo agli esseri viventi.

Aspetti della Compassione Dell’Anima nella Sezione Successiva

Originale Tamil

இந்தச் சீவகாருணியத்தின் சொரூப ரூப சுபாவ வியாபக முதலியவைகள் மூன்றாவது பிரிவில் கண்டு கொள்ளப்படும்.

Traduzione

L’essenza, la forma, la natura intrinseca, la portata e altri aspetti di questa compassione dell’anima sono illustrati nella terza sezione.

Conclusione della Seconda Sezione

Originale Tamil

திருச்சிற்றம்பலம் ஜீவகாருண்ய ஒழுக்கம் இரண்டாவது பிரிவு முற்றிற்று

Traduzione

Thiruchitrambalam (La Sala Divina della Coscienza). Si conclude la seconda sezione della “Disciplina della Compassione dell’Anima”.

Commento

Con ciò si conclude la seconda sezione

Parte Terza

The Nature of Compassion

Jeeva Karunya Ozhukkham · Third Section — incomplete: all known manuscripts end mid-argument

Il Fondamento Dell’Affinità Spirituale

Originale Tamil

சீவகாருணியமாகிய ஆன்ம உருக்கம் உண்டாவதற்கு உரிமை எது என்றறியவேண்டில்:- சீவர்களெல்லாம் ஒரு தன்மையாகிய கடவுளியற்கை உண்மை ஏகதேசங்களாகிக் கடவுளருட்சத்தியால் பூதகாரிய தேகங்களில் வருவிக்கப்பட்டபடியால் இச்சீவர்களெல்லாம் ஓருரிமை இனத்தவர்களே யாகும். சகோதரர்களுள் ஒருவர் ஒரு ஆபத்தால் துக்கப்படுவதைக் கண்டபோதும் கேட்டபோதும் அறிந்தபோதும் – அவர் தேகம் தமது சகோதர தேகமென்று தெரிந்துகொண்ட – மற்றொரு சகோதரருக்கு உருக்கமுண்டாவது தேக உரிமையால் என்று அறிவதுபோல், ஒரு சீவன் ஒரு ஆபத்தால் துக்கப்படுவதைக் கண்ட போதும் கேட்டபோதும் அறிந்தபோதும் அந்த சீவனைத் தமது ஆன்ம இனம் என்று தெரிந்து கொண்ட மற்றொரு சீவனுக்கு உருக்கமுண்டாவது ஆன்மஉரிமை என்றறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera comprendere il fondamento da cui scaturisce quella compassione struggente dell’anima nota come Jeevakarunya: poiché tutti i jiva (esseri viventi) sono frammenti intrinseci dell’unica verità unificata della natura Divina e vengono introdotti in corpi elementali dal Potere della Grazia Divina, tutti questi jiva appartengono esattamente a un’unica famiglia affine. Proprio come comprendiamo che quando un fratello è in pericolo — vedendolo, sentendolo o venendone a conoscenza — un altro fratello prova una compassione struggente perché riconosce quel corpo come il corpo del proprio fratello, e ciò deriva dal legame di parentela fisica; così anche noi dobbiamo comprendere che quando un jiva è in pericolo — vedendolo, sentendolo o venendone a conoscenza — un altro jiva prova una compassione struggente perché riconosce quel jiva come un proprio parente spirituale, e ciò deriva dalla parentela spirituale.

Commento

Il motivo per cui dobbiamo provare compassione per gli altri è che siamo letteralmente legati a loro. Ogni essere vivente (jīva) è un frammento della stessa identica natura divina, il che ci rende tutti parte di un’unica, vasta famiglia spirituale. Proprio come ti affretti istintivamente ad aiutare tuo fratello che sta sanguinando perché condividete legami genetici, la vera compassione spirituale nasce quando ti rendi conto di condividere la stessa identica natura dell’anima con ogni creatura che soffre.

La Causa della Durezza di Cuore

Originale Tamil

சீவர்கள் துக்கப்படுவதைக் கண்டபோதும் சிலர் சீவகாருணியமில்லாமல் கடின சித்தர்களாக இருக்கின்றார்களே, இவர்களுக்கு ஆன்ம உரிமை இல்லாமற்போவது என்னென் றறியவேண்டில்:- துக்கப்படுகின்ற சீவரைத் தமது ஆன்ம இனமென்றும் துக்கப்படுகின்றாரென்றும் துக்கப்படுவாரென்றும் அறியத்தக்க ஆன்ம அறிவு என்கின்ற கண்ணானது அஞ்ஞான காசத்தால் மிகவும் ஒளிமழுங்கின படியாலும் அவைகளுக்கு உபகாரமாகக் கொண்ட மனமுதலான உபநயனங்களாகிய கண்ணாடிகளும் பிரகாசப் பிரதிபலித மில்லாமல் தடிப்புள்ளவைகளாக இருந்தபடியாலும் கண்டறியக் கூடாமையாயிற்று. அதனால் ஆன்மஉரிமை இருந்தும் சீவகாருணியமில்லாமல் இருந்ததென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera comprendere perché alcune persone rimangano dal cuore indurito e prive di compassione animica (Jeevakarunya) anche quando vedono soffrire gli esseri viventi, e perché sembrino prive di affinità animica: l’occhio della conoscenza animica, che è in grado di riconoscere gli esseri sofferenti come propri affini animici e di comprendere la loro sofferenza presente e futura, è fortemente offuscato dalla cataratta dell’ignoranza. Inoltre, gli occhiali destinati ad aiutare questo occhio — vale a dire le facoltà interiori quali la mente — sono spessi e privi di qualsiasi riflesso di luce, rendendo impossibile vedere e comprendere. Pertanto, occorre rendersi conto che, sebbene l’affinità spirituale esista intrinsecamente, essi rimangono privi di compassione spirituale.

Commento

Se la compassione è lo stato naturale dell’anima, perché alcune persone sono così dure di cuore? La risposta è una sorta di cecità interiore. L’«occhio» interiore che riconosce il nostro legame comune con gli altri è stato offuscato dall’ignoranza. La mente — che dovrebbe funzionare come un paio di occhiali trasparenti — è diventata troppo spessa e opaca per lasciar passare la luce dell’empatia. Il legame esiste ancora, ma queste persone hanno semplicemente perso la capacità di vederlo.

L’Efficacia della Compassione Spirituale

Originale Tamil

ஆனால் இந்த ஆன்மஉருக்கம் என்கின்ற சீவகாருணியத்திற்கு ஆற்றல் எவ்விடத்து உண்டாகுமென்று அறியவேண்டில்:- பசி கொலை பிணி முதலிய தடைகளில் எந்தத் தடைபற்றி சீவகாருணியந் தோன்றியதோ அந்தத் தடையை நிவர்த்தி செய்கின்ற விடத்துத்தான் சீவகாருணியத்திற்கு ஆற்ற லிருந்ததென்று அறியவேண்டும்.

Traduzione

Ma se si desidera sapere in quale ambito si manifesti il potere di questa empatia che scioglie l’anima, chiamata Jeevakarunya (compassione dell’anima), occorre comprendere che il potere della compassione dell’anima risiede proprio nell’atto di eliminare quella specifica afflizione — tra gli ostacoli quali la fame, l’uccisione, la malattia e simili — che ha provocato il sorgere della compassione dell’anima.

Commento

La compassione non è solo un sentimento di pietà; la sua vera forza risiede nell’azione. La Jeevakarunya (compassione per tutti gli esseri viventi) diventa efficace solo quando ci si impegna concretamente per eliminare la fame, la malattia o il pericolo che hanno causato la sofferenza di un altro essere.

Confutazione Dell’Argomento Secondo Cui la Sofferenza è Meramente Sensoriale

Originale Tamil

இதனால், \’சீவர்களுக்குப் பசி கொலை பிணி முதலியவற்றால் வருந் துன்பங்களெல்லாம் மனம் கண் முதலிய கரணேந்திரிய அனுபவங்களேயல்லது ஆன்ம அனுபவங்களல்ல; ஆகலில் சீவகாருணியத்தால் விசேஷ பிரயோசனமில்லையே\’ என்பார்க்கு உத்தரம் யாதென்றறிய வேண்டில்:- இந்தத் தேகத்தில் ஆன்மாவும் அறிவுக்கறிவா யிருக்கிற கடவுள்விளக்கமுந் தவிர, கரணம் இந்திரியம் முதலிய மற்றத் தத்துவங்களெல்லாம் மூடமாகிய கருவிகளேயல்லது அறிவாகிய ஆன்மாக்களல்ல. ஆகலில் சுகதுக்கங்களை அறிவாகிய ஆன்மாக்கள் அனுபவிக்குமே யல்லது மூடமாகிய தத்துவங்கள் அனுபவிக்க அறியா. மனமுதலாகிய கரணங்களும் கண்முதலாகிய இந்திரியங்களும் சீவர் வாழ்க்கைக்குக் கடவுள் அருளால் கட்டிக் கொடுக்கப்பட்ட சிறிய வீட்டின் கருவிகளாகும். இன்ப துன்பங்களை வீட்டிலிருக்கின்றவன் அனுபவிப்பானல்லது வீட்டின் கருவிகளாகிய மண் கல் மரம் கால் தீ நீர் முதலியவைகள் அனுபவிக்க அறியமாட்டா.

Traduzione

Se si desidera conoscere la risposta a coloro che sostengono: «Tutte le sofferenze che affliggono gli esseri viventi a causa della fame, dell’uccisione, della malattia e simili sono semplicemente esperienze delle facoltà interiori (karaṇa quali la mente e gli organi di senso (indriya) come l’occhio, e non esperienze dell’anima; pertanto, non vi è alcun beneficio particolare nella compassione per l’anima (Jeevakarunya)»: in questo corpo, ad eccezione dell’anima e dell’illuminazione divina che funge da intelligenza dietro l’intelligenza, tutte le altre componenti — quali le facoltà interiori e gli organi di senso — sono semplicemente strumenti inerti e non l’anima cosciente. Pertanto, solo l’anima cosciente prova gioia e dolore; le componenti inerti non possiedono la capacità di provarle. Le facoltà interiori come la mente e gli organi di senso come l’occhio sono semplicemente le componenti strutturali di una piccola casa, costruita e fornita per grazia di Dio per l’esistenza degli esseri viventi. Solo chi risiede all’interno della casa prova gioia e dolore; i materiali strutturali della casa, quali terra, pietra, legno, aria, fuoco, acqua e simili, non possono provare alcunché.

Commento

Alcuni sostengono che la sofferenza fisica riguardi solo il corpo e la mente, non l’anima eterna, e che pertanto alleviare il dolore fisico non rivesta importanza spirituale. Vallalar respinge completamente questa idea. Egli spiega che il corpo e la mente — i karaṇa (facoltà interiori) e gli indriya (organi di senso) — sono solo materiali inanimati, come il legno e la pietra utilizzati per costruire una casa. È l’anima cosciente che vive all’interno di quella casa a provare effettivamente il dolore, rendendo il sollievo da tale sofferenza una necessità profondamente spirituale.

Il Riflesso della Gioia e del Dolore nella Mente

Originale Tamil

அன்றியும் காசத்தினால் ஒளிமழுங்கப்பட்டு உபநயனங்களாகிய கண்ணாடியால் பார்க்கின்ற கண்கள் துன்ப விஷயத்தைக் கண்டபோது அக்கண்கள் நீர் சொரியுமே யல்லது கண்ணாடி நீர் சொரியாது. ஆகலில் ஆன்ம திருஷ்டிக்கு உபநயனங்களாக விருக்கிற மனமுதலிய கருவிகள் சுகதுக்கங்களை அனுபவிக்க அறியா வென்றறிய வேண்டும். ஒரு சீவனுக்குச் சுகம் நேரிட்டபோது மனம் மகிழ்கின்றது. துக்கம் நேரிட்டபோது மனந் தளர்கின்றது. என்றால் சுகதுக்கங்களை அம்மனம் அனுபவிப்பதாக அறியப்படாதோ என்பவர்க்கு உத்தரம் யாதென் றறியவேண்டில்:- பளிங்கு வீட்டினுள் இருக்கின்ற வீட்டுத் தலைவனுடைய தேகவிளக்கமும் தேகச்சோர்வும் அந்த வீட்டிற் பிரதிபலித்துப் புறத்தில் தோன்றுவது போலவும், கண்களின் மலர்ச்சியுஞ் சோர்வும் அக்கண்களிலிட்ட உபநயனங்களில் பிரதிபலித்துப் புறத்தில் தோன்றுவது போலவும், சுகதுக்கங்களால் ஆன்மாவுக்கு உண்டாகின்ற மகிழ்ச்சியும் தளர்வும் மனம் கண் முதலிய கரணேந்திரியங்களிற் பிரதிபலித்துப் புறத்தில் தோன்றுகின்றது.

Traduzione

Inoltre, quando gli occhi offuscati dalla cataratta osservano uno spettacolo doloroso attraverso gli occhiali che fungono da occhi ausiliari, sono solo gli occhi a versare lacrime; gli occhiali non versano lacrime. Pertanto, occorre comprendere che strumenti come la mente, che fungono da occhiali per la visione dell’anima, non provano né piacere né dolore. Quando la gioia giunge a un essere vivente (jiva), la mente gioisce. Quando sopraggiunge il dolore, la mente vacilla. Se si desidera conoscere la risposta a coloro che chiedono: «Se è così, ciò non dimostra forse che la mente stessa prova piacere e dolore?»: Proprio come lo splendore e l’esaurimento del corpo di un padrone che vive all’interno di una casa di vetro si riflettono su quella casa e appaiono all’esterno, e proprio come la lucentezza e la stanchezza degli occhi si riflettono negli occhiali che li coprono e appaiono all’esterno, così la gioia e l’indebolimento che sorgono nell’anima a causa del piacere e del dolore si riflettono negli strumenti interni (karana) e negli organi di senso (indriya), quali la mente e gli occhi, e appaiono all’esterno.

Commento

È naturale supporre che sia la nostra mente a provare felicità o tristezza, ma questo insegnamento ribalta completamente tale idea. La mente e gli organi di senso (indriya), come gli occhi, sono semplicemente strumenti (karana) che di per sé non provano nulla. L’anima (jiva, ovvero l’essere vivente) è l’unica vera soggetta all’esperienza. Proprio come una casa di vetro riflette solo la felicità o la tristezza della persona che vi abita, la nostra mente e il nostro corpo si limitano a manifestare la gioia o il dolore che in realtà si manifestano nel profondo dell’anima.

L’Analogia della Lampada in Casa

Originale Tamil

அன்றியும், ஒரு வீட்டினுள் வைத்த தீபமானது மிகுந்த விளக்கமுள்ளதாக விளங்குகின்றபோது அந்த வீடும் அந்த வீட்டின் கருவிகளும் மிகவும் விளக்கமுள்ளதாக விளங்குகின்றன. அந்தத் தீபம் விளக்கம் குறைகின்றபோது வீடும் வீட்டிலுள்ளவைகளும் விளக்கம் குறைகின்றன.

Traduzione

Inoltre, quando una lampada collocata all’interno di una casa emette una luce intensa, la casa e gli oggetti al suo interno risultano ben illuminati. Quando la luminosità di quella lampada diminuisce, la casa e gli oggetti al suo interno appaiono in penombra.

Commento

L’anima è l’unica fonte di luce che alimenta l’esperienza umana. Il corpo e la mente sono semplicemente la casa e i suoi arredi; non possiedono alcun potere proprio. Quando la consapevolezza dell’anima è luminosa, le nostre facoltà fisiche e mentali sono acute, ma quando quella luce interiore si affievolisce, tutto il resto svanisce con essa.

L’Anima come Vero Soggetto Dell’Esperienza

Originale Tamil

ஆகலில், சுகதுக்கங்கள் மனத்துக்கு அனுபவமல்ல வென்றும் ஆன்மாவுக்கே அனுபவமென்றும், அனுபவத்திற்குக் கரணேந்திரியங்கள் ஆன்மாவிற்கு உபகாரக் கருவிகள் என்றும் பிரமாணிப்பதே உத்தரமென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

Pertanto, occorre comprendere che la risposta autorevole stabilisce che il piacere e il dolore non sono esperienze della mente, bensì esperienze esclusivamente dell’anima. Per facilitare tale esperienza, le facoltà interiori e gli organi di senso fungono semplicemente da strumenti di supporto per l’anima.

Commento

Di solito pensiamo che siano la nostra mente o il nostro corpo a provare piacere e dolore, ma secondo questo insegnamento è solo l’anima a sperimentarli realmente. I sensi fisici e la mente sono semplicemente strumenti che raccolgono informazioni e trasmettono l’esperienza all’anima.

La Causa della Sofferenza delle Anime

Originale Tamil

கடவுளால் சிருஷ்டிக்கப்பட்ட சீவர்களில் அனேகர் பசி கொலை பிணி முதலியவற்றால் மிகவுந் துன்பப்படுவது எதனாலென்றறிய வேண்டில்:- முன் தேகத்தில் சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தை விரும்பாமல் விட்டுக் கடின அறிவுள்ளவர்களாகித் துன்மார்க்கத்தில் நடந்த சீவர்களாதலால் கடவுள் விதித்த அருளாக்கினைப்படி பசி கொலை பிணி முதலியவற்றால் மிகவுந் துன்பப்படுகின்றார்களென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere perché molte delle anime create da Dio soffrono enormemente a causa della fame, dell’omicidio, delle malattie e simili: si deve sapere che esse soffrono enormemente a causa della fame, dell’omicidio, delle malattie e simili in conformità al decreto misericordioso stabilito da Dio, poiché nel loro corpo precedente hanno abbandonato la disciplina della compassione verso le anime (Jiva-Karunya), sono diventate insensibili e hanno intrapreso una via malvagia.

Commento

L’intensa sofferenza che osserviamo nel mondo — quali la fame, le malattie e la violenza — è il risultato diretto di una mancanza di compassione in una vita passata. Quando un’anima (jīva) si indurisce e abbandona la Jeevakarunya (compassione per tutti gli esseri viventi), va incontro a gravi conseguenze. Tuttavia, questa sofferenza non è una crudeltà casuale; è un «decreto misericordioso» di Dio, inteso a correggere l’anima e a ricondurla verso l’amore.

L’Esistenza di un Corpo Precedente

Originale Tamil

முன்தேகம் உண்டென்பது எப்படியென் றறியவேண்டில்:- ஒரு வீட்டில் குடிக்கூலி கொடுத்துக் குடியிருக்க வந்த ஒரு சமுசாரி அதற்கு முன்னும் வேறொரு வீட்டில் குடிக்கூலி கொடுத்துக் குடித்தனம் செய்திருந்தானென்றும், வீடில்லாமல் குடித்தனம் செய்ய மாட்டானென்றும், பின் வந்த வீட்டிலும் கலகம் நேரிட்டால் திரும்ப வேறொரு வீட்டில் குடிபோவா னென்றும், தனக்கென்று சுதந்தரமாக ஒரு வீடு கட்டிக்கொண்டால் முன்போல் குடிக்கூலி கொடுத்துக் குடிபோவதைத் தவிர்வா னென்றும் அறிவதுபோல; இந்தத் தேகத்தில் ஆகாரக்கூலி கொடுத்துக் குடியிருக்க வந்த சீவன் இதற்கு முன்னும் வேறொரு தேகத்தில் அந்தக்கூலி கொடுத்துச் சீவித்திருந்தா னென்றும், தேகமில்லாமல் சீவித்திருக்க மாட்டானென்றும், இந்தத் தேகத்திலும் கலகம் நேரிட்டால் இன்னும் வேறொரு தேகத்திற் குடிபோவா னென்றும், தனக்கென்று சுதந்தரமாக நித்தியமாகிய அருட்டேகத்தைப் பெற்றுக்கொண்டால் பின்பு வேறொரு தேகத்தில் குடிபோக மாட்டானென்றும் அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera sapere in che modo esista un corpo precedente: proprio come si sa che un capofamiglia che si trasferisce in una casa pagando l’affitto aveva precedentemente vissuto in un’altra casa pagando l’affitto, che non vivrà senza una casa, che se dovessero sorgere problemi nella casa attuale si trasferirà nuovamente in un’altra casa e che, se costruirà una casa propria, eviterà di trasferirsi e di pagare l’affitto come in precedenza; allo stesso modo, si deve comprendere che il jiva (l’anima) che viene a risiedere in questo corpo pagando l’affitto del cibo aveva precedentemente vissuto in un altro corpo pagando lo stesso affitto, che l’anima non vivrà senza un corpo, che se dovessero sorgere problemi in questo corpo l’anima si trasferirà in un altro corpo ancora, e che se l’anima ottiene autonomamente per sé il corpo eterno della Grazia, da quel momento in poi non si trasferirà più in un altro corpo.

Commento

Il viaggio dell’anima è simile a quello di un inquilino che si trasferisce di casa in casa. Proprio come un inquilino paga l’affitto per vivere in un edificio, l’anima (jiva) paga l’«affitto» del cibo per vivere nel corpo fisico. Ha già abitato in altri corpi in passato, si trasferirà in uno nuovo quando questo corpo cesserà di funzionare e smetterà di spostarsi solo quando avrà finalmente conquistato la propria dimora permanente: il corpo eterno e immortale della Grazia.

L’Errore degli Argomenti Materialisti

Originale Tamil

சிலர் முன்தேகம் எடுத்ததும் பின்தேகம் எடுப்பதும் இல்லை. இப்பொழுது எடுத்த தேகம் அழிந்தால் தேகியும் அழிந்துவிடுவானென்றும், சிலர் முத்தியடைவா னென்றும், சிலர் பாவ புண்ணியங்களை எக்காலத்தும் அனுபவிப்பா னென்றும், சிலர் தேகம் இல்லாமல் தேகம் அழிந்தவிடத்தி லிருப்பானென்றும் பலவாறு வாதிப்பது எதனாலென்றறியவேண்டில்:- அவரவர்களும் தேகமே ஆன்மாவென்றும் போகமே முத்தியென்றும் கொள்ளப்பட்ட லோகாயத மதத்தாரது கொள்கைக்குச் சம்பந்தப்பட்டவர்க ளாதலால், மூடமாகிய தேகத்தில் அறிவாகிய ஆன்மா ஒருவன் உண்டென்றும் அவனுக்குப் பந்த முத்தி உண்டென்றும் முத்தியடைகின்ற பரியந்தம் பந்த விகற்பத்தால் வேறுவேறு தேகத்தை எடுப்பானென்றும் பிரத்யட்ச அனுமான முதலிய பிராமணங்களால் உண்மையை அறிந்துகொள்ள மாட்டாதவர்க ளென்றும், அவர்கள் கொள்கைக்குப் பிரமாணமும் யுக்தியும் அனுபவமும் இல்லை யென்றும் அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera comprendere perché le persone sostengano tesi diverse — alcuni affermando che non esiste né un corpo passato né un corpo futuro; altri sostenendo che, quando il corpo attuale viene distrutto, anche l’anima che lo abita viene distrutta; altri ancora sostenendo che si raggiunga la liberazione al momento della morte; altri che si sperimentino eternamente i frutti dei peccati e delle virtù; e altri infine che l’anima rimanga incorporea proprio nel luogo in cui il corpo è perito — è necessario comprendere quanto segue. Tutte queste persone sono legate alle dottrine della religione Lokayata (materialista), la quale afferma che il corpo stesso è l’anima e che il godimento mondano stesso è la liberazione. Di conseguenza, essi non possono comprendere la verità attraverso mezzi di conoscenza validi, quali la percezione diretta e la deduzione. Non riescono a comprendere che all’interno del corpo ignorante esiste un’anima cosciente, che la schiavitù e la liberazione si applicano ad essa e che, finché non raggiunge la liberazione, essa assume vari corpi, guidata dalle modificazioni della propria schiavitù. È necessario comprendere che le loro dottrine sono completamente prive di prove valide, di ragionamento logico e di esperienza diretta.

Commento

La convinzione che la morte rappresenti la fine assoluta dell’esistenza deriva da una visione del mondo fondamentalmente materialista. Questa filosofia, nota storicamente come Lokayata, sostiene che il corpo fisico sia l’unica realtà esistente e che la ricerca dei piaceri terreni costituisca l’unica vera liberazione. Considerando un involucro fisico temporaneo come la verità ultima, questa mentalità trascura completamente la presenza al suo interno di un’anima eterna e cosciente, giungendo a conclusioni prive sia di logica che di esperienza diretta.

La Causa della Diversità dei Corpi e delle Esperienze

Originale Tamil

இல்லை யென்பது எப்படி யென் றறியவேண்டில்:- சீவர்கள் தங்கள் தங்கள் சுதந்தரத்தாலே தேக போகங்களை யடைகின்றார்களென்றால், தங்கள் தங்கள் இச்சைக் கடுத்த தேகங்களையும் போகங்களையும் அடையவேண்டும். அப்படி யின்றிச் சிலர் இச்சைக்கடுத்த பழுதற்ற அங்கமுள்ளவர்களாகவும் சுகங்களை யனுபவிக்கின்றவர்களாகவும் சிலர் இச்சைக்குஅடாத பழுதுள்ள அங்கமுள்ளவர்களாகவும் துக்கங்களை அனுபவிக்கின்றவர்களாகவும் இருக்கின்றார்கள். ஆகலில், சீவர்கள் தேகபோகங்களைத் தங்களிச்சையால் அடைந்தவர்களல்லவென்றும்; அவரவர்கள் அப்படி அப்படி யடைவது இயற்கை என்றால், இயற்கை என்பது எக்காலத்தும் வேறுபடாமல் ஒரு தன்மையாக இருத்தல் வேண்டும் அப்படி ஒரு தன்மையாக இராமல் பல வேறுவகைப்படுதலால் இயற்கையல்ல வென்றும்; கடவுள் இச்சை யென்றால் கடவுள் கருணையும் நீதியும் உடையவராதலில் எல்லாச் சீவர்களுக்கும் ஒரு தன்மையாகச் சுக அனுபவங்களையே அடைவிக்கவேண்டும்; அப்படி யடைவிக்காமையால் கடவுளிச்சை யல்ல வென்றும்; கடவுளருளால் சிருஷ்டித்த முதல் சிருஷ்டியில் தமது இயற்கையின்பத்தை அடையும்படி விதித்த விதிகளைப் பழமையாகிய மல வாசனையால் முயற்சி தவறினபடியால், அந்த அநாதிமல வாசனையின் முயற்சி பேதங்களால் பின் பல தேச போகங்கள் இரண்டாவது சிருஷ்டியில் நேரிட்ட தென்றும் பிரமாணித் தறிய வேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera comprendere perché ciò non sia vero: se le anime ottenessero corpi ed esperienze grazie alla propria autonomia, dovrebbero ottenere corpi ed esperienze che corrispondessero perfettamente ai propri desideri. Tuttavia, ciò non avviene; alcune possiedono arti perfetti che corrispondono ai loro desideri e provano piacere, mentre altre possiedono arti imperfetti, contrari ai loro desideri, e provano sofferenza. Pertanto, le anime non ottengono corpi ed esperienze attraverso i propri desideri. Se si sostiene che il fatto che ogni anima raggiunga il proprio stato sia semplicemente opera della natura, la natura dovrebbe rimanere sempre uniforme e immutabile. Poiché non è uniforme, ma si manifesta in molti modi diversi, non si tratta semplicemente di natura. Se si sostiene che sia la volontà di Dio, poiché Dio possiede compassione e giustizia, Egli dovrebbe fare in modo che tutte le anime raggiungano uniformemente solo esperienze piacevoli. Poiché Egli non fa ciò, non si tratta della volontà diretta di Dio. Piuttosto, si deve stabilire e comprendere che nella prima creazione, plasmata dalla grazia di Dio, le anime fallirono nei loro sforzi di seguire le regole stabilite per raggiungere la loro beatitudine naturale a causa delle antiche tracce di impurità (mala-vasana). Di conseguenza, a causa delle variazioni nei loro sforzi determinate da queste tracce di impurità senza inizio, nella successiva seconda creazione si verificarono ambienti ed esperienze diversi.

Commento

Perché le persone vivono esperienze così diverse, con alcune che affrontano gravi difficoltà mentre altre godono di salute e agiatezza? Se potessimo scegliere il nostro corpo, tutti opterebbero per la perfezione; se la natura cieca ne fosse responsabile, ogni forma di vita sarebbe uniforme; e se Dio determinasse direttamente ogni esito, un Dio compassionevole donerebbe solo gioia. Invece, queste differenze derivano dal passato stesso dell’anima. All’inizio, alle anime fu data l’opportunità di sperimentare la beatitudine naturale, ma non vi riuscirono a causa del mala-vasana (antiche tracce di impurità), e le loro diverse difficoltà in quel primo momento crearono la vasta diversità di esperienze che vediamo oggi nel mondo.

La Natura Eterna Dell’Anima

Originale Tamil

எடுத்துக்கொண்ட தேகம் தவறினால் வேறு தேகம் எடுப்பதில்லையென்றால், முதல் சிருஷ்டி தொடங்கி இதுவரையில் அழிந்த தேகங்களுக்கு அளவில்லை. அப்படியே ஆன்மாக்களுக்கும் அளவில்லை; ஆகவே இனி ஆன்மாக்கள் தேகங்களை எடுக்காமலிருக்க வேண்டும். அப்படியில்லை; தேகங்களை எடுத்துக்கொண்டே யிருக்கிறார்கள். ஆயின் ஆன்மாக்களை நூதன நூதனமாகச் செய்து அது அதற்கு நூதன நூதனமாகத் தேகங்களை வருவிப்பதென்றால்; நூதன நூதனமாகத் தேக மாத்திரம் செய்யக்கூடும்; தேகத்துள்ளிருக்கிற ஆன்மாவை நூதனமாகச் செய்யப்படாது; ஆன்மா எக்காலத்தும் உள்ளதாய் விளங்கப்பட்டது. அது தோன்றுதலும் அழிதலுமில்லை. அதை ஆக்கவும் அழிக்கவும் படாது. ஆன்மாக்களும் குடத்தைப்போல் செய்யப்பட்ட தானால், சுக துக்கங்களை அனுபவிக்க அறியாது, புண்ணிய பாவங்களை அடைய மாட்டாது. குடம் அழிவதுபோல் அழிந்து போய்விடும். அழியுமானால், பந்த முத்திகளுமில்லை; புண்ணிய பாவங்களு மில்லை. ஆகலால் குடம் உடைகின்ற போது குடத்தினுள் இருந்த காற்றும் ஆகாயமும் உடையாமலிருப்பது சிறுவர்களுக்கும் தெரியும். ஆகலில் தேகம் அழியும் போது தேகத்தினுள் இருக்கின்ற ஆன்ம விளக்கமும் கடவுள் விளக்கமும் அழியாதென்றும், ஆன்மாக்கள் முயற்சி பேதத்தால் தேக போக பேதங்களை யடைவது உண்மையென்றும் யுக்தியால் அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se un’anima non assumesse un altro corpo quando quello che ha assunto perisce, allora i corpi distrutti dalla prima creazione fino ad oggi sarebbero innumerevoli. Allo stesso modo, anche le anime sarebbero innumerevoli; pertanto, in futuro le anime dovrebbero rimanere senza assumere corpi. Ma non è così; esse continuano ad assumere corpi. Se si sostenesse che le anime vengono continuamente create ex novo e che per esse vengono continuamente generati nuovi corpi, sarebbe possibile solo creare continuamente nuovi corpi; l’anima all’interno del corpo non può essere creata ex novo. Si ritiene che l’anima esista eternamente. Non ha né origine né distruzione. Non può essere né creata né distrutta. Se le anime fossero fabbricate come un vaso, non saprebbero come provare piacere e dolore, né accumulerebbero merito e demerito. Perirebbero proprio come perisce un vaso. Se perissero, non ci sarebbe né schiavitù né liberazione; non ci sarebbe né merito né demerito. Persino i bambini sanno che quando un vaso si rompe, l’aria e lo spazio al suo interno non si rompono. Pertanto, si deve logicamente comprendere che quando il corpo perisce, la luce dell’anima e la luce di Dio presenti nel corpo non periscono, ed è un dato di fatto che le anime raggiungano corpi ed esperienze diversi in base ai loro vari sforzi.

Commento

L’anima non è un oggetto fabbricato, creato alla nascita e distrutto alla morte. Se le anime fossero semplicemente plasmate come vasi di argilla, non sarebbero in grado di provare piacere e dolore né di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Vallalar ricorre a un semplice paragone: quando un vaso va in frantumi, l’aria e lo spazio al suo interno rimangono completamente intatti. Esattamente allo stesso modo, quando il corpo fisico muore, l’anima eterna e la luce divina che essa racchiude sopravvivono intatte, trasferendosi in un nuovo corpo in base alle azioni compiute in passato.

Le Prove della Rinascita

Originale Tamil

ஒரு தாய்தந்தைகளுக்கு ஒரு காலத்தில் இரட்டைப் பிள்ளை பிறக்கின்றது. அவற்றில் ஒரு பிள்ளை சிவந்தது. ஒரு பிள்ளை கறுத்தது. ஒரு பிள்ளை அங்கப் பழுதுள்ளது, ஒரு பிள்ளை அங்கப்பழுதில்லாதது; ஒரு பிள்ளை பால் குடிக்கின்றது, ஒரு பிள்ளை பால் குடிக்கில் சத்தி\* பண்ணுகின்றது. ஒரு பிள்ளை வியாதியுள்ளது. ஒரு பிள்ளை வியாதியில்லாதது; ஒரு பிள்ளை இரண்டு வயதில் பேசுகின்றது. ஒரு பிள்ளை பேசத் தெரியாம லிருக்கின்றது. இந்த இரட்டைப் பிள்ளைகளுக்கு இந்த பேதம் இவ்விடத்தில் யாதொரு ஏதுக்களு மில்லாமல் வந்ததை ஊன்றி விசாரிக்கில், முன் பிறப்பில் எடுத்த தேகத்தின் கர்மமாகிய முயற்சி பேதங்களென்றும்; இந்த இரட்டைப் பிள்ளைகளுக்கு மூன்று வயதில் விளையாடும்போது தாய்தந்தைகள் தனித்தனி கொடுத்த தின்பண்டங்களை வைத்துத் தின்னுகிற தருணத்தில், இவ்விரண்டு பிள்ளைகளும் தவிர வேறு பிள்ளையொன்று வந்தால் அதைக் கண்டு இவ்விருவரில் ஒரு பிள்ளை தன் கையிலிருக்கின்ற தின்பண்டத்தைக் கொடுக்கின்றது. மற்றொரு பிள்ளை கொடுக்கப்படாதென்று தடுக்கின்றது. ஒரு பிள்ளை புத்தகத்தை எடுத்துச் சிறுவர் படிக்கின்றது போல் படிக்கின்றது, மற்றொரு பிள்ளை புத்தகத்தைப் பிடுங்கியெறிந்து படிக்கப்படாதென்று அடிக்கின்றது. ஒரு பிள்ளை பயப்படுகின்றது. மற்றொரு பிள்ளை பயப்படாம லிருக்கின்றது. இப்படியே இந்தப் பிள்ளைகளுக்குத் தயை அன்பு அறிவு செய்கை முதலியவைகள் தாய் தந்தையர்கள் கற்பியாத காலத்திற்றானே உள்ளதாகவும் இல்லதாகவும் எப்படி வந்ததென்று ஊன்றி விசாரிக்கத் தொடங்கில் இந்த இரண்டு பிள்ளைகளுக்கும் முன் பிறப்பில் எடுத்த தேகத்திலிருந்த வாசனை இந்தப் பிறப்பில் இந்தத் தேகத்தில் கற்பியாமல் வந்ததென்றும் அனுபவத்தால் கருதி யறியவேண்டும். இப்படி யறிந்தால் சீவர்களுக்கு முன்னும் பின்னும் தேகமுண்டென்பது நன்றாகத் தெரியும். இப்படி யறியமாட்டாமையால் பிறப்பில்லை என்கின்றார்களென் றறியவேண்டும்.

Traduzione

Due gemelli nascono da una coppia di genitori in un unico momento. Di questi, un bambino ha la carnagione chiara e l’altro ha la carnagione scura. Uno dei due presenta un difetto fisico, mentre l’altro ne è privo; uno beve latte, mentre l’altro vomita quando lo beve. Uno è affetto da una malattia, mentre l’altro ne è esente; uno parla all’età di due anni, mentre l’altro non sa parlare. Se si indaga a fondo su come si siano verificate queste differenze in questi gemelli in questo contesto senza alcuna causa apparente, ci si rende conto che si tratta di differenze nell’impegno — vale a dire, il karma del corpo accumulato in una vita precedente. Mentre giocano all’età di tre anni, quando questi gemelli stanno per mangiare il cibo dato loro individualmente dai genitori, se un altro bambino si avvicina a loro, uno dei gemelli se ne accorge e offre il cibo che ha in mano. L’altro bambino lo ferma, dicendogli di non darlo. Un bambino prende un libro e legge come fanno i bambini più grandi, mentre l’altro glielo strappa di mano e lo getta via, colpendo il primo bambino e dicendogli di non leggere. Un bambino è timoroso. L’altro è intrepido. Pertanto, se si inizia a indagare a fondo su come la compassione, l’amore, l’intelligenza, l’azione e simili siano venuti a essere presenti o assenti in questi bambini ancor prima che i loro genitori glieli insegnassero, si deve comprendere per esperienza che le tendenze latenti (vasana) provenienti dai corpi assunti in una vita precedente si sono manifestate in questi corpi, in questa vita, senza che fossero state insegnate. Se si comprende questo, diventa perfettamente chiaro che le anime (jiva) possiedono corpi sia prima che dopo questa vita. Bisogna comprendere che le persone sostengono che non esista la rinascita proprio perché non riescono a rendersi conto di questo.

Commento

Le personalità e i tratti fisici distinti dei gemelli costituiscono una prova del fatto che abbiamo già vissuto in passato. Anche quando i bambini hanno esattamente gli stessi genitori e la stessa educazione, uno potrebbe essere generoso per natura mentre l’altro è egoista. Poiché questi tratti si manifestano molto prima che i genitori possano insegnarli, vengono identificati come vasanas— tendenze profondamente radicate tramandate da una vita precedente. Allo stesso modo, le differenze fisiche sono il risultato del karma, ovvero gli effetti accumulati delle azioni compiute nei corpi passati.

Il Passaggio Dell’Anima in Altri Corpi

Originale Tamil

அன்றி, இந்தத் தூலதேகம் அழியாமலிருக்கிறபோதே சொப்பனத்தில் ஆன்மா வேறு தேகமெடுத்துப் பல பல விசித்திரங்களையனுபவிக்கின்ற தானால், இந்தத் தேகம் நீங்கும் போது வேறு தேகமெடுத்து வாசனைக் கடுத்த அனுபவங்களை அனுபவிக்கு மென்பதைச் சொல்லவேண்டுவ தில்லை. அன்றி, சித்தி விசேஷத்தால் இந்தத் தேகத்திலிருந்த ஒருவன் இந்தத் தேகத்தைவிட்டு வேறு தேகத்திற்குப் பிரவேசிக்கின்றான் என்றால், இந்தத் தேகம் அழியும்போது இதிலிருந்த ஆன்மா கன்ம பேதத்தால் வேறு தேகத்தில் பிரவேசிக்கு மென்பதைச் சொல்ல வேண்டுவதில்லை.

Traduzione

Inoltre, anche mentre questo corpo grossolano rimane intatto, se l’anima assume un altro corpo in sogno e vive molteplici e variegate meraviglie, è ovvio che, quando questo corpo perirà, l’anima ne assumerà un altro e vivrà esperienze in accordo con le sue impressioni latenti (vasana). Inoltre, se chi dimora in questo corpo può lasciarlo ed entrare in un altro corpo grazie al potere speciale della perfezione mistica (siddhi), è ovvio che, quando questo corpo perirà, l’anima che vi risiede entrerà in un altro corpo in base alle differenze del proprio karma.

Commento

La capacità dell’anima di lasciare il corpo fisico è qualcosa che sperimentiamo già nei sogni. Quando dormiamo, assumiamo una forma temporanea e viviamo esperienze vivide basate sui nostri vasanas (impressioni mentali latenti), anche mentre il nostro corpo fisico giace completamente immobile. Questa stessa mobilità si riscontra nei siddhi (perfezioni mistiche), dove si dice che i praticanti spirituali avanzati trasferiscano consapevolmente la propria coscienza in un altro corpo. Se l’anima può abitare temporaneamente forme diverse mentre siamo in vita, essa passerà naturalmente in un nuovo corpo in base alle sue azioni passate quando il corpo attuale morirà.

Analogie sulla Trasmigrazione

Originale Tamil

அன்றி, ஒரு பட்சியானது கால வேற்றுமையாலும் குண வேற்றுமையாலும் முன் முட்டை என்கின்ற ஒரு தேகத்திலிருந்து பின்பு குஞ்சு என்கின்ற மற்றொரு தேகத்தில் வருகிறதானால், ஆன்மாக்கள் கர்ம பேதத்தால் இந்தத் தேகத்திலிருந்து வேறு தேகத்தில் வருமென்பது சொல்லவேண்டுவதில்லை. அன்றி, ஒரு குளவியால் ஒரு கிருமி புழுவென்கின்ற தேகத்திலிருந்து குளவியென்கின்ற தேகத்தில் வருமேயானால், கருமத்தினால் ஒரு ஆன்மா ஒரு தேகத்திலிருந்து மற்றொரு தேகத்தில் வருமென்பதைச் சொல்லவேண்டுவதில்லை.

Traduzione

Inoltre, se un uccello, a causa dei cambiamenti nel tempo e nelle caratteristiche, passa da un corpo precedente, chiamato uovo, a un corpo successivo, chiamato pulcino, è ovvio che le anime, a causa delle differenze nel karma (azioni passate), passeranno da questo corpo a un altro. Inoltre, se un verme, sotto l’influenza di una vespa, passa da un corpo denominato larva a un corpo denominato vespa, è ovvio che un’anima, guidata dal karma, passerà da un corpo a un altro.

Commento

La rinascita è naturale quanto la metamorfosi biologica. Proprio come un uovo si trasforma in un uccello, o una larva diventa una vespa, l’anima si libera di una forma per assumere un’altra. Questa trasformazione continua è guidata dal karma, ovvero dai risultati accumulati delle nostre azioni passate.

Le Prove a Favore della Rinascita Attraverso la Trasformazione Fisica

Originale Tamil

அன்றி, ஒரு ஆன்மா ஒரு பிறப்பிற்றானே சிசுதேகத்திலிருந்து பாலதேகத்திலும் பாலதேகத்திலிருந்து வாலிபதேகத்திலும் வாலிப தேகத்திலிருந்து வார்த்திப தேகத்திலும் வருமானால், அந்த ஆன்மா கன்மபேதத்தால் வேறு பிண்டதேகத்தில் வருமென்பதைச் சொல்ல வேண்டுவதில்லை. அன்றி, மந்திர தந்திர பேதத்தால் ஒரு பிறப்பிற்றானே பெண் தேகத்திலிருந்து ஆண் தேகத்திலும் ஆண்தேகத்திலிருந்து பெண்தேகத்திலும் ஆன்மாக்கள் வருமானால், கர்மபேதத்தால் வேறு தேகம் எடுக்கும் என்பது சொல்ல வேண்டுவதில்லை.\*\*

Traduzione

Inoltre, se un’anima, nell’ambito di una singola incarnazione, passa da un corpo di neonato a quello di bambino, da quello di bambino a quello di giovane e da quello di giovane a quello di anziano, è ovvio che essa entrerà in un corpo fisico diverso a causa delle variazioni del karma. Inoltre, se le anime, nell’arco di una singola vita, possono passare da un corpo femminile a uno maschile e da uno maschile a uno femminile attraverso diversi mantra e tantra, è ovvio che assumeranno un corpo diverso a causa delle variazioni del karma.

Commento

L’anima si incarna già in diversi corpi nel corso di una singola vita umana. Passiamo dall’infanzia alla giovinezza e infine alla vecchiaia, abbandonando le vecchie forme per assumerne di nuove. Se accettiamo che la nostra forma fisica cambi costantemente pur rimanendo la stessa persona, è del tutto naturale che l’anima, dopo la morte, assuma un corpo completamente nuovo in base alle sue azioni passate.

Trasmigrazione delle Anime tra le Specie

Originale Tamil

அன்றி, ஒரு தாவர தேகத்திலிருந்த ஆன்மாவானது அந்தத் தேகத்திற்றானே மரகதக்கிருமி என்கின்ற புழுதேகத்தில் வருகின்றது. அன்றி, ஓர் எறும்பானது அந்தத் தேகத்திலிருந்தே பிபீலிக பட்சி என்கின்ற தேகத்தில் வருகின்றது. அன்றி ஓர் பாம்பானது அந்தத் தேகத்திலிருந்தே சர்ப்ப பட்சியென்கின்ற வேறொரு தேகத்தில் வருகின்றது.

Traduzione

Inoltre, un’anima in un corpo vegetale passa direttamente da quel medesimo corpo a un corpo di verme denominato “verme smeraldino”. Inoltre, una formica passa direttamente da quel corpo a un corpo denominato “uccello-formica”. Inoltre, un serpente passa direttamente da quel corpo a un altro corpo denominato “uccello-serpente”.

Commento

Il percorso dell’anima attraverso diverse forme di vita è estremamente specifico. Quando un corpo fisico muore, l’anima non si limita semplicemente a fluttuare via in modo casuale, ma entra direttamente in una nuova forma, passando talvolta immediatamente da preda a predatore. Ciò crea una catena continua e ininterrotta di evoluzione fisica che attraversa i regni animale e vegetale.

Anime che Assumono Nuovi Corpi

Originale Tamil

இப்படியே மனிதர் மிருகம் பறவை ஊர்வன நீர்வாழ்வன தாவர முதலிய அந்தந்தத் தேகங்களிலிருக்கின்ற ஆன்மாக்கள் அந்தந்தத் தேகத்திலிருந்தே வேறு தேகங்களை யெடுக்கின்றனவானால், அந்தந்தத் தேகங்க ளழியும்போது வேறு தேகங்க ளெடுக்குமென்பது சொல்லவேண்டுவதில்லை.

Traduzione

Allo stesso modo, se le anime che risiedono nei rispettivi corpi degli esseri umani, degli animali, degli uccelli, dei rettili, delle creature acquatiche, delle piante e simili assumono altri corpi dall’interno di quei stessi corpi, è ovvio che ne assumeranno altri quando i rispettivi corpi periranno.

Commento

L’anima non muore quando la forma fisica cessa di esistere. Proprio come la vita attraversa continui cambiamenti e fasi all’interno di un unico corpo, la morte non è altro che il momento in cui l’anima passa a abitare un corpo completamente nuovo.

Risposte agli Scettici in Merito alle Vite Passate

Originale Tamil

சிலர் \’முன்தேகம் உண்டென்பது உண்மையானால், அந்தத் தேகத்தில் நீ யார்? உன் சரிதமெது? சொல்\’ என்கின்றார்களே; அவர் கேள்விக்கு உத்தரம் என்னென்றறிய வேண்டில்:- எழுபது வயதுள்ள ஒருவனைப் பார்த்து \’உனக்கு ஐந்து வயதில் உன்சரித்திரம் என்ன\’ வென்று கேட்டபோது, \’நேற்றைப் பொழுதில் நடந்த என் சரித்திரம் இன்றைப் பொழுதில் அவஸ்தையால் சொல்லத் தெரியாது விழிப்பே னென்றால், என் ஐந்து வயதின் சரித்திரத்தை எப்படிச் சொல்ல மாட்டுவேன்? நீ எப்படிக் கேட்கக்கூடும்?\’ என்கின்றான். ஒரு பிறப்பில் நடந்த அவனது சரித்திரங்களையே அவஸ்தை பேதங்களால் அறிந்து சொல்ல மாட்டாமல் திகைப்புண்டான தென்றால், முன் தேகத்தில் நடந்த சரித்திரங்களை அநேக அவஸ்தையில் திகைக்கின்ற நாம் எப்படியறிந்து சொல்லக் கூடும் என்பதே உத்தரம் என்றறியவேண்டும்.\*\*\*

Traduzione

Alcuni chiedono: «Se è vero che hai avuto un corpo precedente, chi eri in quel corpo? Qual è il tuo ricordo? Raccontacelo». Se si desidera conoscere la risposta alla loro domanda: quando a un uomo di settant’anni viene chiesto: «Che ricordo ha di quando aveva cinque anni?», egli risponde: «Se già oggi sono disorientato, incapace di raccontare i miei ricordi di ieri a causa dei mutevoli stati di coscienza (avasthai), come potrei mai raccontare i ricordi di quando avevo cinque anni? Come puoi anche solo pormi una domanda del genere?». Se una persona è disorientata, incapace di comprendere e di raccontare i propri ricordi nell’ambito di una singola vita a causa di questi stati mutevoli, si deve comprendere che la risposta è: «Come potremmo noi, che siamo disorientati da innumerevoli stati mutevoli, conoscere e raccontare i ricordi relativi a un corpo precedente?».

Commento

È naturale esigere prove delle vite passate chiedendo ricordi specifici di chi eravamo un tempo. L’incapacità di ricordare, tuttavia, riflette semplicemente i limiti della memoria umana e i nostri stati di coscienza (avasthai) in costante mutamento. Se una persona non riesce a ricordare chiaramente ciò che ha fatto ieri o quando aveva cinque anni, è impossibile aspettarsi che ricordi eventi di una vita completamente diversa. Dimenticare una vita passata non significa che essa non sia mai esistita; significa semplicemente che la mente è troppo mutevole per conservarne il ricordo.

La Continuità del Karma tra i Diversi Corpi

Originale Tamil

சீவர்கள் முன்தேகத்திலே செய்த புண்ணிய பாவ கர்மங்கள் இந்தத் தேகத்திலும் வரும் என்பது எப்படி என்று அறிய வேண்டில்:- ஒரு சமுசாரி முன் குடித்தனஞ் செய்திருந்த வீட்டில் துன்மார்க்கர்களை வருவித்து அவர்களோடு கூடிப்பழகியிருந்தானானால், அந்தச் சமுசாரி அந்த வீட்டை விட்டு வேறொரு வீட்டுக்குக் குடிவந்த காலத்திலும் அந்தத் துன்மார்க்கர்கள் அந்த வீட்டிலும் வந்து அவனுடன் பழக்கஞ் செய்வார்கள். அதுபோல, ஒரு சீவன் முன் குடியிருந்த தேகத்தில் பாவ கர்மங்களை விரும்பிச் செய்திருந்தானானால், அந்தச் சீவன் வேறொரு தேகத்தில் வந்தபோது அந்தப் பாவ கர்மங்கள் அந்தத் தேகத்திலும் வந்து அந்தச் சீவனைச் சேருமென்றும் புண்ணிய கர்மங்களும் இப்படியே என்றும் அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera comprendere in che modo le azioni virtuose e peccaminose (karma) compiute dalle anime (jiva) in un corpo precedente giungano in questo corpo: se un capofamiglia invita persone malvagie nella sua precedente dimora e frequenta la loro compagnia, anche quando lascia quella casa e si trasferisce in un’altra, quelle persone malvagie seguiranno il capofamiglia nella sua nuova dimora e continueranno a frequentarlo. Allo stesso modo, se un’anima compie volontariamente azioni peccaminose nel corpo che ha abitato in precedenza, quando quell’anima entra in un altro corpo, anche quelle azioni peccaminose entreranno in quel corpo e si legheranno all’anima. È necessario comprendere che lo stesso vale esattamente anche per le azioni virtuose.

Commento

Le azioni e le loro conseguenze non scompaiono con la morte del corpo fisico. Esse seguono l’anima (jiva) da una vita all’altra, proprio come i conoscenti del passato seguono una persona che si trasferisce in una nuova città. Sia che scegliamo di fare del bene o del male, portiamo con noi il peso permanente di quelle scelte (karma) nella nostra prossima esistenza.

La Compassione e il Decreto Divino

Originale Tamil

முன்பிறப்பில் சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தை விட்டுத் துன்மார்க்கத்தில் நடந்த சீவர்களை இந்தப் பிறப்பில் பசி தாகம் முதலியனவற்றால் துக்கப்படச் செய்வது கடவுள் அருளாக்கினை நியதி என்றால், அந்தச் சீவர்கள் விஷயத்தில் தயவு வைத்து ஆகாரம் முதலியவை கொடுத்து அவர்கள் துக்கத்தை மாற்றுவது கடவுள் அருளாக்கினைக்கு விரோதமாகாதோ என்கின்ற சிறிய கேள்விக்கு உத்தரம் எது என்று அறிய வேண்டில்:- அரசன் தன் கட்டளைக்கு முழுதும் விரோதித்துக் கால்களுக்கு விலங்கிடப்பட்டுச் சிறைச்சாலையி லிருக்கின்ற பெரிய குற்றவாளிகளுக்கும் தன் சேவர்களைக் கொண்டு ஆகாரங் கொடுப்பிக்கின்றான். அதுபோல், கடவுள் தம் கட்டளைக்கு முழுதும் விரோதித்துப் பலவகையால் பந்தம் செய்யப்பட்டு நரகத்தில் இருக்கிற பாவிகளுக்கும் தம் பரிவார தேவர்களைக் கொண்டு ஆகாரங் கொடுப்பிக்கின்றார். அரசன் தன் கட்டளைப்படி நடவாமல் வேறுபட்ட சாதாரணக் குற்றவாளிகளைத் தன்னால் அவர்கள் பெறத்தக்க லாபத்தைப் பெறவொட்டாமல் உத்தியோகத்தினின்றும் நீக்கி, அவர்களுக்கு நல்லறிவு வருகிற நிமித்தம் அவ்விடத்தை விட்டு வேறிடத்திற்கு வெளிப்படுத்துகின்றான். அவர்கள் உத்தியோகம் இழந்தபடியால், சுகபோஜனம் முதலிய போகங்களையும் இழந்து ஊர்ப்புறங்களில் போய் ஆகாரம் முதலியவை குறித்து அலைந்து வருந்துகின்றார்கள். அப்போது, தயவுள்ளவர்கள் கண்டு ஆகாரம் முதலியவை கொடுக்கின்றார்கள். அதை அரசன் கண்ட காலத்திலும் கேட்டகாலத்திலும் ஆகாரம் கொடுத்தவர்களைத் தயவுள்ள நல்ல சமுசாரி என்று சந்தோஷ’த்து மேலான நிலையில் வைத்து உபசரிக்கின்றா னல்லது கோபிக்கவில்லை. அதுபோல, கடவுள் தம் கட்டளைப்படி நடவாத சாதாரண குற்றமுடைய சீவர்களைத் தமது சக்தியால் அவர்கள் பெறத்தக்க இன்பங்களைப் பெற வொட்டாமல் தாம் கொடுத்த சௌக்கிய புவன போகங்களை விடுவித்து, அந்தச் சீவர்களுக்கு நல்லறிவு வருவிக்கும் நிமித்தம் அந்தத் தேகத்தினின்றும் நீக்கி வேறொரு தேகத்தில் விடுகின்றார். அந்தச் சீவர்கள் சௌக்கிய புவன போகங்களை இழந்தபடியால், சௌக்கிய போஜனம் முதலியவற்றையும் இழந்து வேறு வேறு இடங்களில் ஆகாரம் முதலியவை இல்லாமல் வருந்துகின்றபோது, தயவுள்ளவர்கள் அந்த வருத்தத்தைக் கண்டு ஆகாரம் முதலியவை கொடுக்கின்றார்கள். அப்படிக் கொடுக்கின்றவர்களை நல்ல தயவுள்ளவர்கள், மேன்மேலும் சுகத்தை அடையக் கடவர்கள் என்று சந்தோஷ’த்து மேல்நிலையில் வைத்து உபசரிப்பாரல்லது கோபிக்க மாட்டார். ஆதலால், கடவுள் அருளாக்கினைக்குச் சீவர்களிடத்தில் சீவர்கள் தயவு வைத்து உபசரிப்பதே சம்மதமென்று உண்மையறிந்து சொல்லுவதே உத்தரமென்று அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera conoscere la risposta alla seguente domanda di poco conto: «Se è legge del comando di grazia di Dio che le anime (jiva) che nella loro vita precedente hanno abbandonato la disciplina della compassione verso le anime e hanno seguito una via malvagia siano costrette a soffrire la fame, la sete e simili in questa vita, non sarebbe forse in contrasto con il comando di grazia di Dio mostrare compassione verso quelle anime, fornire loro cibo e altri beni di prima necessità e alleviare le loro sofferenze?» — Un re si avvale dei propri servitori per fornire cibo anche ai criminali più efferati che hanno completamente disatteso i suoi comandi e sono imprigionati con catene ai piedi. Allo stesso modo, Dio si avvale del Suo seguito di esseri celesti per fornire cibo anche ai peccatori che hanno completamente disatteso i Suoi comandi e sono vincolati in vari modi all’inferno. Un re destituisce dai loro incarichi i trasgressori comuni che non hanno seguito i suoi comandi, impedendo loro di ottenere i benefici che avrebbero potuto ricevere da lui, e li esilia da quel luogo verso un altro affinché possano acquisire buon senso. Avendo perso le loro posizioni, perdono anche le comodità quali il cibo prelibato; si recano alla periferia delle città e soffrono mentre vagano in cerca di cibo e di altri beni di prima necessità. In quel momento, le persone compassionevoli li vedono e offrono loro cibo e simili. Quando il re vede o viene a sapere di ciò, si rallegra, considera coloro che hanno fornito il cibo come cittadini buoni e compassionevoli e li onora con un rango elevato; non si adira. Allo stesso modo, Dio impedisce alle anime con colpe ordinarie che non seguono i Suoi comandi di raggiungere le gioie che potrebbero ricevere. Egli le priva dei piaceri mondani che in precedenza aveva concesso e, per riportare al buon senso quelle anime, le allontana da quel corpo e le colloca in un altro. Poiché quelle anime hanno perso i loro piaceri mondani, perdono anche il cibo gustoso e simili. Quando soffrono per mancanza di cibo e beni di prima necessità in vari luoghi, persone compassionevoli vedono la loro sofferenza e offrono loro cibo e altri beni di prima necessità. Dio si rallegra di coloro che donano in questo modo, decreta che queste persone buone e compassionevoli raggiungano una felicità sempre crescente e le onora in uno stato elevato; Egli non si adirerà. Pertanto, occorre comprendere la vera risposta: riconoscere che le anime che mostrano compassione e si prendono cura delle altre anime sono pienamente in accordo con il comando di grazia di Dio.

Commento

È facile pensare che, se qualcuno sta soffrendo, se lo meriti a causa delle sue azioni passate e che aiutarlo costituirebbe un’interferenza con la giustizia divina. Questo insegnamento respinge completamente tale idea. Sebbene l’ordine divino possa privare una persona delle sue comodità come conseguenza degli errori commessi in passato, Dio gioisce quando un’altra persona interviene per nutrirla e prendersi cura di lei. Aiutare chi soffre non costituisce mai una violazione della legge divina; è esattamente ciò che Dio spera di vedere.

L’Ordine Terreno e Spirituale Attraverso la Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

இந்தச் சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தால் இகலோக ஒழுக்கம் விளங்குகின்றது. இல்லையாகில், இகலோக ஒழுக்கம் எவ்வளவும் விளங்க மாட்டாது. சீவகாருணியம் இல்லாதபோது அறிவும் அன்பும் தோன்றா. அவை தோன்றாதபோது கண்ணோட்டமும் ஒருமையும் உபகாரமும் விளங்கா. அவை விளங்காதபோது வலிய சீவர்களால் எளிய சீவர்கள் ஒழுக்கம் பொறாமை முதலானவையால் தடைப்பட்டு அழிந்துபோம். பின்பு வலிய சீவர்கள் ஒழுக்கங்களும், மதத்தினால் தாமச ஒழுக்கங்களாகி மாறுபட்டு அழிந்து போகும். சீவகாருணிய ஒழுக்கம் சிறிதும் இல்லாத புலி சிங்கம் முதலிய மிருகங்கள் வழங்குகின்ற காட்டில் இகலோக ஒழுக்கம் வழங்கவே இல்லை. சீவகாருணியம் இல்லாத மனிதர்கள் வழங்குமிடத்திலும் இகலோக ஒழுக்கமும் வழங்கவே மாட்டாதென்று அறியவேண்டும். பரலோக ஒழுக்கமும் சீவகாருணியத்தால் வழங்குகின்றது. அது இல்லையாயின் பரலோக ஒழுக்கமும் வழங்க மாட்டாது. சீவகாருணியம் இல்லாதபோது அருள் விளக்கம் தோன்றாது. அது தோன்றாதபோது கடவுள்நிலை கைகூடாது. அது கூடாதபோது முத்தியின்பம் ஒருவரும் அடையவே மாட்டார்கள். அடையாத பட்சத்தில் பரலோக ஒழுக்கம் வழங்கவே மாட்டா தென்று அறியவேண்டும்.

Traduzione

Attraverso questa disciplina della compassione dell’anima (Jeevakarunya), l’ordine mondano prospera. Se essa è assente, l’ordine mondano non prospererà affatto. Quando la compassione dell’anima è assente, l’intelligenza e l’amore non sorgono. Quando non sorgono, la considerazione, l’unità e la disponibilità ad aiutare non si manifestano. Quando non si manifestano, le anime forti ostacolano e distruggono l’ordine delle anime deboli per gelosia e simili tratti. Successivamente, per arroganza, le pratiche delle anime forti si trasformano in comportamenti ignoranti (tamasici) e periscono. Nella foresta dove animali come tigri e leoni vagano senza la minima disciplina della compassione dell’anima, l’ordine mondano non esiste affatto. È necessario sapere che l’ordine mondano non esisterà mai in luoghi abitati da esseri umani privi di compassione dell’anima. Anche l’ordine spirituale prospera grazie alla compassione dell’anima. Se questa è assente, l’ordine spirituale non prospererà. Quando la compassione dell’anima è assente, l’illuminazione della grazia non si manifesta. Quando non si manifesta, non si raggiunge lo stato divino. Quando non lo si raggiunge, nessuno potrà mai conseguire la beatitudine della liberazione. È necessario sapere che, se non la si raggiunge, l’ordine spirituale non prospererà affatto.

Commento

Senza compassione, la società umana degenera in uno stato di sopravvivenza animale in cui i forti predano i deboli. La compassione dell’anima (jeevakarunya) costituisce il fondamento assoluto sia di una società funzionante sia di qualsiasi forma di progresso spirituale. Quando le persone perdono la compassione, perdono l’intelligenza e l’amore che tengono unite le comunità, portando alla crudeltà e al caos. A livello spirituale, senza questa compassione, la grazia divina non può entrare, rendendo impossibile qualsiasi speranza di liberazione duratura.

Le Conseguenze della Mancanza di Compassione Spirituale

Originale Tamil

சீவகாருணிய ஒழுக்கம் மிகவும் வழங்காமையால் துஷ்டப் பிறவிகளே பெருகித் தீய ஒழுக்கங்களே மிகவும் வழங்குகின்றன. முன்தேகத்தில் சீவகாருணியம் இல்லாத பாவ சீவர்கள் எல்லாம் அவரவர் பாவச் செய்கைக்குத் தக்கபடி, சிலர் நரகவாசிகளாகவும், சிலர் சமுத்திரவாசிகளாகவும், சிலர் ஆரண்யவாசிகளாகவும், சிலர் புலி, கரடி, சிங்கம், யாளி, யானை, கடமை, கடா, பன்றி, நாய், பூனை முதலிய துஷ்ட மிருகங்களாகவும், சிலர் காக்கை கழுகு முதலிய பட்சி சண்டாளங்களாகவும், சிலர் பாம்பு தேள் முதலிய துர்ச்செந்துக்களாகவும், சிலர் முதலை சுறா முதலிய கடின செந்துக்களாகவும், சிலர் எட்டி கள்ளி முதலிய அசுத்த தாவரங்களாகவும் பிறந்திருக்கின்றார்கள். ஆகலால், தீய ஒழுக்கங்களே மிகவும் வழங்குகின்றன வென்று அறியவேண்டும்.

Traduzione

Poiché la disciplina della compassione dell’anima viene raramente praticata, le nascite malvagie si moltiplicano e le pratiche malvagie abbondano in modo smisurato. Tutte le anime peccatrici che nei loro corpi precedenti erano prive di compassione dell’anima rinascono in base alle rispettive azioni peccaminose: alcune come abitanti dell’inferno, altre come abitanti dell’oceano e altre ancora come abitanti della foresta; alcune come animali malvagi quali tigri, orsi, leoni, yali (bestie mitiche), elefanti, alci, bufali selvatici, maiali, cani e gatti; alcune come uccelli vili quali corvi e avvoltoi; alcune come creature velenose quali serpenti e scorpioni; alcune come creature crudeli quali coccodrilli e squali; e alcune come piante impure quali alberi da noci velenose e cactus. Pertanto, si deve sapere che abbondano in gran misura solo le pratiche malvagie.

Commento

La mancanza di compassione in una vita influenza direttamente la forma fisica che un’anima assumerà nella vita successiva. Le anime che non praticano la compassione verso le altre anime (jeevakarunya) rinascono in condizioni corrispondenti alla loro crudeltà o ignoranza passate. Ritornano come animali predatori, creature velenose o persino piante tossiche: forme soggette a feroci istinti di sopravvivenza e completamente prive di consapevolezza spirituale.

La Compassione Dell’Anima come Espressione della Grazia

Originale Tamil

சீவகாருணியம் கடவுள் அருளைப் பெறுவதற்கு முக்கிய சாதனமாவதுமன்றி அந்த அருளின் ஏகதேசவிளக்கம் என்றும், சீவகாருணியம் ஆன்மாக்களின் இயற்கைவிளக்கம் ஆகலால் அந்த இயற்கை விளக்கம் இல்லாத சீவர்களுக்குக் கடவுள்விளக்கம் அகத்திலும் புறத்திலும் வெளிப்படவே மாட்டாதென்றும் அறியவேண்டும்.

Traduzione

È necessario comprendere che la compassione dell’anima (Jeevakarunya) non è solo il mezzo principale per ottenere la grazia di Dio, ma è anche una manifestazione parziale di tale grazia. Poiché la compassione dell’anima è l’espressione naturale delle anime, la presenza di Dio non si manifesterà mai, né interiormente né esteriormente, alle anime prive di questa espressione naturale.

Commento

La compassione verso tutti gli esseri viventi (Jeevakarunya) non è solo un metodo per ottenere la grazia divina; è una parte effettiva di quella grazia che opera attraverso di noi. Poiché la compassione è lo stato naturale dell’anima umana, ostacolarla significa di fatto ostacolare Dio. Senza questa empatia fondamentale, il divino semplicemente non può manifestarsi nella vita di una persona, né interiormente né esteriormente.

L’Obiettivo della Compassione Dell’Anima

Originale Tamil

சீவகாருணியத்திற்கு லட்சியம் எது என்று அறியவேண்டில்:- ஆன்மாக்கள் எல்லாம் இயற்கை உண்மை ஏகதேசங்களாயும் இயற்கை விளக்கமாகிய அருள் அறிவுக்கறிவாய் விளங்குதற்கு ஒற்றுமை உரிமை இடங்களாயும் இருக்கின்றன என்றும் அந்த ஆன்மாக்கள் சீவர்களாகி அதிகரிப்பதற்குப் பூதகாரியதேகங்களே உரிமையாகி இருக்கின்றன என்றும், அந்தத் தேகங்களில் ஆன்மாக்கள் சீவர்களாகி அதிகரியாவிடில் ஆன்மவிளக்கம் மறைபடும் என்றும், அது மறைவில் அருள் விளக்கம் வெளிப்படாதென்றும், வெளிப்படாதபோது மூடம் உண்டாகும் என்றும், அதுவே ஆன்மாக்களுக்குப் பந்தமாகும் என்றும் அது பற்றி அவசியம் பூதகாரியதேகம் வேண்டுமென்றும், பூதகாரிய தேகங்களுக்கு மாயை முதற்காரண மாதலால், அந்த மாயையின் விகற்ப ஜாலங்களாகிய பசி, கொலை, தாகம், பிணி, ஆபத்து, பயம், இன்மை, இச்சை என்பவைகளால் அந்தத் தேகங்களுக்கு அடிக்கடி அபாயங்கள் நேரிடும் என்றும், அப்படி அபாயங்கள் நேரிடாமல் கரணேந்திரிய சகாயங்களைப் பெற்ற தம் அறிவைக்கொண்டு சர்வ ஜாக்கிரதையோடு முயற்சி செய்து தடுத்துக் கொள்வதற்குத் தக்க சுதந்தரம் சீவர்களுக்கு அருளால் கொடுக்கப்பட்டதென்றும், அந்தச் சுதந்தரத்தைக் கொண்டு சீவர்கள் எல்லாம் தேகங்களிலிருந்து அபாயங்களை நீக்கி ஆன்மலாபத்தைப் பெறுவதற்கு முயற்சி செய்யக் கடவார்கள் என்றும், மேற்குறித்த பசி கொலை தாகம் பிணி ஆபத்து பயம் இன்மை இச்சை என்பவைகளால் வரும் அபாயங்களை நிவர்த்தி செய்துகொள்ளத் தக்க சுதந்தரமில்லாமல் வருந்துகின்ற சீவர்கள் விஷயத்தில் அவை நிவர்த்தி செய்யத்தக்க சுதந்தரமுள்ள சீவர்கள் காருண்யத்தால் நிவர்த்தி செய்விக்க வேண்டும் என்றும், அப்படி நிவர்த்தி செய்விப்பதில் பசியினாலும் கொலையினாலும் வருந் துன்பங்களை நிவர்த்தி செய்விப்பது தலைமையான காருண்யம் என்றும், அது தவிர மற்றவைகளால் வருந் துன்பங்களை மாற்றுவது அபர சீவகாருணியம் என்றும், அது இவ்வுலக இன்பத்தை மாத்திரம் சிறிது உண்டு பண்ணுமென்றும், பசியினால் வருந் துன்பத்தையும் கொலையினால் வருந் துன்பத்தையும் நிவர்த்தி செய்விப்பது பரசீவகாருணியம் என்றும், அது இவ்வுலகஇன்பம் எல்லாவற்றையும் அளவிறந்த சித்தி இன்பங்களையும் எக்காலத்தும் அழியாத முத்தியின்பத்தையும் அருளால் அடைவிக்கும் என்றும், அன்னிய சீவர்களுக்கு நேரிடுகிற மேற்குறித்த அபாயங்களை நிவர்த்தி செய்விப்பதற்குத் தக்க சுதந்தரமும் அறிவும் இருந்தும் அவ்வாறு செய்யாமல் வஞ்சித்தவர்களுக்கு இவ்வுலக இன்பம் அவ்வுலக இன்பத்தோடு மோட்ச இன்பத்தை அனுபவிக்கச் சுதந்தரத்தை அடையப்படுவதில்லை என்றும், தற்காலத்தில் அனுபவிக்கின்ற புவன போக சுதந்தரங்களையும் இழந்துவிடுவார்கள் என்றும் கடவுளருளால் விதிக்கப்பட்டிருக்கின்றபடியால் அபாயங்களை நிவர்த்தி செய்து கொள்ளத் தக்க அறிவும் சுதந்தரமும் இல்லாத சீவர்கள் விஷயத்தில் அவைகளை நிவர்த்தி செய்விக்கத் தக்க அறிவும் சுதந்தரமும் உள்ளவர்கள் வஞ்சியாமல் நிவர்த்தி செய்விப்பதே சீவகாருணியத்திற்கு லக்ஷியம் என்று அறியவேண்டும்.

Traduzione

Se si desidera conoscere l’obiettivo del Jeevakarunya (compassione per l’anima): occorre sapere che tutte le anime sono frammenti della verità naturale e costituiscono i luoghi legittimi e unificati in cui la manifestazione naturale della grazia possa risplendere come l’intelligenza nell’intelligenza. È necessario comprendere che, affinché queste anime diventino esseri incarnati (jiva) e prosperino, sono necessari corpi fisici elementali; e se le anime non si incarnano e non prosperano in questi corpi, la loro illuminazione risulterà oscurata. Quando essa è oscurata, l’illuminazione della grazia non si manifesterà; quando non si manifesta, sorge l’ignoranza, che a sua volta diventa schiavitù per le anime, rendendo assolutamente necessario un corpo fisico elementale. Poiché l’illusione (maya) è la causa primaria di questi corpi elementali, essi incontrano frequentemente pericoli causati dalle illusioni ingannevoli di quella maya — vale a dire la fame, l’uccisione, la sete, la malattia, il pericolo, la paura, la povertà e il desiderio. Per grazia, agli esseri viene concessa la libertà necessaria per prevenire tali pericoli utilizzando la propria intelligenza, coadiuvata dalle facoltà interiori e dai sensi, con la massima vigilanza e il massimo impegno. Avvalendosi di questa libertà, tutti gli esseri devono sforzarsi di allontanare i pericoli dai propri corpi e di ottenere il vero beneficio dell’anima. Per quanto riguarda gli esseri che soffrono senza disporre della libertà adeguata per risolvere i pericoli derivanti dalla fame, dall’uccisione, dalla sete, dalla malattia, dal pericolo, dalla paura, dalla povertà e dal desiderio, coloro che possiedono tale libertà devono agire per compassione. In tal modo, alleviare la sofferenza causata dalla fame e dall’uccisione costituisce la compassione preminente. Alleviare la sofferenza causata dalle altre afflizioni costituisce una compassione per l’anima secondaria (apara jeevakarunya), che produce solo una modesta felicità mondana, mentre risolvere la sofferenza causata dalla fame e dall’uccisione rappresenta la compassione per l’anima suprema (para jeevakarunya), la quale, per grazia, concede tutte le gioie mondane, le gioie illimitate dei poteri spirituali (siddhi) e la gioia eternamente imperitura della liberazione (mukti). Coloro che possiedono la libertà e l’intelligenza adeguate per risolvere i suddetti pericoli che si presentano agli altri esseri, ma agiscono in modo ingannevole omettendo di farlo, non raggiungeranno la libertà di sperimentare le gioie di questo mondo, del mondo a venire e della liberazione, e perderanno anche i piaceri e le libertà mondane di cui godono attualmente, come stabilito dalla grazia divina. Pertanto, occorre sapere che lo scopo della compassione per le anime è rivolto a coloro che possiedono l’intelligenza e la libertà adeguate per risolvere tali pericoli senza inganno, a beneficio di quegli esseri che non dispongono dell’intelligenza e della libertà necessarie per risolverli da sé.

Commento

Le anime hanno bisogno di corpi fisici per sperimentare ed esprimere la grazia, ma il mondo materiale (maya) sottopone questi corpi a gravi pericoli quali la fame, la violenza e la malattia. L’obiettivo principale della Jeevakarunya (compassione per le anime) è semplice: coloro che dispongono delle risorse e della libertà necessarie per superare tali pericoli devono proteggere coloro che sono indifesi. Alleviare la fame e salvare vite umane costituisce la compassione suprema (para jeevakarunya), che conduce direttamente ai siddhi (poteri spirituali) e al mukti (la liberazione spirituale definitiva). Alleviare i dolori minori rappresenta la compassione secondaria (apara jeevakarunya). Se hai il potere di aiutare gli altri ma scegli egoisticamente di non farlo, perdi ogni possibilità di vera felicità in questo mondo e nell’aldilà.

L’Obiettivo Principale della Compassione

Originale Tamil

பசி, கொலை, தாகம், பிணி, ஆபத்து, பயம், இன்மை, இச்சை என்பவைகளால் வரும் அபாயத்தை நிவர்த்தி செய்விப்பது சீவகாருணியத்திற்கு லக்ஷியமாக இருக்கவும். இவ்விடத்துப் பசியினாலும் கொலையினாலும் வரும் அபாயங்களை மாத்திரம் நிவர்த்தி செய்விப்பது தலைப்படு காருணியம் என்று குறித்தது ஏன் என்று அறியவேண்டில்:-

Traduzione

Scongiurare i pericoli causati dalla fame, dall’omicidio, dalla sete, dalla malattia, dal pericolo, dalla paura, dall’indigenza e dal desiderio è l’obiettivo della Jeevakarunya (compassione per le anime). Detto questo, se si desidera sapere perché, in questo contesto, solo l’alleviamento dei pericoli della fame e dell’omicidio sia indicato come la compassione preminente:

Commento

La compassione allevia molte forme di sofferenza, dalla paura e dalla malattia alla miseria e al desiderio. Tuttavia, tra tutte queste, la lotta alla fame e la lotta contro l’omicidio costituiscono una categoria a sé stante. Il testo si sofferma qui per chiedersi perché questi due atti specifici siano considerati le priorità assolute della vita spirituale.

Compassione Suprema e Secondaria

Originale Tamil

சீவகாருணிய ஒழுக்கத்தில் பரசீவகாருணிய மென்றும் அபரசீவகாருணியம் என்றும் இருவகையாம். அவற்றில் பசிநீக்கலும் கொலைநீக்கலும் பரசீவகாருணியம். மற்றவை அபரசீவகாருணியம். ஆகலில், பரசீவகாருணியம் விசேஷமாகக் குறிக்கப்பட்டதென்று அறியவேண்டும். அன்றியும், பசியினால் வருந்துகின்ற சீவர்களுக்குப் பசியை நிவர்த்தி செய்விக்கின்ற தயவுடையவர்கள் தாகம் நீங்குவதற்குத் தண்­ர் கொடாமலிரார்கள். தண்­ர் கொடுப்பது பிரயாசமுமல்ல. தண்­ர் ஏரி, குளம், கால்வாய் முதலிய இடங்களிலும் இருக்கின்றது\…\…\…\….

Traduzione

La disciplina del Jeevakarunya si articola in due tipologie: Para-jeevakarunya (compassione suprema) e Apara-jeevakarunya (compassione secondaria). L’eliminazione della fame e la prevenzione dell’omicidio costituiscono la compassione suprema. Il resto rientra nella compassione secondaria. Pertanto, occorre comprendere che in questo contesto viene specificatamente sottolineata la compassione suprema. Inoltre, le persone compassionevoli che alleviano la fame delle anime sofferenti non mancheranno certamente di offrire acqua per placarne la sete. Fornire acqua non è un compito difficile, poiché l’acqua è facilmente reperibile in laghi, stagni, canali e luoghi simili………….

Commento

La compassione per tutti gli esseri viventi (Jeevakarunya) si presenta in due forme: suprema (para) e secondaria (apara). Alleviare la fame e impedire l’omicidio sono gli atti supremi di compassione, che si elevano al di sopra di ogni altra forma di carità poiché da essi dipende la vita stessa. Una volta che una persona si impegna a salvare vite umane dalla fame e dalla violenza, tutti gli altri atti di gentilezza — come offrire un bicchiere d’acqua — scaturiscono spontaneamente da quella solida base.

Note a Piè di Pagina della Redazione

Originale Tamil

\* சத்தி – வாந்தி \*\* ச. மு. கந்தசாமி பிள்ளையவர்களின் திருவருட்பாப் பதிப்பில் (1924) இதுவரையுமே உள்ளது. இதற்கு மேல் இல்லை. \*\*\* சென்னை சன்மார்க்க சங்கத்தின் திருவருட்பாப் பதிப்பில் இது வரையுமே உள்ளது. இதற்குமேல் ஆ. பாலகிருஷ்ணபிள்ளை பதிப்பில் மட்டுமே உள்ளவை.

Traduzione

Sathi – Vomito. L’edizione del Thiruvarutpa a cura di S. M. Kandasamy Pillai (1924) contiene il testo solo fino a questo punto. Non vi è nulla oltre questo punto. * L’edizione del Thiruvarutpa* a cura del Chennai Sanmarkkam Sangam contiene il testo solo fino a questo punto. Il contenuto che segue è presente esclusivamente nell’edizione a cura di A. Balakrishna Pillai.

Conclusione del Testo

Originale Tamil

திருச்சிற்றம்பலம் ஜீவகாருண்ய ஒழுக்கம் மூன்றாவது பிரிவு முற்றிற்று சுத்த சன்மார்க்கத்தின் முதற் சாதனமாகிய ஜீவகாருண்ய ஒழுக்கம் முற்றிற்று

Traduzione

Thiruchitrambalam (la Sala Divina della Coscienza). Si conclude la terza sezione della Disciplina della Compassione dell’Anima. Si conclude la Disciplina della Compassione dell’Anima, che costituisce la pratica principale del Sanmarkkam Puro.

Commento

Con ciò si conclude la terza parte e si chiude il Jeevakarunya Ozhukkham.

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Condotta Compassionevole verso la Vita · 227 pagine

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Fonte originale in tamil: questa traduzione si basa sul testo tamil conservato presso vallalar.org/Tamil/VORG000000040B — il corpus digitalizzato completo delle opere di Ramalinga Swamigal. La Parte Terza si interrompe incompleta in tutti i manoscritti conosciuti, un fatto segnalato apertamente nelle note editoriali. Per approfondire lo studio delle opere complete di Vallalar, visita vallalar.org.

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